‹‹·········


Guida all'uso
Forum
La redazione
Contatti
Links
Indicazioni utili
In giro per Lucera
Le attività
Strade e contrade
Luceriae Historia
Accade in Provincia


Arte
Letteratura
Musica
Religione
Filosofia
Psicologia
Sociologia
Gestalt
Teatro
Cinema
Televisione
Scienze
Diritto
Economia
Storia
Agricoltura
Ambiente
Mestieri
Fuori orario

Barzellette, detti,
aforismi, metafore e parodie…
Raccontate la vostra

Festival della Letteratura Mediterranea. La 4ª edizione dal 21 al 24 settembre 2006
Il tema di quest'anno è "Il Tempo". «Chi ha tempo non aspetti tempo? Corri al Festival della letteratura Mediterranea di Lucera!»

Lucera, 15.09.2006 - Dal 21 al 24 settembre a Lucera (FG) si svolgerà la quarta edizione del Festival della Letteratura Mediterranea.
Nelle piazze e nelle corti di una città d’arte che porta le tracce dei molti popoli che ci hanno vissuto, si terranno gli incontri pubblici sul tema scelto per quest’anno: Il Tempo.
Il Festival si ostina a promuovere l’incontro tra culture differenti e l’incontro sul terreno comune della letteratura.

Gli autori

Ibrahim al-Koni è nato a Ghadames, in pieno deserto libico, nel 1949. Giornalista per il quotidiano “Fezzan”, ha completato la sua formazione a Mosca, presso l’Istituto Gorkij, in Polonia e in Svizzera, dove attualmente ricopre la carica di consigliere presso l’ambasciata libica. Protagonisti delle sue opere sono le popolazioni berbere dei Tuareg, delle quali ha inteso riprodurre, attraverso il mezzo letterario, la ricchezza della vita spirituale e l’intensa umanità. In traduzione italiana è possibile leggere un secondo romanzo, dal titolo “Pietra di sangue”. (21 settembre, ore 19:30, Palazzo Cavalli).

Antonio Pascale, Nato a Napoli nel 1966, ha pubblicato “La città distratta”, un affresco della vita nella città di Caserta, con cui ha vinto l’edizione 2000 del premio Sandro Onofri. Ha partecipato al radio documentario per il Molise “Chiedi in Piazza” (Radio 3 - Rai), alla trasmissione OGM, tra paura e realtà (Radio 3 Rai) e alla rubrica “L’Italia che cambia su Fernandel”. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati in “Lo Straniero” e “Nuovi Argomenti”. Un suo racconto compare nell’antologia “Disertori”. Collabora al Corriere del Mezzogiorno. Con Sandro Veronesi, Nico Orengo, Marosia Castaldi, Simona Vinci e Gabriele Romagnoli, fa parte del gruppo di scrittori che ha dato vita a “Verdeblu”, uno spazio dedicato alla narrazione e con l’idea di scrivere a più mani un racconto di ispirazione ecologista. Vive e lavora a Roma. (22 Settembre, ore 19:30, largo Granata).

Ghjacomu Thiers. È nato a Bastia, nel 1945, insegna all’Università di Corti Lingua e Letteratura Corsa. Tra le sue opere il saggio in francese “Les Potirons l’Inspecteur et le Gecko” (1993) e il romanzo in corso “A barca di a Madonna” (1996). In italiano sono tradotte le poesie “Dolce settembre” e “Mandorlo fiorito in Approdi”. Antologia di poesia mediterranea, a cura di Emanuele Bettini (Milano, Marzorati, 1996), il testo teatrale “Itaca! Itaca!” (Corti, CCU, 1997), in collaborazione con Leonardo Sole e Franco Scaldati e il romanzo “Il canto di Altea” (Noëlle Tommasi, 1994). (23 settembre, cortile palazzo Mozzagrugno).

Maram al-Masri è nata a Lattakia (Siria), sulle rive del Mediterraneo, ad appena venti miglia marine dall’isola di Cipro. Vive a Parigi dal 1982. La sua poesia, pubblicata in parecchie riviste, è stata raccolta in tre libri.
Dopo un primo libro pubblicato nel 1984 a Damasco, dal titolo “Ti minaccio con una colomba bianca”, presso l’editrice del Ministero dell’Educazione, ritorna alla poesia con “Ciliegia rossa su piastrelle bianche”, pubblicato a Tunisi dall’editrice dell’Oro del Tempo nel 1997 e salutato con entusiasmo dalla critica dei paesi arabi. Il Premio del Forum culturale libanese in Francia, al quale partecipa il poeta libanese Adonis e destinato a ricompensare la creazione letteraria araba, le è stato attribuito nel marzo 1998. “Ciliegia rossa su piastrelle bianche” è stato tradotto con grande successo in spagnolo, francese, inglese, italiano e corso. Inoltre, alcuni estratti sono stati pubblicati in riviste, in spagnolo, francese, inglese, tedesco, italiano, corso e turco. Il suo terzo libro “Ti guardo”, è stato pubblicato presso l’Editrice della pubblicazione e la distribuzione, Beirut, 2000, è tradotto in francese e spagnolo. Maram è stata invitata in molti paesi, fra i quali in Europa: Francia, Spagna, Germania, Inghilterra, Belgio, Svizzera; in America: Argentina; e molti paesi arabi: Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Siria, Emirati…
È uscito nel 2005, per i tipi di Antonello Cassan, “Ciliegia rossa su piastrelle bianche” bilingue arabo-siriano e italiano, tradotto da François-Michel Durazzo. L’opera fa parte della collana “Nuda Poesia”, curata da Claudio Pozzani. (23 settembre, 19:30, via Zunica).

