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Disperato appello in una lettera anonima postata su Facebook, Messenger e WhatsApp: "Antonio non mollare"
Il disperato ed accorato appello in una lunga lettera senza firma (“Un lucerino riconoscente”) ha preso a circolare sui social ed in privato su Messenger e WhatsApp da alcune ore invitando il popolo pagnottaro a ritrovarsi venerdì sera, 15 novembre per dare la propria vicinanza al sindaco turbato dopo il dissesto

Lucera, 08.11.2019 - «Uno come me, uno come noi. Questo è Antonio Tutolo. Lo ha dimostrato, lo dimostra e sempre lo dimostrerà. Oggi Antonio è una persona offesa, ma non stanza, in quanto forte del suo operato, della sua onestà. Di tutto si sta facendo per demolirlo psicologicamente e “politicamente”, ma noi da suoi bravi concittadini, certamente riconoscenti, non dobbiamo permetterlo. Ma in quale modo? Semplicemente facendogli sentire la nostra vicinanza morale, lui non chiede altro. Questo è il minimo che si possa fare, per un uomo che si è speso per il bene della collettività lucerina. Sicuramente ha i suoi difetti, ma chi non li ha? Sicuramente ha commesso alcuni errori, ma chi non li commette. Soltanto chi non lavora, non incorre in errore, ma lui, per noi, pur rischiando errori, lavora incessantemente e senza mostrare la benché minima stanchezza. Forse il tempo attenua i ricordi e a volte li cancella, ma non dimentichiamo quando Antonio, unitamente a pochi amici, sedeva in Piazza Duomo per manifestare e portare a conoscenza le angherie subite e il disinteresse totale per la nostra Lucera. Ebbene, certamente lo ha fatto senza alcuna velleità e senza avere minimamente idea che un giorno potesse addirittura diventare il nostro Sindaco, Io ho parlato con lui e non immaginate quanto male mi ha fatto vedere una persona che molto umilmente ha permesso che il pianto prendesse il sopravvento sulle parole. Più di una volta si è dovuto interrompere e nel momento in cui è riuscito a parlare, un solo timore ha manifestato, quello di essere confuso come una persona disonesta, di un incapace, non in grado di dare impulso alla nostra Città. Al contrario invece è stato in grado di dare notevole vitalità e tutti abbiamo potuto constatare gli effetti benefici. Vogliamo provare ad elencarne alcuni? Parliamo dal tanto contestato Natale (per la cui riuscita, non smetteremo mai di ringraziare i numerosi volontari, senza dei quali, nulla sarebbe possibile) che io personalmente considero una grandiosa opera imprenditoriale. Per anni si è detto che la nostra unica risorsa è il turismo, ma cosa è mai stato fatto perché lo stesso potesse essere in grado di ripopolare ed arricchire Lucera? Esattamente nulla. Altri paesi ci sono riusciti ed hanno avuto l’approvazione di tanti. A noi non è dato avere questa possibilità? Sicuramente sì, già l’anno scorso abbiamo tutti potuto constatarne gli effetti economicamente benefici. Tanti commercianti e ristoratori hanno goduto di un’ampia platea interessata alle loro attività. Forse non tutti, forse poco, ma pazienza, queste situazioni vanno coltivate nel tempo e col tempo arriveranno anche i profitti. Ogni azienda deve puntare inizialmente ad intervenire per poi successivamente godere degli sforzi profusi. Ebbene, anche il Comune lo si deve intendere come una grande azienda e come tale, deve investire per il futuro di chi ci vive. Importante ancora rinfrescare la mente citando la miriade di progetti presentati, accettati e finanziati. Nei vari comizi, Antonio li ha sempre evidenziati, vedi la prossima fruizione del Castello con la sua intera cinta muraria da ristrutturare e da rendere interamente percorribile pedonalmente, vedi il Viale del Castello, attualmente in totale rifacimento ma con la preventiva stabilizzazione del terreno sottostante, vedi la sostituzione dei pali della luce che incorporano lampadine a led, per cui avremo un minor consumo di corrente. Addirittura per questo, qualcuno ha riferito che la luce non è sufficiente, invece risulta essere a norma. Semmai, quella di prima, non era conforme alla legge. Vedi ancora la miriade di strade asfaltate, vedi la storia dell’Alghisa, con la rimozione di quella collina velenosa, ed ancora l’adeguamento della Scuola Lombardo-Radice, la costruzione della palestra alla Scuola Bozzini, la musealizzazione del Castello, la riqualificazione della zona 167 e tanto ma tanto altro ancora…
