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CRONACA

Il caso San Raffaele e lo sfogo fuori tempo del sindaco di Lucera
«È veramente triste questa cosa qua – aveva detto Tutolo in una diretta il giorno prima che scoppiasse il caso –, cercare di spaventare le persone per guadagnare magari un po’ di visibilità e consensi»

Lucera, 30.03.2020 - Sul caso della RSA San Raffaele di Troia che nei giorni scorsi ha visto il trasferimento di 17 pazienti in un primo momento ritenuti “NO COVID”, salvo poi verificarsi che di quei pazienti giunti a Lucera da Troia alcuni sono risultati positivi al Coronavirus costringendo ad un dietro-front, si è espresso su Facebook anche l’avv. Nicola Ivan Bernardi, esponente del MoVimento 5 Stelle, ma a titolo personale sul suo profilo (leggi). Quesiti che a questo punto richiederebbero un minimo riscontro. Nel frattempo va detto che è di poche ore fa la notizia che al reparto URP del Lastaria sarebbe emerso un caso positivo. Non è dato di sapere se la notizia troverà conferma, fatto sta che la questione ha creato non poche preoccupazioni fuori e dentro la struttura del nosocomio lucerino, compreso nel personale infermieristico e non. Così pure, in Radiologia è scattata la quarantena del personale e il reparto è stato oggetto di sanificazione insieme a quello di Lungodegenza. Anche la CISL-FP, all’indomani del trasferimento dei pazienti da Troia a Lucera aveva mostrato non poche apprensioni inviando una nota agli organi sanitari competenti (leggi). Eh, sì, perché la situazione in effetti è cambiata il giorno dopo, vale a dire il 27 marzo, quando due anziani avevano accusato febbre tanto da costringerli a restare nella struttura di Troia. Altri cinque, invece, appena giunti a Lucera risultavano positive al secondo tampone.
Va ricordato, peraltro, che come prese a circolare la notizia di quel trasferimento la mattina dello scorso 26 marzo, il sindaco di Lucera Antonio Tutolo ha esordito nella sua diretta giornaliera dall’ufficio di Gabinetto, ad ora di pranzo, parlando proprio della situazione che in città stava creando un certo allarmismo non condiviso dallo stesso sindaco.

Boomerang Tutolo

Il sindaco di Lucera in quella diretta iniziò affermando: «Mi dispiace dovermi occupare ora di cose che si potrebbero evitare», giudicando «squallido cercare di pescare nel torbido», perché «su queste cose bisognerebbe essere un po’ più seri». Ma di squallido e di poco serio, come si è visto da quel che è emerso il giorno successivo, ci sarebbe stato ben poco. Anzi!
Il riferimento, ovviamente, era al trasferimento di un gruppo di pazienti da Troia a Lucera. «È veramente triste questa cosa qua – ha continuato Tutolo –, cercare di spaventare le persone per guadagnare magari un po’ di visibilità e consensi», facendo cenno a politici forse della parte avversa. E rincarava la dose: «È veramente sciocco, oserei dire anche vigliacco. Ma ognuno dà conto alla propria coscienza». Il primo cittadino di Lucera probabilmente non immaginava ancora che la situazione stesse per precipitare rispetto a quanto era stato detto in precedenza, tanto che egli stesso aveva avallato il fatto che «il direttore generale e quello sanitario rispettivamente del Riuniti di Foggia e della ASL-FG e ed uno pneumologo» avessero certificato l’esito negativo dei tamponi per i pazienti trasferiti a Lucera in quanto ospedale “NO COVID”. «Ed è sacrosanta, questa cosa qua. Oggi che arrivano dei No-Covid danno l’allarme? Sappiate che è una cosa né utile e né seria se non possono arrivare qui nemmeno quelli che non stanno in una posizione positiva ma vengono tolti da vicino a quelli che sono positivi. Altrimenti a che serviamo noi come ospedale? Quindi nemmeno i casi negativi possono venire qua? Questo significa speculare sulla paura della gente. Ed è la cosa più triste che si possa fare. Odio quando si cerca di spaventare le persone». Ebbene il sindaco a questo punto ha lanciato delle accuse pesanti che, come si è appurato, si sono trasformate in un grosso boomerang.
Può ancora dire che non avrebbe dovuto preoccuparsi nessuno e accusare chi viveva con apprensione la questione di essere squallido?

Il Frizzo

 


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