Nella città di Nicola Zingarelli e Giuseppe Di Vittorio il progetto “Leggere la fatica di leggere”
I luoghi di lavoro diventano teatro per le letture di autori, attori e lavoratori
Cerignola, 12.09.2006 - In un vecchio mulino Peppe Barra recita le storie e i canti di Matteo Salvatore; mentre Giuseppe Papa legge brani della sua autobiografia di buttero, sindacalista e sindaco di Lucera all’interno di un frantoio. Capiterà anche questo a Cerignola in occasione di “Leggere la fatica di leggere”: progetto inserito nel programma ufficiale de “I luoghi della lettura”, promosso dall’Istituto per il Libro e cofinanziato dal ministero per i Beni e le Attività culturali. La Giunta comunale, nella seduta di giovedì 7 settembre, ha approvato il cofinanziamento (12.000 Euro) dell’iniziativa (spesa complessiva prevista: 27.000 Euro) e dato il formale via libera alla sua attuazione.
Dal 23 al 29 ottobre, in alcuni luoghi di lavoro particolarmente significativi per la storia e la tradizione cerignolana, si ritroveranno sul palcoscenico un attore o uno scrittore e un lavoratore o un sindacalista: il primo leggerà opere sul lavoro o pagine di un suo romanzo incentrato sul lavoro; l’altro racconterà pagine di diario, poesie, cronache che parlano di fatica o di lotte sociali. Le letture saranno accompagnate dalla musica scritta ed eseguita da Umberto Sangiovanni (autore di “La controra e Calasole”). Saranno solo due “I luoghi della lettura” in Puglia: Bari e Cerignola.
“Leggere la fatica di leggere” è stato strutturato da Giovanni Rinaldi, responsabile del progetto “Casa Di Vittorio”, che ne curerà anche la direzione artistica: «Una volta, lavoro era sinonimo di fabbrica e da noi in Puglia di terra, zappa, sole: oggi ci sono i “nuovi lavori”, c’è l’interinale, il contratto di formazione, il co.co.co.; ci sono gli stages in azienda; c’è il lavoro a progetto, il lavoro in affitto. Parola d’ordine: flessibilità. Il lavoro/non-lavoro, smembrato, vaporizzato, ridotto a pura forza e merce di scambio. Ci sono i “nuovi lavori” e negli ultimi mesi la narrativa italiana è tornata a raccontarli – afferma lo stesso Rinaldi – che si tratti di tendenza editoriale o emergenza sociale è difficile stabilirlo o forse neanche troppo importante. La letteratura torna a raccontare il lavoro per parlare del mondo e noi vogliamo contribuire a questa riscoperta rivalutando l’opera dei lavoratori che hanno parlato per mezzo della letteratura: scrivendo le loro autobiografie, le loro poesie, i loro diari o utilizzando un registratore per narrare storie e pensieri che diventeranno parole scritte».
Gli fa eco l’assessore alla Cultura, Franco Palumbo (Ds), quando afferma: «Non è per caso che un progetto del genere sia concepito a Cerignola, dove sono nati Nicola Zingarelli, autore del Vocabolario della lingua italiana, e Giuseppe Di Vittorio, che, impugnando un vocabolario, iniziò la battaglia contro lo sfruttamento dei braccianti agricoli. Per arricchire ulteriormente l’iniziativa, la cui originalità è stata sottolineata da Anci, Upi e Conferenza delle Regioni e delle Province autonome al momento della selezione delle proposte progettuali, abbiamo avviato contatti con alcuni istituti scolastici cittadini per attivare gruppi di lettura sui testi letti durante la manifestazione».
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