Mò che ce pènze
Dodicesima Parte
Lucera, 19.02.2006 - Le parole sono lette sillabando, con più tono di alcune che conservano la vocale, mentre le altre perdono la "E" non accentata; si pronunciano solo le consonanti.
Es.: LUCERA > LUCEORE > LU_C_O_R. Come si può notare, la prima sillaba "LU" si legge per intero, le altre perdono la vocale. La "E" non accentata, tra consonante e vocale, non si legge, ma prolunga, a mo' di strascico, il suono della consonante e la distacca dalla vocale.
Es.: MELEONE > (melone) > M---L------O----N. Le parole non vengono scritte alla maniera di come sono lette, ma occorre aggiungere la vocale "E" per evitare di trovarsi di fronte a delle sigle illeggibili e non identificabili come parole di senso compiuto. Per fare un esempio, "Cecere" (cece) si scriverebbe "CCR" ma diventerebbe difficile da leggere o da interpretare.
Che vonne dì?
Come già accennato, il dialetto è sintesi. Intere frasi vengono ridotte a delle semplici parole, con un'abbondante eliminazione; si tende all'essenziale, alla sostanza. Da questa forma viene fuori il colore del dialetto.
Citte citte a mmizze a chiazze > Quando l'intenzione era quella di mantenere un segreto su una notizia, immediatamente, invece, diveniva di pubblico dominio. Solitamente essa veniva divulgata da "i voccapirte", "i tagghia taggheje", "quille che nze facèvene i fatte leore", "i ndracchièore", "i ruffiane", "i rucche rucche", "i sguarciate".
Torce l'uccheje > Torcere gli occhi. Atteggiamento della persona che prova terrore e spavento.
Storce u nase > Torcere il naso. Di solito significa che si mostra disgusto o sospetto per qualcuno e per qualcosa.
Storce a vocche > Torcere la bocca per dispetto.
Dace feule da torce > Da' del filo da torcere. Procura grattacapi.
Stralunate > Estroso, capriccioso, colui che fantastica o immagina cose spropositate. Modificare in modo improprio il senso delle parole. Dare alle cose e alle parole un significato diverso da quello naturale.
Come si conta
I numeri nel dialetto lucerino
Veune, deuje, trè, quatte, cinghe, seoje, sètte, otte, neove, dice, unece, dudece, tridece, quattodece, quinece, sidece, diciassètte, diciotte, diciannove, vinde, vindeune, vindideuje, vinditrè, vindiquatte, vindiciinghe, vindiseoje, vindisètte, vindotte, vindineove, trènde…, cinquande…, cinde…, cinghecinde…, mille.
Romano Petroianni
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