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Beni confiscati alla mafia: in fumo un altro finanziamento. Dov'è l'amministrazione che vede e provvede? Mah!
Il sindaco Dotoli ha partecipato (dietro invito insieme ad altri sindaci dei comuni con beni confiscati alla mafia) all'incontro in provincia il 26 febbraio scorso, quando si è parlato anche di lotta all'alcolismo? L'episodio non risulta documentato ufficialmente
Lucera, 23.07.2010 - Prima ha perso più di tre milioni di Euro destinati alle infrastrutture (perché il soggetto proponente era diverso dal titolare delle aree interessate). Poi il rischio di vedersi sfuggire di mano il finanziamento del VI e VII lotto per i versanti collinari in zona ospedale "Lastaria" (un recupero in extremis che comunque, con ogni probabilità, costerà una sanzione pari al 5% dell'importo finanziato, ma solo se si dovesse rispettare il termine di proroga dal 30 giugno al 30 luglio, altrimenti, se si andasse oltre, la sanzione sarebbe sempre più alta). Oggi apprendiamo della ennesima esclusione da un bando che contemplava gli "Interventi per il riuso sociale dei beni confiscati alla mafia" (PO FESR 2007-2013. Asse III - Linea 3.4 - Azione 3.4.2). L'avviso pubblico titolava: "Libera il bene". Stiamo parlando del Comune di Lucera, la cui domanda (insieme a quella di un'associazione che opera in quel di Lecce) non è stata accolta per le seguenti cause: "Formulario presentato da un Soggetto Proponente dissimile dalle tipologie previste dall'art. 4 dell'Avviso Pubblico". Su dodici richieste, dieci sono state accolte e due (tra le quali, come si è capito, Lucera) non sono state prese in considerazione.
E pensare che proprio in un manifesto di recente uscita, attraverso cui veniva rivendicato il "PERICOLO SVENTATO" circa il definanziamento sui versanti collinari, il sindaco Pasquale Dotoli e le forze di maggioranza che governano a Palazzo Mozzagrugno, si sono identificati come coloro che "VEDONO e, soprattutto, PROVVEDONO".
Come hanno "VISTO" e, soprattutto, come hanno "PROVVEDUTO" nel caso della perdita dei finanziamenti destinati alle infrastrutture? E come VEDRANNO" e, soprattutto, "PROVVEDERANNO" di fronte a questo ennesimo della Regione Puglia? Magari il primo cittadino dirà ancora una volta che «alla Regione non ci vogliono bene»? Ma, bene per bene, "Libera il Bene" a Lucera non è stato liberato (delle unità immobiliari confiscate, a Lucera 1 è risultato in gestione al Demanio, 6 non consegnati e 7 consegnati). A chi verranno assegnati, ora, i beni sequestrati alla mafia (con i rispettivi finanziamenti) e destinati a progetti di "Inclusione sociale e servizi per la qualità e l'attrattività territoriale"?
L'iniziativa "Libera il Bene" è rivolta, come si evince dalla determinazione del dirigente della Regione Puglia circa l'esito del bando e pubblicata sul BURP (leggi) ai comuni ed alle province pugliesi destinatari di beni confiscati già iscritti nei rispettivi patrimoni immobiliari. Attraverso tale iniziativa, la Regione intendeva finanziare, tramite lo stesso bando, la ristrutturazione/adeguamento dei beni confiscati, la loro rifunzionalizzazione attraverso l'acquisto di forniture (attrezzature, arredi, macchinari, veicoli, ecc.). Inoltre, la gestione dei beni confiscati prevede l'affidamento ad organizzazioni del territorio selezionate dai comuni. Ed anche qui la nota è amara, perché non essendo stata accolta la domanda del nostro comune, probabilmente saranno altre (e più periferiche rispetto al territorio) le organizzazioni che interverranno.
Sembra lontano quel 26 febbraio del 2010, quando alle ore 16:30 circa a Palazzo Dogana in quel di Foggia si teneva un incontro con la consegna degli attestati di partecipazione al corso di formazione "Simboli e Risorse libere. Contesti e pratiche per l'uso sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata a Foggia". Un corso che coinvolgeva le forze sociali del territorio all'impegno del riutilizzo dei beni immobiliari confiscati alla mala di Capitanata.
L'evento contemplava la presenza del presidente della Provincia di Foggia, Antonio Pepe; dell'assessore alla solidarietà e alle politiche sociali della Provincia di Foggia, Antonio Montanino; di don Raffaele Bruno, coordinatore regionale di "Libera"; di Daniela Marcone, coordinatrice provinciale di "Libera" e di Pasquale Marchese, presidente del Ce.Se.Vo.Ca. (Centro Servizi per il Volontariato di Capitanata).
All'incontro erano stati invitati anche i sindaci dei Comuni con beni confiscati alla mafia e, tra questi, oltre a Carapelle, Foggia, San Severo, Manfredonia, Cerignola, Peschici e Lesina, vi era anche Lucera con il sindaco Pasquale Dotoli. Non sappiamo se il nostro sindaco abbia mai risposto a quell'invito, visto che l'appuntamento rappresentava l'occasione per considerare motivi e modalità di intervento sui beni confiscati alla mala e sul bando regionale ("Libera il Bene" per l'appunto) che oggi si sono fatti sfuggire. Della presenza eventuale di Dotoli non si è avuta traccia né nelle dichiarazioni pubbliche del primo cittadino né attraverso comunicati stampa né, tampoco e per ultimo per ciò che attiene quest'ultima notizia, attraverso la new entry che va sotto il nome di "portavoce" da 8mila euro per un semestre.
Eppure la questione aveva una rilevanza sociale non di poco conto. Perché, allora, un'altra esclusione?
Alla prossima delusione? O forse anche in questo caso il sindaco e l'amministrazione "VEDONO" e, soprattutto "PROVVEDONO"?
Roberto Notarangelo
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