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CRONACA

Risolto il mistero della sparizione della croce di Via Bari
È tornata al suo posto. Una famiglia caritatevole che da anni abita nel rione, in accordo con Padre Diego Cappellazzo, Parroco della chiesa “Cristo Re” di Lucera, si è occupata di far restaurare la croce in tempi brevissimi

Lucera, 24.03.2019 - In men che non si dica, ecco svelato il mistero della “sparizione” della croce di ferro in via Bari. In molti si sono chiesti che fine avesse fatto. La sua assenza era stata notata da qualche passante non residente la scorsa settimana e nel giro di poche ore la “sacra mancanza” è diventata notizia. Sulla sparizione sono state azzardate varie ipotesi tra cui un eventuale furto finalizzato alla vendita del ferro. Addirittura qualcuno ha pensato che la stessa si fosse spezzata alla base e caduta nel vuoto retrostante. Tante ipotesi a testimonianza di quanto la nostra comunità possa averla a cuore.
Ebbene, andando in fondo alla faccenda ne è emersa una bella realtà, di quelle che oggigiorno faticano a concretizzarsi e che ci rende tutti felici e contenti. La croce aveva urgente bisogno di manutenzione, le vibrazioni e le intemperie ne stavano compromettendo l’innesto alla base. Si iniziava a rischiare grosso anche perché di sera la scalinata del Calvario (da Porta Croce fin su Via Bari) e lo spiazzo che ospita la croce sono abbastanza frequentati da giovani che si soffermano per consumare cibo e vivande. Ormai anche alcuni mattoncini in cui era “affogata” la struttura di ferro erano rotti o divelti.

Insomma tante buone ragioni per rimetterla in sesto di tutto punto. Stando così le cose una famiglia caritatevole che da anni abita nel rione, in accordo con Padre Diego Cappellazzo, Parroco della chiesa “Cristo Re” di Lucera, si è occupata di far restaurare la croce in tempi brevissimi, talmente brevi che sabato 23 marzo intorno alle ore 08:00 la croce è tornata al suo posto in tutta la sua mesta imponenza.
La famiglia benefattrice è la stessa che venti anni or sono si curò di far puntellare la scalinata del Calvario, di risistemare spiazzo e croce riportando nella parte anteriore del blocco basico l’iscrizione contenuta nell’originaria epigrafe in pietra non più leggibile.

Al momento manteniamo riserbo sulla famiglia in questione ma per i curiosi anticipiamo che anche questo mistero presto sarà svelato e precisamente il giorno delle Palme, domenica 14 aprile, allorquando, in occasione della tradizionale processione con partenza dai Padri Giuseppini, la croce risistemata sarà benedetta al cospetto dei fedeli e dei residenti e Padre Diego darà opportune delucidazioni sul nobile atto. Omnia tempus habent dicevano i nostri avi. Ogni cosa ha il suo tempo e noi ci permettiamo di aggiungere tutto è bene ciò che finisce bene.
Affascinante è la storia che ha portato quella croce dov’è adesso. I bene informati narrano che essa, unitamente ai mattoncini che formano la base rappresentino i resti della vecchia chiesa di San Michele Arcangelo che insisteva dalle parti di via Firenze, dove oggi insiste una costruzione residenziale.
In effetti sarebbe stato un peccato non provvedere a restituire alla città almeno una testimonianza, un simbolo religioso di quella chiesa.

Deborah Testa



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