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L'avv. Raffaele Lepore confermato nella Giunta dell'Unione Camere Penali Italiane a Parma
«Spero di portare avanti con onore questa carica, anche perché costituisce senz’altro lustro non solo per il Foro di Lucera ma per tutto il territorio. Ma non va dimenticato che rappresento tutta la Puglia, la Basilicata, il Molise, l’Abruzzo… Essere il punto di riferimento di queste regioni è per me motivo di grande orgoglio»

Lucera, 30.09.2008 - Dopo la prima esperienza che lo vide far parte della Giunta Nazionale dell’Unione Camere Penali nel 2006, per l’avv. Raffaele Lepore, penalista del Foro di Lucera, è da poco arrivata una conferma nella stessa realtà nata per raccogliere tutte le Camere Penali del Paese. Il Frizzo ha voluto intervistare l’avv. Lepore ripercorrendo le tappe della sua carriera, soprattutto partendo da una sua pietra miliare, da egli fortemente voluta: la Camera Penale di Lucera. Il penalista lucerino ne è stato il fondatore all’alba degli anni ‘90.

Avvocato, perché avvertì la necessità che il centro federiciano avesse bisogno della Camera Penale?
«Non bisogna dimenticare il periodo in cui ci si trovava. La Camera Penale di Lucera nacque sulla scorta degli attacchi che venivano sistematicamente portati al diritto di difesa in un contesto come quello di tangentopoli».

Un periodo davvero burrascoso.
«Sì, lo era per la libertà dei cittadini e per il pieno esplicarsi del rito accusatorio. Le Camere Penali allora iniziavano a muoversi in questa direzione e, su quest’onda, ritenni opportuno fondare qualcosa che intervenisse a bilanciare la violazione della libertà individuale dei cittadini. Ecco come nacque la nostra Camera Penale».

Diciotto anni fa era una sfida importante per un avvocato che si trovava nel bel mezzo della sua carriera sentire la necessità per Lucera di dotarsi della Camera Penale.
«Devo dire che la mia idea trovò un riscontro favorevole davvero inaspettato, anche perché partimmo subito anche con dei corsi di formazione tenendo conto del fatto che il Codice di Procedura Penale muoveva i suoi primi passi».

Chi fu il primo Presidente?
«L’iniziativa doveva tenere conto di professionisti di grande esperienza, cosicché la guida della Camera fu affidata all’avv. Luigi Follieri».

E poi?
«L’avv. Follieri fu eletto Senatore alle elezioni politiche del 1996 e si dimise dalla carica di Presidente della Camera Penale, una carica che io stesso assunsi ad interim fino al 2000 e che mi vide, in seguito, eletto alla massima carica per altri due bienni».

Oggi?
«Attualmente la carica di Presidente è rivestita dall’avv. Enrico Palmadessa».

Un’esperienza importante del Suo percorso, che ha sancito anche la rilevante adesione del soggetto locale alla Camera Penale Nazionale e che oggi vede nell’UCPI (Unione Camere Penali Italiane) un sicuro punto di riferimento per il mondo dei penalisti.
«Un percorso per me fatto di tappe di grandi esperienze, che mi hanno visto prima rivestire la carica di componente l’Organismo di Controllo dell’UCPI, fino a vedermi investito, due anni fa, di una delle tredici cariche della Giunta nazionale».

Un ruolo oggi riconfermato per il prossimo biennio e che grazie a Lei porta Lucera nell’importante organismo italiano.
«È una riconferma che mi emoziona e che fa crescere l’impegno che richiedono le prossime conquiste».

Se dovesse riassumere in termini semplici ed accessibili anche ai non addetti ai lavori, come definirebbe l’Unione Camere Penali Italiane ed a quali principi o presupposti mira?
«L’unione Camere Penali Italiane è sorta perché il cittadino possa usufruire di tutela penalistica. Il processo deve diventare la regola per verificare se la tesi accusatoria e quella difensiva trovino validità l’una rispetto all’altra. Ma anche perché una delle due parti in campo, vale a dire il P.M., non abbia “più poteri” rispetto alla difesa. È il motivo che ci spinge a far sì che il processo penale sia un processo a parità di parti ed il Giudice sia veramente terzo. È un concetto fondamentale che serve al cittadino affinché possa riporre la propria fiducia nella Giustizia. Rifacendomi ad una definizione dell’ex Presidente Ettore Randazzo, il cittadino non può fidarsi di una Giustizia in cui l’arbitro abbia la stessa maglietta di una delle due parti. Vale a dire che il cittadino non può nutrire quella fiducia anzidetta “…se il Giudice ed il P.M. si danno del tu e l’avvocato deve invece dare del lei a tutti e due” come ha detto il Ministro Angiolino Alfano durante il congresso dell’UCPI appena tenutosi a Parma».

Ma ciò vuol dire che l’UCPI promuove azioni che si trasformano in proposte da sottoporre al Governo Italiano.
«Ed infatti non è un caso che al vertice della piramide dei nostri obiettivi vi sia la separazione delle carriere, sintomo di grande civiltà come dimostrano gli esempi che ho illustrato. È importante che venga rimodellato il Consiglio Superiore della Magistratura, e che inoltre i Magistrati fuori ruolo vengano reimmessi nei ranghi della Magistratura. Si aggiunga che l’azione penale deve essere rivisitata sul concetto che, pur salvaguardandola, rientri nel concreto schema della discrezionalità vincolata. Vale a dire il Parlamento dovrà formulare dei criteri legali per l’esercizio dell’azione penale. La pubblica opinione, infine, deve sapere che l’UCPI si batte per la salvaguardia dei diritti individuali dei cittadini per una maggiore equità».

