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Diritto

Il Garante ha comminato sanzione pecuniaria per oltre 12 milioni di euro
L’Autorità ha ordinato di introdurre dei sistemi che consentano di comprovare che i trattamenti a fini di telemarketing si svolgano nel rispetto delle disposizioni in materia di consenso

Lucera, 21.11.2020 - Si segnala che il Garante per la protezione dati personali ha comminato, ad un’azienda di telefonia, una sanzione amministrativa pecuniaria di oltre 12 milioni di euro, per aver trattato in modo illecito i dati personali di milioni di utenti a fini di marketing.
Il provvedimento è stato emesso, all’esito di un’istruttoria avviata dal Garante, a seguito di centinaia di segnalazioni e reclami di utenti che lamentavano continui contatti telefonici promozionali indesiderati.
Gli accertamenti svolti dall’Autorità hanno evidenziato criticità “di sistema” che riguardano la violazione non solo dell'obbligo del consenso, ma anche dei fondamentali principi di responsabilizzazione e di implementazione delle tutele privacy fin dalla fase di progettazione dei trattamenti, stabiliti dal Regolamento Ue.
Ulteriori profili di violazione sono stati rilevati nella gestione delle liste dei nominativi da contattare acquisite da fornitori esterni.
Le liste erano state ricevute da altre aziende e trasferite all’operatore telefonico senza il necessario consenso libero, informato e specifico degli utenti.
Sono risultate inadeguate anche le misure di sicurezza dei sistemi di gestione della clientela, profilo sul quale l’Autorità aveva già ricevuto numerosi reclami e segnalazioni da parte di clienti che erano stati contattati da sedicenti operatori, i quali chiedevano l’invio di documenti di identità mediante Whatsapp, probabilmente con finalità di spamming, phishing o per la realizzazione di altre attività fraudolente.
Pertanto, alla luce delle violazioni riscontrate, il Garante Privacy ha applicato una sanzione di 12.251.601,00 euro.
L’Autorità ha quindi ordinato di introdurre dei sistemi che consentano di comprovare che i trattamenti a fini di telemarketing si svolgano nel rispetto delle disposizioni in materia di consenso.
L’operatore sanzionato dovrà anche irrobustire le misure di sicurezza al fine di impedire accessi abusivi ai database dei clienti e fornire pieno riscontro alle richieste di esercizio dei diritti formulate da alcuni utenti.
Il Garante, infine, ha vietato ogni ulteriore trattamento di dati con finalità promozionali o commerciali svolto mediante l’acquisizione di liste anagrafiche da soggetti terzi, senza che questi ultimi abbiano acquisito un consenso specifico, libero e informato dagli utenti per la comunicazione dei loro dati.
Da quanto sopra emerge, ancora una volta, la necessità di acquisire dagli interessati un consenso informato (cioè previo rilascio di informativa privacy); libero (cioè facoltativo, con scelta opzionale si/no), soprattutto per i trattamenti finalizzati al marketing; specifico, ovvero per ogni singola finalità del trattamento (marketing, profilazione, trasferimento a terzi, ecc…).
Quanto sopra dovrà essere sempre comprovabile, nel senso che dovrà essere fornita la dimostrazione che l’interessato ha ricevuto l’informativa privacy ed ha prestato, mediante una libera scelta, il proprio consenso per ogni specifico trattamento.
Nel caso in cui i dati dell’interessato siano stati comunicati da un terzo dovrà essere altresì dimostrato che l’interessato ha prestato il consenso a tale trasferimento dei propri dati e all’utilizzo per ogni specifica finalità, nonché fornita informativa privacy agli interessati (ex art. 14) nei termini di legge.
In caso contrario, qualora non sia possibile fornire prova di quanto sopra, i database dei dati dei clienti dovranno essere dismessi, giacché il trattamento è configurabile come illecito e passibile di sanzione amministrativa pecuniaria in caso di accertamento.

Avv. Marco Pagliara



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