Non ci è voluta chissà quale opera magica. Antonio ha semplicemente e caparbiamente intercettato quei finanziamenti che lo Stato ha sempre messo a disposizione dei Comuni. Come mai in periodi antecedenti la sua elezione, questo non si è mai verificato? Chissà il perché…
Bene, però durante questo lodevolissimo percorso, ma senza trascurare il duro lavoro di tutti i componenti della passata amministrazione, ha dovuto anche ingoiare la pillola amara della dichiarazione del dissesto. Non è giusto, è un vero peccato che si debba accettare passivamente questa sentenza. Pazienza, altro non possiamo fare, le decisioni dei tribunali, vanno rispettate. Certamente con il senno del poi, oggi tutti siamo in grado di giudicare, di accusare il Sindaco che alla data del suo ingresso al Comune, avrebbe dovuto già da allora provvedere a rendere pubblica tale dichiarazione. Ma non lo ha fatto perché non è un egoista. Sicuramente gli avrebbe fatto più comodo denunciare le altrui colpe amministrative. Ha preferito invece, offrire alla Città, una nuova partenza serena e senza lo spettro di quel provvedimento. Lo ha voluto fronteggiare, rendendo definitiva la chiusura di una immensa debitoria accumulata negli anni precedenti. Avrebbe potuto ulteriormente fronteggiare anche la carenza di cassa che avrebbe permesso il pagamento di altri creditori/fornitori di servizi alla nostra Città. Ma così non è stato ed è per questo che forse, un po’ tutti dovremmo fare il “mea culpa”. Se fossimo stati adempienti ai nostri pagamenti, probabilmente avremmo contribuito ad evitare quello che è accaduto. Questo non lo sappiamo e allo stesso tempo, riconosciamo che non è così semplice rispettarli, considerata la enorme mole degli stessi a cui dobbiamo quotidianamente far fronte.
Comunque ora, per richiamare la sopracitata “vicinanza morale” propongo una sola cosa e che non ci costa molto. In migliaia abbiamo voluto che Antonio ricoprisse per la seconda volta il ruolo di Sindaco e sarebbe il caso che quella stessa moltitudine di gente, gli facesse sentire la propria vicinanza. Come? Semplicemente presentandoci TUTTI avanti la Chiesa di San Pasquale (in fondo alla Villa Comunale). Venerdì 15/11/2019 alle ore 20,00 per intraprendere un pacifico cammino per le strade del centro, ma implorando a voce alta “Antonio non mollare”. Sono certo che tale manifestazione di stima e di affetto, darebbe a questa magnifica persona, la forza e il coraggio, di andare avanti e di non abbandonarci ad un triste destino. Lui non vuole altro, vuole essere e mi ripeto, soltanto riconosciuto come una persona ONESTA E LEALE e noi questo glielo dobbiamo.

Forza, facciamo tutti insieme qualcosa, dimostriamo quanto i lucerini siano capaci di essere riconoscenti e in grado di valutare e premiare le brave persone.
La Legge stabilisce che un Sindaco non può essere rieletto per una terza volta consecutiva, per cui incoraggiamo il nostro ed aiutiamolo per il periodo che ancora ci resta, ad amministrare la nostra Città.
Il dissesto non necessariamente deve essere considerato catastrofico, sicuramente limitativo per alcuni aspetti, ma certamente non ostativo anche per quelle opere già finanziate e per quelle già cantierizzate.

CORAGGIO, VI ASPETTIAMO NUMEROSI VENERDÌ 15/11/2019 ALLE ORE 20,00IN VILLA COMUNALE PRESSO LA CHIESA DI SAN PASQUALE

N.B.: E se dovesse piovere? Pazienza, ci armeremo di ombrelli e dimostreremo che nessuna condizione atmosferica può intimidirci. D’altronde, quante volte il nostro Sindaco si è incatenato sotto la pioggia e sotto il sole per far valere i nostri diritti? Oggi tocca a noi…».

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