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Astensione dall'attività giudiziaria del 19 settembre 2005; il perché di una protesta
È il Presidente della Camera Penale di Lucera, l'avv. Antonio Dello Preite, a comunicare nella lettera che pubblichiamo integralmente le ragioni della astensione

Lucera, 15.09.2005 -«Il 19 settembre prossimo ci asterremo dall’attività giudiziaria per le ragioni esposte nella delibera della Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane adottata il 26 luglio scorso (affermazione della terzietà del giudice e separazione delle carriere), anche perché, fino ad oggi, dal Parlamento, non sono pervenute notizie di un ripensamento, nemmeno dopo il giudizio negativo che è stato espresso quasi coralmente dagli addetti ai lavori.
Avviandoci al termine della Legislatura, è tempo, piuttosto, di procedere a una riflessione più ampia sulla politica giudiziaria del nostro Parlamento.
Sia pure con le eccezioni che abbiamo riscontrato trasversalmente nelle posizioni di alcuni gruppi e di molti parlamentari, ci riferiamo innanzitutto alla coalizione di Governo, che - nel nostro settore - lungi dal mantenere gli impegni elettorali, ci ha dato leggi disorganiche e spesso inadeguate; e questo nel silenzio complice delle forze di opposizione, che hanno condiviso la responsabilità della maggioranza nell’approvazione di numerosi “capolavori” legislativi (dal 41 bis alla flagranza differita, dal mandato d’arresto europeo alla legge antiterrorismo).
Ma sono molte di più le disillusioni determinate da certe clamorose omissioni, sconfortanti esempi di mediocrità: dall’attuazione dei principi del Giusto Processo, mediante interventi ordinati e complessivi, alle deludenti riforme del codice penale (peraltro in stand-by, verosimilmente perché “bocciate” dagli stessi promotori) e dell’ordinamento giudiziario.
Per non parlare, poi, della riforma del codice di procedura penale, la cui elaborazione era stata, pur tardivamente, affidata a una commissione che - con notevole impegno e risultati in buona parte apprezzabili - era riuscita a proporre un articolato più che dignitoso, consegnato tre mesi addietro al Ministro, ma del quale non s’è saputo più nulla, a conferma della mancanza di un’autentica volontà riformatrice dei nostri governanti.
E, francamente, non abbiamo colto alcun segnale rassicurante dalla gran parte della coalizione di minoranza, la quale aspira a sostituire la Casa della Libertà nella guida del Paese, senza potersi affatto vantare di aver contrapposto alla sua politica giudiziaria posizioni chiare e lungimiranti a tutela delle garanzie della persona. Al contrario, come sopra ricordato, più di una volta abbiamo dovuto registrare una avvilente unanimità nella proposizione e approvazione di leggi indiscutibilmente regressive, se non repressive dei diritti fondamentali; il che, purtroppo, non autorizza aspettative diverse e migliori.
In queste condizioni di consapevole rinuncia ai principi e demagogica resa dinanzi al consenso più facile e ingiusto, almeno gli avvocati penalisti devono manifestare con fermezza il loro allarme.
Il 19 settembre, richiamando l’attenzione dell’opinione pubblica e della politica ancora disposta ad ascoltare, avremo l’occasione di esprimere le nostre preoccupazioni.
Mostreremo a tutti che si stanno consumando ulteriori e gravissime violazioni dei precetti costituzionali. Rivendicheremo il primato della nostra Carta fondamentale, e particolarmente del diritto di difesa, della funzione rieducativa della pena, della presunzione di non colpevolezza, dei canoni del Giusto Processo, rinnovando il nostro impegno a difendere strenuamente la libertà di tutti».

Avv. Antonio Dello Preite
Presidente della Camera Penale di Lucera



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