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ECONOMIA

Energie in "Comunità cooperativa". E se i cittadini di Lucera…? Legacoop Puglia e i modelli di Melpignano e Cursi
Se ne è parlato su RaiTre nel format del TGR Puglia "Ambiente Italia", in onda sabato 21 maggio scorso alla 12:55. L'iniziativa del piccolo comune noto per "La notte della taranta" e di Legacoop Puglia. Un modello che la nostra città farebbe bene ad imitare

Lucera, 22.06.2011 - E se i cittadini di Lucera ci pensassero seriamente di "diventare" produttori di energia e di estendere l'idea alla gestione in proprio di molti servizi? Il progetto presentato nel servizio andato in onda su RaiTre sabato 21 maggio scorso alle ore 12:55, durante il TGR che contempla il settimanale "Ambiente Italia", si chiama "Comunità cooperativa" ed è stato promosso da "Legacoop Puglia" e dal Comune di Melpignano, il piccolo centro in provincia di Lecce che conta appena 2.300 abitanti ed è diventato famoso in tutto il mondo per "La notte della taranta". Il modello di Melpignano (ma anche quello di un altro piccolo comune vicino, Cursi, con circa 4.300 abitanti) è basato su una vera e propria cooperativa di comunità tra tutti i cittadini nell'intento di arrivare alla gestione di servizi ed iniziative vantaggiose per la collettività.
La presentazione è avvenuta nel chiostro seicentesco degli Agostiniani Scalzi di Melpignano, dove si è dato l'input alla prima cooperativa di comunità in Italia per produrre energia solare. «Quella di Melpignano – ha evidenziato il presidente della Legacoop Puglia, Carmelo Rollo – deve rappresentare un modello per altre realtà; un progetto dedicato all'ambiente e per l'ambiente. Un'iniziativa che coinvolge i cittadini e che trasmette alla collettività tutta i valori etici e di sviluppo della cooperazione».
Pietro Scioscia, lucerino presente al tavolo regionale di Legacoop che si starebbe attivando con la stessa per organizzare un convegno nel centro federiciano, parla di «un modello che la città di Lucera con l'amministrazione di turno farebbe bene ad imitare e a non trascurare visto che si tratta di un'iniziativa virtuosa ed utile alla comunità».
All'incontro di presentazione a Melpignano numerosi sono stati i quesiti posti dal pubblico presente: «Possono aderire anche cittadini non di Melpignano? Un socio quali rischi corre aderendo alla cooperativa? Dopo i 20 anni di incentivo dello Stato con il Conto Energia, ci saranno problemi di smaltimento? Nella cooperativa si può entrare quando lo si vuole oppure chi entra prima è bene altrimenti non si entra più?».
Tutte domande che trovano una risposta rasserenante a ben vedere. Al di là della quota associativa alla cooperativa che vede, tra l'altro, il comune quale socio "privilegiato", il cittadino non deve nulla. Dopo 20 anni, inoltre, pur non essendoci più l'incentivo, i pannelli fotovoltaici conservano ancora un'efficienza produttiva pari all'80% e quello che viene definito "smaltimento", in realtà è "recupero" da parte di appositi consorzi in quanto il pannello solare è composto di quattro componenti: silicio, rame, vetro, alluminio; tutti elementi riutilizzabili.

 

«Abbiamo chiesto ai cittadini – ha affermato il sindaco di Melpignano, Ivan Stomeo, durante la presentazione – di mettere a disposizione il proprio terrazzo per realizzare impianti fotovoltaici. Inizialmente stavamo pensando ad una azienda esterna alla nostra comunità, poi abbiamo ritenuto che cittadini, maestranze, tecnici di Melpignano possano realizzare il progetto del fotovoltaico».
Carmelo Rollo ha invece ricordato che «fino ad oggi il fotovoltaico è stato appannaggio delle grandi imprese multinazionali che sono venute qui a fare i loro investimenti, ma è mancato il valore aggiunto sul territorio».
Lo studio di fattibilità, come è emerso dal servizio di "Ambiente Italia", è stato realizzato dal Dipartimento di Ingegneria dell'Innovazione dell'Università del Salento. «Abbiamo trovato – ha precisato Lorenzo Vannelli della stessa Università – che ci sono almeno 500 o 600 kw di potenza fotovoltaica installabile. Grosso modo riusciremmo a coprire circa il 30% dei bisogni di consumo elettrico delle famiglie di Melpignano». Mentre Lucianna Delle Donne, presidente di "Officina Creativa", ha parlato di «supporti dal punto di vista estetico legati al fotovoltaico, puntando non più sui terreni delle campagne ma sui tetti dei cittadini fornendo loro energia gratis».
Da Melpignano alla vicina Cursi, una cittadina di circa 4.300 abitanti, dove si è dato vita ad un G.A.S. (Gruppo di Acquisto Solidale) per impiantare pannelli solari sui tetti. Ha detto il presidente del sodalizio, Nicolino Sticchi: «Riusciamo ad abbattere i costi di circa il 30%, con gli stessi materiali, rispetto ai prezzi di mercato e gli utili vanno tutti a favore del cittadino». Un progetto, ha aggiunto il sindaco di Cursi, Edoardo Santoro, «che coinvolge ben 13 ditte giornalmente impegnate ad affrontare il montaggio sui tetti con 100 persone che lavorano in questo settore».
Ma c'è un altro proposito non trascurabile che si vuol cercare di raggiungere in progetti di questo tipo: oltre che produrre vantaggi al cittadino, lo scopo è anche quello di contrastare il più possibile la costruzione incontrollata di campi solari che intaccano il paesaggio agricolo. «Molti comuni – ha sottolineato la vice presidente della Regione Puglia, Loredana Capone – stanno investendo anche con finanziamenti regionali. È il caso dell'area di Casarano con 5 milioni di Euro». Senza dimenticare che «69 enti locali investono sulle scuole comunali e sugli edifici pubblici. Poi c'è la Valle d'Itria (4 milioni di Euro) e il nord barese con 8 milioni di Euro per 12 comuni che investono sulle scuole».
«Ma l'attenzione – ha ricordato Igor Staglianò nel servizio televisivo montato da Flavia La Gona per la rubrica del TGR – è ora puntata sul primo passo della piccola rivoluzione di Melpignano, dove l'idea del comune è quella di reinvestire i 70mila Euro all'anno di rendimento del Conto Energia destinandoli ai Servizi Sociali del piccolo centro, finora capitale mondiale solo della Taranta».
A chiudere l'ex sindaco di Melpignano, Sergio Blasi: «Il Sud non è una landa arretrata e depressa; non è sfiducia e abbandono, come una retorica nordista fa spesso credere. Il Sud è voglia di contare, il desiderio di lasciare il segno, ma anche la soluzione di problemi che riguardano l'intero Paese».
Magari partendo da un piccolo centro in provincia di Lecce.
Passando per Lucera?

Roberto Notarangelo



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