Raffaele Nigro. È nato a Melfi, nel 1947. Vive e lavora a Bari, dove è caporedattore della sede Rai. Ha scritto numerosi saggi e articoli e ha realizzato, a partire dal 1979, innumerevoli servizi televisivi e radiofonici e molti documentari. È autore de: “I fuochi del Basento” (1987, Premio Supercampiello); “La baronessa dell'Olivento” (Milano, Camunia, 1990); “Ombre sull'Ofanto" (1992, Premio Grinzane Cavour); "Dio di Levante" (1994); “Adriatico” (1998, Premio Scanno e San Felice Circeo); “Diario Mediterraneo” (2000, Premio Cesare Pavese) e “Viaggio a Salamanca” (2002). Per Rizzoli ha pubblicato la raccolta di racconti “Il piantatore di Lune” (1991) ed il suo ultimo romanzo: “Malvarosa” (2005). I suoi libri sono tradotti in varie lingue. Nell’Ateneo barese è fra gli autori più apprezzati: è appena uscito il volume del critico letterario Ettore Catalano: “Raccontare con dolcezza e tempestosità. Studi sull’opera di Raffaele Nigro” che raccoglie, per i tipi di Giuseppe Laterza, una serie di interventi critici sulla figura e sull’opera dello scrittore lucano di nascita, ma barese d’adozione. Nel 2003 lo stesso Catalano pubblicò “Il dialogo comunicante nell’opera di Raffaele Nigro”, focalizzando i molteplici aspetti dell’operosità intellettuale dello scrittore: dalla produzione teatrale a quella in versi, dall’opera narrativa all’impegno giornalistico. I suoi romanzi sono tradotti in molte lingue. (24 settembre, ore 10:30, piazzetta museo Fiorelli).

Petros Markaris. È turco, armeno, greco, tedesco, austriaco, italiano. È nato ad Istanbul nel 1937. Ha genitori di nazionalità diverse, ha studiato nelle università del nord Europa. Non si sente greco, neanche un po’. Dice: «Il nazionalismo non fa per me, non ho e non voglio radici. Sto bene dappertutto, anche in Germania, anche in Italia». Neppure Atene sente come propria città: “Puzza di spazzatura e smog” dicono i suoi personaggi. Nonostante ci abiti, nonostante abbia appena comprato una nuova casa, «…è una città che a volte detesto». Eppure i romanzi di Markaris sono talmente greci e il suo commissario, Charitos (al telefono lo scrittore spiega che si pronuncia “haritos”), così profondamente ateniese, da rendere praticamente impossibile immaginarselo non solo fuori dalla sua città, ma addirittura fuori dalla sua macchina, una 131 Fiat Mirafiori minacciosamente scassata. Nato come giallista in tarda età con “Ultime della notte”, Markaris viene dalla sceneggiatura per il teatro, per la televisione, per il cinema dove si è distinto come sceneggiatore di Theo Angelopoulos, con il quale ha stretto un lungo sodalizio professionale (“L’eternità”, e un giorno vinse la Palma d’oro a Cannes nel 1998; sta scrivendo altri episodi per la trilogia “La sorgente del fiume”).
Ma per Markaris la scrittura è gialla. Dal libro d’esordio fino a “Difesa a zona” e all’ultimo, “Si è suicidato il Che” (in Italia pubblicati da Bompiani), ha modulato la crime story in una stringente versione mediterranea. L’Atene di Markaris non è un posto da vacanze, ma una capitale intasata e piena di grinta totalmente inserita nel suo attuale contesto sociale e politico. C’è inquinamento, rumore, gente che litiga, tv accese sulle notizie del giorno. I lavori in corso per le Olimpiadi bloccano le strade e fanno arrivare Charitos sempre tardi al commissariato. Con un colpo di mano Markaris ha trasferito sotto il sole di Grecia la lezione del Quai des Orfevres di Maigret. Non è un caso che un’operazione del genere sia riuscita a questo campione del meticciato europeo. Non è un caso che uno scrittore che si dichiara “sradicato” trovi naturale dedicarsi al giallo, un genere che obbliga il lettore a una continua ridefinizione delle priorità sociali. «Il giallo greco – dice – ha una forte connotazione politica perché i suoi scrittori hanno vissuto la dittatura e vivono una militanza politica, sebbene con disincanto e frustrazione». (24 settembre, ore 19:00, piazza del Vecchio).

Associazione Mediterraneo è Cultura
Via Giovanni XXIII 30, 71036 Lucera (FG)
Tel. 0881.530310 – Fax: 0881.520883
www.mediterraneoecultura.it
e-mail: info@mediterraneoecultura.it



Scrivete all'amico
Frizzo

Le risposte
del
Frizzo

Fedro e dintorni
Fiabe e racconti seguiti da un breve commento

…u kunde
nannurke
i ditte de
tatarusse
parle kume t'ha
fatte mammete
Altri servizi

Luoghi da visitare
Il Pensatoio
Vendo & Compro
Oggetti smarriti
Newsletter
F.A.Q.