Luoghi della lettura - Luoghi del lavoro
Sono questi i progetti che fanno crescere una città, soprattutto quando sono voluti da un’amministrazione comunale che intende ridarle slancio economico e culturale
Cerignola, 28.10.2006 - Il primo dei quattro incontri del progetto “Leggere la fatica di leggere” presentato dal comune di Cerignola all’interno del calendario de I luoghi della lettura ci ha regalato una serata di grande cultura. Non la cultura dell’effimero ma la cultura che stimola, fa riflettere, fa crescere. È questo l’intento di Giovanni Rinaldi, direttore artistico e coordinatore del progetto, creare l’occasione per conoscere storie, individuali e collettive, che hanno cambiato la storia delle nostre terre e non solo. È stata una serata straordinaria snodatasi su una trama di semplicità e rigore. Il nostro Peppino Papa ha letto alcune pagine sulla transumanza, tratte dal libro Le lunghe vie erbose di Italo Palasciani e ci ha trasmesso emozioni che può dare solo chi ha vissuto quelle esperienze, non con rassegnazione, ma con la volontà di capire e di cambiare. Beppe Barra, grande affabulatore, ironico e sarcastico, ha interpretato alcune ballate di Matteo Salvatore e stralci autobiografici di Giuseppe di Vittorio che racconta la sua sofferenza di quando, bambino di sette anni, dovette lasciare la scuola per lavorare. La regia asciutta, il silenzio dei numerosi ascoltatori, il luogo – un oleificio, un luogo del lavoro – hanno mosso vibrazioni, incalzate dalle musiche di Umberto Sangiovanni al pianoforte e Alfredo Ricciardi alle percussioni. C’erano tanti giovani, molti di Lucera, coinvolti da quelle vite intense, da quelle donne, quegli uomini autentici.
Quegli anni ‘50, retaggio dell’800, come ha detto Beppe Barra, sono stati anni di sofferenze, lotte e speranze, nelle terre e nelle fabbriche e raccontarle oggi fa riflettere sui cambiamenti epocali del lavoro. Riflessioni sulla fatica e sul lavoro conquistato, segno di civiltà, quel lavoro che, oggi più che mai, è sinonimo di precarietà, di incertezza: lavoro flessibile, in affitto, a progetto, co-co-co, lavoro-non-lavoro. La letteratura torna a raccontare del lavoro per parlare del mondo.

Ci è riuscito, nel secondo appuntamento, Francesco Dezìo con la lettura di alcuni brani del suo libro Nicola Rubino va alla fabbrica. Un libro autobiografico, storie vissute che ci rimandano agli ingranaggi perversi della fabbrica di Tempi moderni di Chaplin.
Eppure di operai, di fabbrica, non si parla più, non ne vogliono parlare neanche gli operai che sanno quanto è difficile trovare lavoro e quanto è facile essere licenziati. Le parole di Dezìo e le vibrazioni della musica si sono talmente integrate da diventare un concerto di parole che ha coinvolto tutti. La manifestazione si è svolta anche questa volta in un luogo di lavoro e produzione, nel frantoio oleario “Giardino del sole” a sottolineare la necessità di rafforzare una cultura del lavoro radicato, l’opportunità di far leva sulle risorse del territorio. Alla letteratura, quindi, il compito di farci riflettere.
Sono questi i progetti che fanno crescere una città, soprattutto quando sono voluti da un’amministrazione comunale che intende ridarle slancio economico e culturale. Sempre a Cerignola gli altri due appuntamenti, domenica 29 nelle cantine di Torre Quarto: con Michele Placido che legge storie di vita e di lavoro del Tavoliere e Michele Sacco bracciante e poeta di Cerignola; e l’altro, venerdì 3 novembre, con Carmine Abate che legge da La festa del ritorno e Matteo Russo, minatore di San Giovanni Rotondo, che legge brani dal suo libro sulla storia della miniera di bauxite.
Lena Catalano per Luc’era c’è!