‹‹·········


Guida all'uso
Forum
La redazione
Contatti
Links
Indicazioni utili
In giro per Lucera
Le attività
Strade e contrade
Luceriae Historia
Accade in Provincia


Arte
Letteratura
Musica
Religione
Filosofia
Psicologia
Sociologia
Gestalt
Teatro
Cinema
Televisione
Scienze
Diritto
Economia
Storia
Agricoltura
Ambiente
Mestieri
Fuori orario

Barzellette, detti,
aforismi, metafore e parodie…
Raccontate la vostra

Quali effetti comporta il giudicato penale nei confronti dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni?
Nel caso di condanna per reati commessi, a fini patrimoniali, da un pubblico ufficiale contro la pubblica amministrazione, la relativa sentenza viene trasmessa al procuratore generale presso la Corte dei Conti e, a seguito di accertamenti, si potrebbe pervenire anche alla confisca di beni immobili

Lucera, 05.05.2006 - Con la legge statale del 2001 il legislatore ha dettato le norme che regolano il rapporto tra il procedimento penale ed il procedimento disciplinare cui possono essere sottoposti i lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni, a seguito di presunti illeciti commessi nell’espletamento dell’attività lavorativa.
In particolare, è stato stabilito che quando viene disposto dall’autorità giudiziaria il rinvio a giudizio di un dipendente pubblico per alcune tipologie di reati che sarebbero stati perpetrati (nella sua qualità di pubblico ufficiale) contro la pubblica amministrazione (ovvero: peculato, concussione, corruzione per un atto d’ufficio o contrario ai doveri d’ufficio e in atti giudiziari, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio), quest’ultima può trasferire il proprio dipendente presso un diverso ufficio da quello in cui prestava servizio al momento del fatto oggetto di accertamento. Facendo salve, però, le attribuzioni di funzioni del dipendente (per inquadramento, mansioni e prospettive di carriera) già svolte dal medesimo.
L’amministrazione, in subordine, potrebbe (nella succitata ipotesi) procedere al trasferimento di sede lavorativa o alla attribuzione di un incarico differente in presenza di evidenti motivi di opportunità, inerenti al discredito che essa può ricevere dalla permanenza del dipendente nell’ufficio.
Nell’ipotesi, invece, in cui non sia possibile attuare il trasferimento d’ufficio, il dipendente può essere posto in aspettativa (con diritto al trattamento economico goduto).
I provvedimenti suddetti perdono efficacia a seguito di sentenza di assoluzione e comunque decorsi 5 anni, salvo che non sia intervenuta sentenza di condanna definitiva.
Nel caso diverso in cui il dipendente abbia subito una condanna, seppure non definitiva, per alcuno dei reati summenzionati, potrebbe essere sospeso dal servizio, fino a quando non intervenga una successiva pronuncia di proscioglimento.
Nell’ulteriore (e più grave) ipotesi in cui, nei confronti del dipendente de quo, sia pronunciata sentenza penale irrevocabile di condanna, ciò comporterebbe l’estinzione del rapporto di lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione (a seguito di procedimento disciplinare).
È opportuno evidenziare che nel caso di condanna per reati commessi, a fini patrimoniali, da un pubblico ufficiale contro la pubblica amministrazione (di cui sopra), la relativa sentenza viene trasmessa al procuratore generale presso la Corte dei Conti e, a seguito di accertamenti, si potrebbe pervenire anche alla confisca di beni immobili che sarebbero, così, acquisiti al patrimonio dell’ente comunale nel cui territorio si trovano, nonché al procedimento di responsabilità per danno erariale nei confronti del dipendente pubblico condannato con sentenza irrevocabile.
Si segnala, al riguardo, che la giurisprudenza di merito si è attestata su posizioni garantiste, giacché si è stabilito che il rinvio a giudizio di un pubblico dipendente, per uno dei reati summenzionati, non comporta automaticamente l’adozione di una misura cautelare, quali il trasferimento d’ufficio o l’aspettativa, essendo necessaria una valutazione circa l’opportunità del provvedimento datoriale. Inoltre, i giudici del merito hanno ritenuto che le misure del trasferimento e della predetta aspettativa sono previste in via gradata. Ne consegue che detto ultimo provvedimento è legittimamente adottato solo in caso d’impossibilità di adozione del primo.
La pubblica amministrazione, inoltre, dovrà valutare in maniera approfondita l’opportunità di tali provvedimenti (sotto il profilo del fumus degli addebiti mossi al dipendente) e motivarli adeguatamente, anche sotto il profilo del danno o del discredito che potrebbe conseguire dalla permanenza sul posto di lavoro del dipendente rinviato a giudizio.
In caso contrario verrebbe posta in essere (da una parte) una violazione dei principi costituzionali di presunzione di non colpevolezza e (dall’altra) di buon andamento e imparzialità dell’attività amministrativa, in quanto sarebbero suscettibili di lesione anche i canoni dell’efficienza e dell’economicità dell’azione amministrativa.

Marco Pagliara
Avvocato del Foro di Lucera



Scrivete all'amico
Frizzo

Le risposte
del
Frizzo

Fedro e dintorni
Fiabe e racconti seguiti da un breve commento

…u kunde
nannurke
i ditte de
tatarusse
parle kume t'ha
fatte mammete
Altri servizi

Luoghi da visitare
Il Pensatoio
Vendo & Compro
Oggetti smarriti
Newsletter
F.A.Q.