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"Lucera sicura" con la videosorveglianza: ci pensano il commissario Liguori e il comandante della Polizia Municipale. Al neo sindaco Giuseppe Pitta solo la presa d'atto
Molte aree del centro storico, della periferia ed extra-urbane della città saranno finalmente poste sotto controllo

Lucera, 16.10.2020 - Circa 10 giorni di intenso lavoro. Questo il tempo che il Comandante del Corpo di Polizia Municipale Magg. Dott. Beniamino Amorico ha dedicato alla progettazione per l’attuazione del piano della sicurezza urbana che prevede la installazione di sistemi di videosorveglianza nel territorio del Comune di Lucera. Un progetto – denominato “Lucera sicura” – di fattibilità economica e finanziaria che prevede un impegno di 563 mila euro grazie ad un investimento complessivo di 37 milioni di euro destinato ai comuni da un apposito decreto del Ministro dell’Interno di concerto con quello dell’Economia e delle Finanze. L’atto deliberativo – nr. 136 del 5 ottobre scorso (leggi) – è a firma del Commissario Straordinario Generale dott. Ernesto Liguori che ha assunto i poteri della Giunta Comunale non ancora pronta dopo l’elezione, al turno di ballottaggio del 4 e 5 ottobre scorsi, di Giuseppe Pitta a sindaco di Lucera.
Sui social proprio il sindaco appena eletto ed i suoi sostenitori hanno immediatamente provato a mettere il cappello sopra questa iniziativa come fosse un atto prodotto dalla nuova amministrazione. E invece alle spalle c’è esclusivamente il lavoro del Commissario e degli uffici, in particolar modo del Comandante della Polizia Municipale Amorico che ha curato il progetto. Il sindaco Pitta non ha fatto altro che firmare una presa d’atto a cose fatte, diversi giorni dopo, precisamente con un decreto sindacale del 14 ottobre scorso (leggi).
Un’occasione che stava per sfuggire al nostro comune, visto che la scadenza per l’accesso ai fondi è scaduta ieri, 15 ottobre, e che solo un paio di settimane fa sono stati avviati gli atti propedeutici che hanno portato alla deliberazione del Commissario Liguori e al duro lavoro progettuale messo in atto da Amorico.
Il D.M. del 27 maggio 2020, all’art. 2, comma 1, prevedeva che potessero presentare richiesta di finanziamento quei comuni i quali avevano sottoscritto i “patti” che individuavano come obiettivo prioritario, per la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, l’installazione di sistemi di videosorveglianza. Inoltre, i “patti” non prevedono la sostituzione di impianti già realizzati (pena l’esclusione, ma non è il caso di Lucera). Progetti che, peraltro, passano per l’approvazione in sede di “Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica”, così come prescritto dalle vigenti direttive impartite dal Ministero dell’Interno. I comuni dovranno, poi, assicurare la corretta manutenzione degli impianti fino ad un massimo di cinque anni dall’ultimazione degli interventi.
Con questo importante progetto, così come riporta la delibera commissariale, il Comune di Lucera intende rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto alle forme di illegalità presenti nel territorio.
Nel progetto – che il Comandante Amorico ha corredato di relazione tecnica illustrativa, la tavola di inquadramento generale, otto tavole di dettaglio, il quadro economico ed il computo metrico estimativo – sono state individuate zone prioritarie quale obiettivo della videosorveglianza, aree maggiormente interessate da situazioni di degrado e di illegalità (molti cittadini potranno, oltretutto, tirare finalmente un sospiro di sollievo rispetto, per esempio, all’ormai noto e più volte denunciato fenomeno legato all’abbandono di rifiuti di ogni specie). Nella delibera nr. 136 del Commissario per un mero errore non sono state riportate Piazza della Repubblica e Via Blanch, luoghi oggetto di una “errata corrige” successiva all’atto deliberativo (leggi).
Ad essere videosorvegliate saranno, per quanto attiene al centro storico, oltre alle due aree appena menzionate: Via Amicarelli, Via Gramsci, Piazza Salandra, Via D’Angiò, Via D’Angicourt, Via Zuppetta, Via IV Novembre, Via Marrone, Corso Garibaldi, Corso Manfredi, Piazza Tribunali, Piazza AR-Piazza del Carmine, Via San Francesco e Vico Ciacianella.
Tra gli edifici pubblici troviamo le scuole Bozzini-Fasani, la Radice-Manzoni, la Tommasone-Alighieri con la ex GIL, l’ITET “V. Emanuele III”, il Liceo Bonghi, il Liceo Rosmini, l’IPIA e il Convitto Nazionale “R. Bonghi”.
Ci si sposta quindi nelle zone periferiche: Zona 167, Lucera 2, Lucera 3 con relativi parchi pubblici, Zona Industriale ex CISAPI destinata agli insediamenti produttivi.
La città sarà videosorvegliata anche nel perimetro esterno al centro abitato caratterizzato dal fenomeno dell’abbandono dei rifiuti.
Ad essere attenzionate, finalmente, anche alcune zone rurali di maggiore vulnerabilità come: Via Foggia, Via Troia, Via Biccari, Via San Severo, Via Palmori e Via Appulo Sannitica.
Infine,, va evidenziato che il sistema dovrebbe essere estensibile. Insomma in fase di start-up non è escluso che alcune altre aree possano aggiungersi a quelle già interessate.

Roberto Notarangelo

 


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