Questa sua rielezione, come dicevo, è un dato positivo perché evidentemente vi è stato un lavoro svolto durante il primo incarico che di certo ha portato dei risultati, dei frutti, delle novità o di conferme a livello di proposte. Volendo fare un riassunto dei due anni appena trascorsi, come rappresenterebbe quella esperienza?
«Sono stati due anni esaltanti che continueranno ad essere tali, anche perché avere come compagni di squadra il prof. Oreste Dominioni, che ha visto la sua riconferma a Presidente dell’UCPI per acclamazione all’unanimità, o il prof. Vincenzo Maiello che insegna Diritto Penale all’Università Federico II di Napoli, avere come compagni di squadra un Renato Borzone, tra i più famosi penalisti di Roma, o Lodovica Giorgi, grande penalista del Foro di Lucca, insomma essere al fianco di colleghi di grande levatura non può far altro che rafforzare l’intelligenza e la cultura professionali. Oltre alle battaglie solite tengo a sottolineare una grande novità che il prof. Dominioni ha portato in evidenza, e cioè quella che il Consiglio Superiore della Magistratura sia diventato di fatto l’organo di autogoverno della Magistratura, che è cosa radicalmente diversa dal governo della Magistratura autonomo non solo dai poteri politici, ma dalla stessa Magistratura. In pratica le nostre puntualizzazioni hanno finalmente trovato riscontro nelle proposte che il Governo ora andrà a sottoporre in Parlamento per la riforma della Magistratura. Ed è beneaugurante che il Ministro Alfano intervenuto al nostro congresso è stato applauditissimo proprio perché ha fatto proprie le proposte dell’Unione Camere Penali Italiane».

Altre novità?
«Puntiamo alla riforma del nostro ordinamento professionale, nel senso che l’avvocato non deve più essere un tuttologo ma mirare ad una specializzazione che garantisca di conseguenza una maggiore tutela al cittadino. È importante sottolineare che i nostri pareri vengono sempre ascoltati con attenzione dalla Commissione Giustizia Camera e Senato e dello stesso Ministro Alfano. Proprio prima del convegno una delegazione dell’UCPI è stata sentita dal Presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi a proposito delle leggi che vengono emanate in materia penale. L’ultimo esempio è stato il pacchetto sicurezza, che ha visto l’UCPI dire la propria su tutte le riforme che andavano ad incidere sia sul processo che sul diritto penale sostanziale».

Lucera può ritenersi fortunata di avere nell’UCPI un componente fra i tredici della Giunta.
«Io spero di poter portare avanti con onore questa carica, anche perché costituisce senz’altro lustro non solo per il Foro di Lucera ma per tutto il territorio. Ma non va dimenticato che rappresento in maniera più estesa tutta la Puglia, la Basilicata, il Molise, l’Abruzzo in quanto regioni che non esprimono un proprio rappresentante. Essere il punto di riferimento di queste regioni è per me motivo di grande orgoglio».

Roberto Notarangelo

Dal sito ufficiale dell’UCP: «Oreste Dominioni confermato Presidente in un Congresso che rilancia le battaglie dell'UCPI»

Quasi cinquecento persone nelle giornate di venerdì e sabato 29 settembre, 90 camere penali registrate: una partecipazione tra le più alte nella storia della camere penali in un congresso che rilancia la centralità delle battaglie dei penalisti e apre scenari complicati ma anche esaltanti. Nessuna apertura indiscriminata di credito alla politica, che ha però pronunziato parole mai prima ascoltate.
A Parma (in un congresso organizzato in modo "svizzero" dai colleghi della camera penale locale), le battaglie sulle riforme istituzionali e di sistema trovano conferma della attenzione della classe politica.
Il Ministro Alfano porta allo scoperto le posizioni governative: doppio CSM; separazione delle carriere; riforma costituzionale.
Dagli interventi congressuali e dal Presidente l'orgoglio e la consapevolezza del ruolo trainante delle camere penali nella centralità di questi argomenti, ma anche la consapevolezza che la strada è lunga, irta di insidie, foriera di possibili tradimenti delle promesse e degli impegni.
Ed anche una parola chiara sui contrasti con le politiche governative della sicurezza e del doppio binario (approvate specifiche mozioni congressuali).
Quanto alla professione, per la prima volta il Presidente Alpa del CNF, in un importante intervento, riconosce la necessità inderogabile di introdurre le specializzazioni forensi e conferma l'impegno concreto per dialogare su questo aspetto.
Da Parma, dunque, si esce con la consapevolezza che si debba lavorare molto, e con grande attenzione: ma anche con la rinnovata forza di un'associazione molto molto determinata e consapevole del proprio ruolo.
Sono state rinnovate le cariche per il biennio. La Giunta è così composta:

• Prof. Avv. Oreste Dominioni, Presidente
• Avv. Renato Borzone, Vicepresidente
• Avv. Lodovica Giorgi, Segretario
• Avv. Bartolo Iacono, Tesoriere
• Avv. Tommaso Farina, Componente
• Avv. Vincenzo Ioppoli, Componente
• Avv. Raffaele Lepore, Componente
• Prof. Avv. Vincenzo Maiello, Componente
• Avv. Paolo Moretti, Componente
• Avv. Franco Oliva, Componente
• Avv. Emiliana Olivieri, Componente
• Avv. Vando Scheggia, Componente
• Avv. Simone Zancani, Componente



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