Gelormini: "Eh sì, la Boniver invecchia!"
Altra verve e altro spirito le donne d’un tempo del socialismo!
Varese, 23.05.2006 - «Vedere sette senatori a vita schierarsi in modo determinante con il traballante governo Prodi mi ha profondamente turbata». È stata la dichiarazione espressa da Margherita Boniver, sottosegretario agli Esteri del governo Berlusconi.
È proprio vero che la vecchiaia è una brutta cosa. Annebbia i ricordi, rende più fragili e indebolisce le capacità di calcolo. Ben altra tempra aveva la signora solo qualche anno fa, in occasione del varo del primo governo Berlusconi. Quando la fiducia fu conquistata, proprio al Senato, per un solo voto. Grazie all’appoggio, quella volta sì determinante, dei senatori a vita.
Non ci fu alcun turbamento, quel giorno, per il voto favorevole, indispensabile e allora morale dei senatori a vita Cossiga, Agnelli e Leone. Cos’è che ha fatto diventare immorale il voto dello stesso senatore Cossiga e degli altri veterani dodici anni dopo? Forse il fatto di non essere questa volta indispensabili?
Perché ieri il governo Prodi di voti di fiducia in più, rispetto al quorum richiesto, ne ha ottenuti ben 10. Evidente, pertanto, la considerazione che se i sette senatori a vita, per assurda ipotesi, fossero usciti dall’aula, la maggioranza di centrosinistra avrebbe garantito comunque la fiducia, potendo contare su un margine di tre voti. Il loro voto, quindi non è stato affatto determinante.
Ricordi evanescenti, turbamento facile e impappinamento con i numeri. Dodici anni in più, purtroppo, si fanno sentire. Altra verve e altro spirito le donne d’un tempo del socialismo!
Antonio V. Gelormini
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