Guida all'uso
Forum
La redazione
Contatti
Links
Indicazioni utili
In giro per Lucera
Le attività
Strade e contrade
Luceriae Historia
Accade in Provincia


Arte
Letteratura
Musica
Religione
Filosofia
Psicologia
Sociologia
Gestalt
Teatro
Cinema
Televisione
Scienze
Diritto
Economia
Storia
Agricoltura
Ambiente
Mestieri
Fuori orario

Barzellette, detti,
aforismi, metafore e parodie…
Raccontate la vostra

Diritto

L'accertamento lungo non vale per l'IVA
L’obbligo di disapplicare la normativa sul condono per l’Iva non vale solo per la parte relativa alla definizione agevolata ma ovviamente anche per quella riguardante il differimento dei termini di accertamento

Milano, 26.10.2012 - L’avviso di accertamento Iva notificato al contribuente oltre il termine perentorio quinquennale è sempre illegittimo, anche per quelle annualità che rientrerebbero nel cosiddetto “condono”.
Ciò è quanto emerso da una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce (Sent. CTP di Lecce n.426/01/12), la quale ha ritenuto tardivo un accertamento Iva relativo al periodo d’imposta 2002 e notificato al contribuente oltre il 31 dicembre 2007 (ossia oltre il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, così come previsto dall’articolo 57 del DPR n.633/72).
L’Agenzia delle Entrate, infatti, si era avvalsa del differimento biennale previsto dall’articolo 10 della legge n. 289/02 per le annualità non coperte da condono e aveva quindi notificato l’avviso di accertamento nel 2009.
Ebbene, secondo la Commissione Tributaria “con la sentenza della Corte di Giustizia del 17 luglio 2008, causa C-132/06, è stata dichiarata l’incompatibilità con il diritto comunitario… proprio della legge n.289/02, nella parte esclusiva in cui prevede la condonabilità dell’Iva”.
Continuano i giudici di Lecce: “Da tale illegittimità, dovuta al fatto che l’Iva è un’imposta trans-nazionale su cui non può decidere autonomamente il singolo Stato europeo, consegue l’obbligo del giudice nazionale di disapplicare autonomamente tale normativa, limitatamente all’Iva”.
Alla luce di tali presupposti, dunque, i giudici giungono alla conclusione che l’obbligo di disapplicare la normativa sul condono per l’Iva non vale solo per la parte relativa alla definizione agevolata ma ovviamente anche per quella riguardante il differimento dei termini di accertamento.
Proprio in merito a ciò, infatti, essi dichiarano che “…il venir meno del condono Iva comporta, inevitabilmente, quale conseguenza immediata, l’illegittimità di tutti quegli accertamenti notificati dall’Ufficio Fiscale usufruendo della proroga dei due anni”.
Ci si augura, dunque, quanto prima un intervento chiarificatore sul tema da parte della Corte di Cassazione.

Avv. Matteo Sances



Scrivete
al Frizzo

Le lettere
al Frizzo

Fedro e dintorni
Fiabe e racconti seguiti da un breve commento

…u kunde
nannurke
i ditte de
tatarusse
parle kume t'ha
fatte mammete
Altri servizi

Luoghi da visitare
Il Pensatoio
Vendo & Compro
Alla ricerca di…
Newsletter
F.A.Q.