Daunia Vetus: inaugurato oggi il Nuovo Museo del Tesoro della Cattedrale a Troja
Il tutto nell’elegante cornice dell’ex Seminario Vescovile di Troja opportunamente recuperato e riallestito grazie ai fondi destinati alla realizzazione del Distretto Culturale Daunia Vetus e dalle Fondazioni Bancarie aderenti all’ACRI
Troja, 08.07.2006 -
Oggi, sabato 8 luglio alle ore 18:00, giornata di inaugurazione a Troja (Fg) del Nuovo Museo del Tesoro della Cattedrale, che tra gli innumerevoli pezzi pregiati renderà finalmente visibili i preziosi e famosi Exultet 1,2,3: i rotoli pergamenacei medievali, di scuola beneventana, miniati dai benedettini.
L’inaugurazione del museo segna il completamento della prima fase del progetto DAUNIA VETUS, creazione di un distretto culturale per la realizzazione di un polo museale, nodo di attrazione e di collegamento per lo sviluppo delle iniziative turistiche e culturali del Pre-Appennino Dauno, nato da una disponibilità delle Fondazioni di origine bancaria dell’ACRI (Associazione delle Casse di Risparmio Italiane), col programma Sviluppo Sud e dalla consapevolezza che il patrimonio culturale del Mezzogiorno sia ancora una risorsa poco valorizzata.
L'evento ha visto la partecipazione del Sottosegretario ai Beni Culturali On. Andrea Marcucci, dell’Abate di Montecassino S.E. Padre Bernardo d’Onorio, del Vescovo della Diocesi Lucera-Troia S.E. Mons. Francesco ZERRILLO e delle altre Autorità intervenenti.
Dopo molti secoli, uno straordinario patrimonio di arte è riemerso dalle profondità del tempo per ridare lustro alla civiltà Dauna. Milleduecento metri quadrati di esposizione pieni di fascino e di suggestioni.
Oltre gli Exultet, saranno esposti frammenti di rarissime pergamene, cinquecentine, argenti, paramenti sacri ed altre opere di rilevante valore artistico, storico e devozionale.
Il museo è organizzato per raccontare ai visitatori come la devozione di generazioni di dauni abbia saputo nel corso dei secoli rinnovarsi e manifestarsi in forme di arte e di bellezza non comune.
Il tutto nell’elegante cornice dell’ex Seminario Vescovile di Troia opportunamente recuperato e riallestito grazie ai fondi destinati alla realizzazione del Distretto Culturale Daunia Vetus e dalle Fondazioni Bancarie aderenti all’ACRI.
Il Museo è visitabile a partire da domenica 9 luglio. Per qualsiasi ulteriore informazione si può visitare il sito: www.dauniavetus.it
Antonio V. Gelormini
Resp. Distretto Culturale
DAUNIA VETUS
Il Distretto Culturale: embrione del sistema turistico locale
Daunia Vetus vuole stimolare istituzioni, imprenditori e operatori ad esserne consapevoli. Bisogna crederci fino in fondo
Troja, 08.07.2006 - Credo che non ringrazieremo mai abbastanza S.E. Mons. Francesco Zerrillo per aver accettato, senza esitazione, di fare della Diocesi di Lucera-Troja il soggetto propulsore e protagonista di questo progetto, che ha raccolto l’approvazione e le risorse necessarie alla sua realizzazione da parte delle Fondazioni Bancarie dell’Acri (Associazione delle Casse di Risparmio Italiane).
L’aver trascorso l’intera infanzia all’ombra dell’Episcopio e della Cattedrale di Troja, aver avuto un papà-autista del Vescovo e aver dedicato gran parte del periodo adolescenziale ai servizi in parrocchia, ha fatto di me un membro della comunità piuttosto fortunato, avendo avuto la possibilità di vedere da vicino tantissime volte il Tesoro della Cattedrale e soprattutto i famosi Exultet. Per cui da sempre, e a maggior ragione quando ho cominciato ad occuparmi di turismo, il pensiero è stato costante e pressante sul come riuscire a valorizzare al meglio questo patrimonio e farne uno degli attrattori turistico-culturali di punta.
Con la creazione del polo museale si dà il via, finalmente, ad un processo che rende partecipe le comunità della responsabilità di essere custodi gelosi di tesori e valori, costituenti il proprio patrimonio di identità. Si persegue l’attività di animazione dei fedeli e di valorizzazione del patrimonio storico-artistico, riunendo il valore della memoria con quello della profezia e salvaguardando in tal modo i segni tangibili della Traditio ecclesiae.
“Rimettendo in luce” gli Exultet e il pregevole Tesoro della Cattedrale di Troja, si restituisce alla comunità l’ammirato godimento di queste opere d’arte; che con l’attenzione all’intero patrimonio custodito nei nostri musei ecclesiastici, possono diventare un nuovo ed efficace strumento di evangelizzazione cristiana e di promozione culturale.
Da questo spunto parte l’intento di promuove “prodotti” dalla forte carica emozionale e dalla marcata vena devozionale. Le analisi turistiche vedono in crescita le richieste di nicchia legate all’originalità di un’offerta a la carte, tagliata su misura e fuori dagli schemi tradizionali di cataloghi e guide di settore. Gli esempi degli incontri letterari nelle masserie di Puglia, dei soggiorni negli eremi Tibetani, delle notti bianche o delle cosiddette destinazioni estreme, diventano la conferma tangibile di un’attenzione più insistente dei mercati verso la sfera dell’emozione e dell’incontro, oltre quella accertata del comfort e della qualità.
