‹‹·········


Guida all'uso
Forum
La redazione
Contatti
Links
Indicazioni utili
In giro per Lucera
Le attività
Strade e contrade
Luceriae Historia
Accade in Provincia


Arte
Letteratura
Musica
Religione
Filosofia
Psicologia
Sociologia
Gestalt
Teatro
Cinema
Televisione
Scienze
Diritto
Economia
Storia
Agricoltura
Ambiente
Mestieri
Fuori orario

Barzellette, detti,
aforismi, metafore e parodie…
Raccontate la vostra

Questione: “L'indulto”
I mass media enfatizzano spesso il fatto che molti soggetti beneficiari della concessione dell’indulto tornano a delinquere, ma non viene evidenziato che i benefici dell’indulto sono revocati di diritto se, chi ne ha usufruito, commette, entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della legge, un delitto non colposo per il quale riporti condanna a pena detentiva non inferiore a due anni

Lucera, 06.11.2006 - L’indulto è un provvedimento di carattere generale, concesso dal Parlamento mediante l’approvazione di una legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera (art. 79 della Costituzione), che condona le pene inflitte a seguito di un processo penale.
L’indulto si distingue dall’amnistia e della grazia. Con l’amnistia, infatti, lo Stato rinuncia a punire alcuni reati, giacché questi si considerano estinti.
La grazia, a differenza dell’indulto e dell’amnistia, che sono di competenza del Parlamento, è un provvedimento di esclusiva prerogativa del Capo dello Stato. La grazia ha un contenuto particolare e non generale, nel senso che si riferisce ad un imputato specifico e può essere concessa solo a seguito di una sentenza irrevocabile di condanna. Con essa si interrompe l’esecuzione della pena e può essere concessa quando le particolari situazioni personali, familiari e sociali, relative al condannato, meritano la prevalenza sull’esecuzione della pena nei suoi confronti.
Come è noto, con la legge n. 241 del 31/07/2006, pubblicata sulla G.U. – serie generale –, in pari data, al n. 176, il Parlamento italiano ha adottato il testo che prevede la concessione dell’indulto per alcuni reati commessi fino a tutto il 2 maggio 2006. L’iter finalizzato all’approvazione di tale legge è stato lungo e travagliato. Di certo alcuni dati relativi alla ricettività degli istituti di pena hanno determinato nel legislatore il convincimento della necessità di approvare un provvedimento di clemenza. Come è noto, l’alto tasso d’inflazione carceraria, infatti, attanaglia strutturalmente il sistema giustizia italiano. Secondo alcune recenti indagini i detenuti in Italia sarebbero circa 61.000, a fronte di una ricettività regolamentare di circa 45.000 posti. A seguito della concessione dell’indulto si è prevista la scarcerazione di oltre 10.000 detenuti.
Il predetto testo normativo stabilisce che è concesso indulto nella misura non superiore a tre anni per le pene detentive e non superiore a 10.000 Euro per quelle pecuniarie, sole o congiunte a pene detentive. Inoltre, in deroga all’art. 151, 5° comma, c.p., si è previsto che non si applicano le esclusioni per i recidivi e i delinquenti professionali o abituali.
L’indulto, però, ai sensi della legge testé richiamata, non condona indistintamente le pene comminate per qualsiasi reato, giacché è stata prevista l’inapplicabilità che per alcuni delitti.
Tra questi, l’indulto non è applicabile per i reati di associazione sovversiva e con finalità di terrorismo, attentato per finalità terroristiche e di eversione, atto di terrorismo con ordigni, devastazione e strage, sequestro di persona, associazione per delinquere e di stampo mafioso, strage, riduzione o mantenimento in schiavitù, prostituzione minorile, pornografia minorile, pedofilia, tratta di persone, violenza sessuale, corruzione di minorenne, violenza sessuale di gruppo, riciclaggio (648 bis), traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, contrabbando, reato in caso di calamità naturali, evasione e inosservanza di misure detentive, delitti contro la salute, omicidio e lesioni personali gravi anche colpose purché in violazione della sicurezza sul lavoro, somministrazione di alimenti e bevande pericolose per la salute, abusi edilizi, reati ambientali in materia di scarichi e rifiuti.
Infine, si rileva che i mass media enfatizzano spesso il fatto che molti soggetti che hanno beneficiato della concessione dell’indulto tornano a delinquere, ma non viene evidenziato che i benefici dell’indulto sono revocati di diritto se, chi ne ha usufruito, commette, entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della legge (quindi entro il 1° agosto 2011), un delitto non colposo per il quale riporti condanna a pena detentiva non inferiore a due anni.

Marco Pagliara
Avvocato del Foro di Lucera



Scrivete all'amico
Frizzo

Le risposte
del
Frizzo

Fedro e dintorni
Fiabe e racconti seguiti da un breve commento

…u kunde
nannurke
i ditte de
tatarusse
parle kume t'ha
fatte mammete
Altri servizi

Luoghi da visitare
Il Pensatoio
Vendo & Compro
Oggetti smarriti
Newsletter
F.A.Q.