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Diritto

La Banca Popolare di Bari condannata a risarcire i danni. L'azione promossa dall'avvocatessa Elisa de Maso
Il Collegio ha condannato la Banca a corrispondere al ricorrente l’intero capitale originariamente investito nell’acquisto delle azioni

Lucera, 08.09.2020 - Con decisione n. 2750 del 9 luglio 2020, l’ACF (Arbitro per le controversie finanziarie) ha condannato la Banca Popolare di Bari al risarcimento dei danni in favore di un risparmiatore per violazione degli obblighi concernenti la prestazione di un servizio di investimento. In particolare, è stato rilevato l’inadempimento, da parte dell’intermediario, degli obblighi informativi sulle caratteristiche degli strumenti finanziari oggetto di collocamento e l’omessa rilevazione dell’inadeguatezza dell’investimento rispetto al profilo del risparmiatore, in quanto non professionista.
Il caso specifico riguarda l’acquisto, da parte del ricorrente, di un consistente numero di azioni ordinarie della Banca Popolare di Bari nel periodo compreso tra il 2009 e il 2015, collocate dall’intermediario in virtù di un non adeguato set informativo che ne prospettava, di fatto, la facilità di smobilizzo e induceva, pertanto, il risparmiatore all’investimento. I titoli, messi in vendita sul sistema multilaterale di negoziazione, sono poi risultati illiquidi e ad alto rischio, e nel tempo hanno subìto un deprezzamento di valore di oltre il 70% (passando da un valore di quotazione di € 9,53 ad un prezzo teorico di € 2,38 per azione).
A promuovere l’azione contro Banca Popolare di Bari, l’avvocatessa Elisa De Maso, la quale, dopo preventivo reclamo, ha adito l’Arbitro per le Controversie Finanziarie contestando il collocamento di strumenti finanziari di natura illiquida in violazione dei principi di cui alla Comunicazione CONSOB del 3 marzo 2009, oltre che dei criteri di diversificazione dell’investimento che ne vietano la concentrazione in un unico portafoglio titoli, ottenendo, con la citata decisione, pieno riconoscimento delle ragioni del ricorrente in termini di diritto al risarcimento del danno: «Meritevole di accoglimento è la domanda con cui viene chiesto il risarcimento del danno sofferto in dipendenza dell’inadempimento dell’intermediario agli obblighi di informazione precontrattuale sulle caratteristiche e sul grado di rischio, e poi segnatamente in relazione al mancato assolvimento degli obblighi di informazione rafforzata previsti per i prodotti illiquidi […] Nel caso di specie, inoltre, non è per vero controverso che il resistente non abbia reso le informazioni prescritte dalla Comunicazione CONSOB del 3 marzo 2009, per l’ipotesi di distribuzione e collocamento di strumenti finanziari illiquidi».
In accoglimento del ricorso, il Collegio ha condannato la Banca Popolare di Bari a corrispondere al ricorrente, a titolo risarcitorio, l’intero capitale originariamente investito nell’acquisto delle azioni, oltre la rivalutazione monetaria e gli interessi sino al soddisfo.
«È certamente una vittoria sotto il profilo dei diritti e della tutela del risparmiatore” – afferma l’avvocatessa lucerina – tuttavia, la Banca Popolare di Bari tende a non eseguire le condanne dell’Arbitro, limitandosi a scontare il solo, conseguente danno reputazionale. Va da sé che l’azione di tutela del risparmiatore, in difetto di risoluzione definitiva e stragiudiziale, proseguirà con il ricorso alla giustizia ordinaria, non apparendo degne di considerazione le proposte transattive prospettate dall’Istituto anche in considerazione della sua conversione in società per azioni, che intanto non ha influito e non potrà influire in modo significativo sulla quotazione del titolo, ormai ridottosi a carta straccia, circostanza che suggerisce di agire in Tribunale ai fini dell’ottenimento dell’integrale e  giusto ristoro».

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