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Cosa sono le "servitù"?
a cura dell'Avv. Antonio Dello Preite

Questo è un argomento di diritto civile, cioè di quella parte del diritto che raggruppa le norme regolanti i rapporti tra i privati (come i contratti, le successioni, il lavoro, la proprietà ecc.) contenute nel Codice Civile.
Il diritto civile differisce, ovviamente, dal diritto amministrativo, che concerne quelle norme riguardanti la Pubblica Amministrazione ed i suoi rapporti, interni ed esterni, con gli altri soggetti, e differisce dal diritto penale, che raggruppa le norme riguardanti i reati, cioè i comportamenti contro la legge, vietati e puniti. Le servitù regolano situazioni tra proprietà private (i fondi) che possono essere concordate pacificamente tra i proprietari (servitù volontarie) con un contratto o con una lite giudiziaria, tramite una sentenza del Giudice Civile (servitù coattive). Ma cosa sono le servitù?
La servitù consiste in un peso imposto sopra un fondo (detto fondo servente) per l’utilità di un altro fondo (detto fondo dominante) appartenente ad un diverso proprietario.
Per “utilità” si intende la maggiore amenità o comodità del fondo dominante. Facciamo un esempio, forse quello più noto a tutti, e riguarda il cosiddetto “passaggio coattivo”.
Tizio è proprietario di un terreno che non ha l’accesso alla pubblica via perché in mezzo c’è il fondo di Caio, come si può vedere nel disegno: in verde è disegnata la pubblica via, mentre in rosso è tracciato il percorso che deve compiere Tizio, attraverso il fondo di Caio, per raggiungere la sua proprietà. Perché Tizio ha il diritto di passare sul fondo di Caio? Per una serie di ragioni e condizioni che il nostro Codice Civile prevede dettagliatamente. Innanzitutto Tizio non deve avere uscita sulla pubblica via, né può procurarsela con eccessivo dispendio o disagio, e deve passare sul fondo del vicino per la coltivazione ed il conveniente uso del fondo. Non solo. Il passaggio deve essere stabilito su quella parte per cui l’accesso alla via pubblica è più breve e riesce di minor danno al fondo servente. In ogni caso, il passaggio non potrà attraversare le case, i cortili, i giardini e le aie attinenti.
Il caso appena descritto è quello classico del “fondo intercluso”. Ma può anche avvenire che la servitù possa essere costituita su un fondo “non intercluso”, con un fondo, cioè, che ha l’accesso con la pubblica via. È possibile costituire una servitù se quell’accesso è inadatto o insufficiente ai bisogni del fondo e non può essere ampliato.
Ovviamente la servitù non è gratis, ed il proprietario del fondo servente che deve sopportare l’onere del passaggio altrui, ha diritto ad una indennità concordata tra le parti o stabilita dal Giudice. Se cessa l’interclusione del fondo (ad esempio, Tizio acquista un terreno adiacente che ha l’accesso sulla pubblica via), il proprietario del fondo servente (e cioè Caio) farà cessare la servitù.
La servitù, come ogni diritto, si perde se non viene esercitata per effetto della prescrizione. Essa si estingue, altresì, se viene meno la diversità del proprietario: affinché esista una servitù, i fondi debbono appartenere a proprietari diversi. Se, nell’esempio raffugurato in figura, Tizio acquista il fondo di Caio, la proprietà diviene unica e la servitù si estingue poiché Tizio accede direttamente sulla pubblica via.
Esistono anche altre forme di servitù, meno note come l’acquedotto, lo scarico coattivo, la somministrazione di acqua ad un edificio, l’elettrodotto e le linee teleferiche. È evidente che l’ENEL deve “portare” l’elettricità ad alta tensione ed ha diritto di attraversare i fondi di chiunque, così come pure l’Acquedotto Pugliese per l’acqua. Se l’opera è di dimensioni più gravose (ad esempio, una strada o una ferrovia) l’Ente procederà non più ad imporre una servitù, ma ad esercitare un esproprio vero e proprio (e questo è un concetto diverso, perché in tal caso si perde la proprietà).
Nella servitù, il proprietario del fondo servente è sempre proprietario del percorso adibito a passaggio del fondo dominante, ma con quell’onere.
Il concetto di servitù, tuttavia, non si limita soltanto ai casi che vi ho sommariamente descritto, ma anche ad altri non espressamente previsti dalla Legge, come quello che non posso esercitare, ogni qual volta, un mio diritto senza dover “toccare” quello del mio vicino o di altro soggetto legittimato. Un esempio per tutti: se non riesco a vedere bene le trasmissioni televisive perché l’antenna del mio palazzo è troppo bassa, ho diritto ad installarla sul fabbricato più alto che è vicino al mio, in modo tale da poter ricevere bene il segnale. Non posso fare altrimenti.
Queste sono, per linee veramente generali, le servitù. Spero di non avervi annoiato e di aver soddisfatto qualche piccola Vostra curiosità.
Arrivederci su www.ilfrizzo.it per parlare di qualche altro argomento di interesse giuridico.

Avv. Antonio Dello Preite



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