I cambiamenti intervenuti in questi anni, nei modelli di consumo turistico e culturale, fanno registrare una tendenza all’abbandono progressivo delle destinazioni tradizionali, delle offerte standardizzate, dei periodi di vacanza definiti e circoscritti. Essi testimoniano una scelta attenta non solo a nuove destinazioni, ma anche a prodotti più ricchi di significati e di contenuti, di autenticità e soprattutto di identità locali.
Diventa necessario, pertanto, saper fare sistema. Riappropriarsi delle prerogative del “popolo delle formiche”, tanto caro a Tommaso Fiore, e tornare alacremente al lavoro per sfatare alibi e timori di un’innata incapacità, diffusa al Sud, ad affrontare sfide ed impegni. Di scrollarci di dosso la polvere accumulatasi per l’assenza di pioggia e diventare fonte delle proprie opportunità.
Quante volte ci hanno detto che siamo figli del nostro paesaggio: piatto, monotono, squallido etc.? Chi è nato qui, però, chi è cresciuto in questo paesaggio, sa da sempre che il suo “segreto” è nel suo orizzonte, un orizzonte più ampio, più profondo, più lontano. Una prospettiva che ci ha sempre rapito in ogni momento della giornata, ha sempre stimolato fantasie e provocato attese ed aspettative piene di speranza. E che ha lentamente forgiato la caratteristica più importante, oggi, della nostra gente: la grande capacità di accoglienza.
Una predisposizione insita nel carattere di ognuno di noi, testimoniata dal fatto che la gente del Sud quando ti accoglie non ti aspetta, ma ti viene incontro. E l’accoglienza per il turismo è la pietra angolare su cui incardinare qualsiasi proposta, l’intero assetto organizzativo e ogni azione di crescita e di sviluppo, che voglia durare nel tempo.
Ecco che, allora, la vera risorsa inespressa del nostro patrimonio diventano “le persone”. Il nostro valore aggiunto, infatti, non risiede solo nelle pietre dei monumenti, nei tesori dei musei o nei colori del nostro paesaggio, ma esso è intimamente conservato nelle persone che lo abitano, ne custodiscono i tesori e ne valorizzano la storia. È il concerto dei suoni diffusi dai tanti campanili. È la fantasmagorica varietà dei mille dialetti.
Fondare l’azione turistica su questa risorsa straordinaria, puntare sulla relazione, sullo scambio interpersonale, significa creare le premesse per riuscire a trattenere quella domanda, che fino ad oggi, quando ci siamo riusciti, abbiamo solo attratto. Significa, in definitiva, fare in modo che il turista non passi per la sola visita o fotografia, ma trovi motivo ed emozione per decidere di fermarsi. Poco o tanto che sia, sarà importante che decida di spendere un po’ più del suo tempo con noi e da noi.
Il Distretto Culturale vuole essere il catalizzatore di questi processi. Esso sarà il centro aggregante e il primo nucleo di una rete che vuol farsi sistema. Sarà il palcoscenico dove presentare quello che già esiste e quello che insieme riusciremo a produrre. Sarà garante di un’offerta di qualità, per favorire un processo virtuoso, funzionale al successo dell’iniziativa e al moltiplicarsi delle opportunità per l’intera comunità.
Puntare sulla creazione di distretti culturali, vorrà dire favorire la nascita di piccoli sistemi di offerta territorialmente circoscritti, coincidenti con un’area ad alta densità di risorse culturali e ambientali di pregio, caratterizzati da un elevato livello di articolazione, qualità e integrazione dei servizi rivolti all’utenza, sia culturali che turistici, e da un marcato sviluppo delle filiere produttive collegate.
Ma la vera sfida di Daunia Vetus, così come di ogni Distretto Culturale, sarà riuscire a mettere in relazione tutte le realtà operative del territorio: da quelle produttive a quelle associative, da quelle commerciali a quelle finanziarie, da quelle amministrative a quelle assistenziali. Mettere in relazione i talenti, le risorse umane, le idee, le strutture e le capacità innovative per creare opportunità e crescita nei suoi territori. Solo così i prodotti, non solo turistici, potranno avere le caratteristiche di originalità e qualità per affermarsi sui mercati.
In definitiva, il distretto culturale come area di comuni e di comunità, può diventare il primo nucleo aggregante di un sistema turistico non solo locale (la Capitanata o l’Antica Daunia), ma integrato e funzionale al più grande rilancio della destinazione Puglia. Capace di creare una rete di attrattori turistico-culturali, per essere in grado di attrarre e trattenere domanda.
Nel tempo è rimasto immutato il fascino del viaggio come momento di crescita e di conoscenza, come occasione di sfida e di confronto, come attività di evasione per ritrovare comunione con natura, cultura e realtà territoriali. La Puglia può tornare ad essere “una regione per gente dal palato fino” (P. Belli D’Elia). Daunia Vetus vuole stimolare istituzioni, imprenditori e operatori ad esserne consapevoli. Bisogna crederci fino in fondo e fare in modo che un’azione programmatica definita, incisiva e coinvolgente accenda l’orgoglio di tutti e stimoli l’impegno di ognuno.
Antonio V. Gelormini