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L'assegno bancario
La riforma legislativa del 1999 (D.Lgs. 507) ha modificato le precedenti previsioni normative della Legge 386/90

Lucera, 16.01.2008 - L’assegno bancario è un titolo di credito, che contiene l’ordine incondizionato del traente, ovvero di colui che ha un conto corrente presso un istituto di credito, rivolto al trattario (cioè all’istituto predetto), affinchè paghi ad un terzo (o a sé medesimo).
L’assegno ha la funzione economica precipua di mezzo di pagamento, in quanto può essere utilizzato in sostituzione del denaro da chi ha una disponibilità di fondi presso una Banca. L’assegno bancario costituisce titolo esecutivo. Ciò significa che, se presentato all’incasso nei termini previsti dalla legge e decorrenti dalla data indicata nell’assegno, deve essere pagato. I termini di presentazione sono i seguenti:

• 8 giorni se l’assegno è pagabile nel Comune in cui è emesso;
• 15 giorni se è pagabile in un Comune diverso da quello in cui fu emesso;
• 20 giorni, se è pagabile in uno Stato diverso da quello in cui fu emesso, ma europeo o appartenente al bacino del Mediterraneo;
• 60 giorni, se è pagabile in uno Stato diverso da quello in cui fu emesso ed appartenente ad un diverso continente. Anche se non presentato nei termini di cui sopra, l’assegno bancario costituisce in ogni caso titolo esecutivo nei confronti del traente. La decorrenza dei termini produce, però, l’effetto decadenziale rispetto all’azione di regresso nei confronti dei giranti.

Inoltre, la decorrenza dei termini di presentazione consente al traente di dare l’ordine alla Banca di non pagare l’assegno e gli consente, altresì, di disporre altrimenti dei fondi senza incorrere nel reato (oggi depenalizzato) di emissione di assegni a vuoto. In assenza di tale ordine, la Banca può pagare ugualmente, anche dopo la scadenza del termine.
Perché sia compilato validamente, occorre che l’assegno bancario contenga l’indicazione della data e del luogo di emissione;la somma da pagare;la firma del traente;la denominazione di assegno bancario.
Se l’assegno bancario contiene delle girate, ciò significa che ognuno dei giranti garantisce l’importo scritto sull’assegno e quindi potrà risponderne nel caso di mancato pagamento da parte della Banca.
Il mancato pagamento dell’assegno all’atto di presentazione per l’incasso deve risultare dal protesto, ovvero da un atto pubblico (redatto da un notaio o un pubblico ufficiale o ufficiale giudiziario), nel quale si accerta in forma solenne l’avvenuta presentazione del titolo in tempo utile ed il conseguente rifiuto della Banca di pagare.
Soltanto per l’assegno bancario, la legge ammette che il protesto sia sostituito (ai fini dell’attestazione del rifiuto de pagamento di un assegno presentato in tempo utile) dalla dichiarazione della Banca, scritta sull’assegno con l’indicazione del luogo e del giorno della presentazione.
L’assegno protestato costituisce titolo esecutivo per l’ammontare non pagato per mancanza di fondi. Il portatore del titolo potrà richiedere:

• l’ammontare dell’importo non pagato risultante sull’assegno;
• gli interessi al tasso legale dal giorno della presentazione;
• le spese per il protesto o le altre spese.
• la somma relativa alla penale del 10% da corrispondere al prenditore dell’assegno per il mancato pagamento del medesimo, presentato in tempo utile alla Banca.

L’assegno bancario può recare sulla facciata anteriore due sbarre tracciate dal traente (colui che ha emesso l’assegno) o dal portatore: è lo sbarramento generale, in detto caso l’assegno può essere pagato dalla Banca soltanto ad un suo cliente o ad un’altra Banca.
L’assegno può recare anche tra le due sbarre il nome di un banchiere: è lo sbarramento speciale, col quale l’assegno può esser pagato alla banca indicata.
L’assegno con la clausola “non trasferibile” può esser pagato soltanto al prenditore (colui al quale è stato emesso l’assegno) o essere accreditato sul suo conto corrente. Può essere girato solo ad una Banca per l’incasso. La clausola “non trasferibile” può essere apposta dal traente (chi ha emesso l’assegno) o da un girante. La Banca che paga a persona diversa dal prenditore o dal Banchiere giratario per l’incasso risponde del pagamento.
L’assegno non può mai avere una scadenza futura, giacchè è sempre pagabile a vista. Nella pratica quotidiana, però, non è raro l’uso dell’assegno quale strumento di credito. Si rilascia quindi un assegno post-datato, oppure si rilascia un assegno con la data di emissione in bianco e con l’accordo che non verrà presentato alla Banca prima di un certo termine. La post-datazione è comunque inefficace, perché l’assegno presentato prima del giorno indicato come data di emissione è pagabile nel giorno della presentazione.
Il fatto è inoltre colpito con sanzioni fiscali, poiché è applicabile all’assegno post-datato l’imposta proporzionale di bollo disposta per la cambiale.
Si definisce “assegno a vuoto” quello emesso senza che sul conto corrente bancario del soggetto che l’ha emesso vi sia la provvista, cioè l’ammontare portato dal titolo.
La Banca, di norma, non lo pagherà. Il portatore dell’assegno potrà agire contro il traente (colui che l’ha emesso), facendo valere l’assegno quale titolo esecutivo.
La riforma legislativa del 1999 (D.Lgs. 507) ha modificato le precedenti previsioni normative della Legge 386/90. In particolare, come già detto, ha operato una depenalizzazione, modificando il regime sanzionatorio: al posto della reclusione, ha inserito una sanzione amministrativa pecuniaria Le innovazione della Legge 507/99 riguardano anche le sanzioni accessorie temporanee.
Con la nuova normativa è stata, tra l’altro, prevista l’istituzione presso la Banca d’Italia di un apposito archivio informatizzato, in cui vengono inseriti i nominativi di coloro che hanno emesso assegni senza autorizzazione (dalla Banca) o senza provvista (senza fondi).

Marco Pagliara
Avvocato del Foro di Lucera



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