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Il
23 aprile 1917 ci fu una violenta azione di rappresaglia delle popolane,
le quali, sotto la guida di Bozzi Grazia, armate di mazza, misero
a soqquadro la sede del municipio. Sulla bese di testimonianze dirette
i fatti si sono svolti in questa maniera. Presso gli sportelli degli
uffici comunali si trovava una lunga fila di gente, quasi tutte
donne. Lordine della fila, però, non veniva rispettato
da alcune altre, ultime arrivate, le quali entravano direttamente
nella stanza degli impiegati (dando così adito anche a maligne
interpretazioni). Le donne, indignate, apostrofando quelle già entrate, sotto la guida di Bozzi Grazia, che agitava sulla punta
di una canna il suo grembiule a guisa di bandiera, reagirono a quelle
ingiustizie e buttarono per i balconi e per i locali tutto quanto
capitava loro sotto mano.
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Nel
luglio del 1919, a conclusione di uno sciopero contro la disoccupazione
e il carovita, la polizia sparò sulla folla, senza che venisse
impartito lordine; ci furono otto morti e numerosi feriti.
In quelloccasione fu ucciso, senza un valido motivo, anche
il giovane Giovanni Follieri, reduce dalla guerra di Libia, che
stava rincasando per trascorrere le ultime ore della sua licenza.
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Nel
1922, dopo un biennio di amministrazione socialista, la borghesia
riprese in mano il governo della città. (Al termine del biennio
socialista il bilancio comunale era addirittura in attivo di Lire
133.691,49. Ad esso, però, faceva riscontro uneconomia
dissestata e una grave disoccupazione che non accennava a diminuire).
Anche a Lucera il fascismo riscosse le simpatie dei grossi e medi
proprietari terrieri e della ricca borghesia, attirata dalla propaganda
nazionalista. Nel complesso la città si interessò
poco della nascente ideologia fascista. Ciò venne dimostrato
dal risultato delle elezioni politiche del maggio 1921. La lista
del blocco nazionale liberal-fascista, capeggiata da Salandra, riportò
1137 voti con un calo di 75 voti rispetto alle votazioni del 1919;
la lista socialista, invece, ebbe 1688 voti con un aumento di 551
voti. 162 preferenze ebbero altre quattro liste democratiche (Partito
Popolare Italiano, Liberali Dissidenti, Repubblicani, Socialisti
Riformisti); nessun voto ottenne la lista comunista giacché
i suoi princìpi erano impliciti nel socialismo. Gli astenuti
furono 1451 su 4437 elettori. |
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