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CRONACA

Omissioni di atti d’ufficio: avviso di garanzia a Tutolo …con giallo
Un solo consiglio vorrei rivolgere non dico al Sindaco, ma alla sua ormai ristretta cerchia di supporters che ci riempirono d'insulti dopo l'intervista): nel vostro interesse abbandonate il vittimismo e il complottismo e affidatevi serenamente all'azione della Magistratura

Lucera, 24.05.2018 - Martedì scorso la notizia del nuovo incatenamento del Sindaco - questa volta davanti all'ex Tribunale di Lucera - aveva suscitato clamore e l'istantaneo sopraggiungere delle testate "amiche". Che tali gesta avvengano di concerto con un coreografo della carta stampata "partigiana" non è dato saperlo. Certo è che erano lì dopo neanche una frazione di secondo.
In ogni caso l'ennesima "boutade" aveva suscitato il solito tam-tam mediatico e qualche interrogativo: "Perchè si è incatenato all'improvviso? E poi perchè proprio per il Tribunale?".
Per la verità non si rammentavano al riguardo interventi del primo cittadino né invettive o semplici promesse.
Lo stabile - semplicemente - se ne stava andando in malora nell'indifferenza generale e in quella apparente del sindaco.
Ecco perchè il suo improvviso interessamento era parso quantomeno strano.
Renato Gentile aveva ipotizzato le solite manovrine elettorali.
"Fumus electionis" lo aveva chiamato.
Ma un commento - tra la miriade di quelli che si affastellavano sulle tante bacheche e chat private - aveva richiamato l'attenzione della nostra redazione: "No! Pare che la cosa sia più grave".
Questo "più grave" suonava come un "qualcosa è in arrivo".
Salvo a ipotizzare un terremoto o le cavallette il resto poteva sembrare abbastanza conseguenziale viste le condizioni di obiettiva incuria in cui versava e ancora versa il glorioso Palazzo di Giustizia. Ovviamente quella che era un'ipotesi meritava una conferma.
Io e Roberto Notarangelo decidevamo pertanto di muoverci alla volta del Tribunale per intervistare il Sindaco.
Il resto lo sapete. Costui dava in escandenza indirizzando al sottoscritto frasi "garbate" in linea con lo stile oxfordiano del personaggio e del suo coro di ultras. Frasi del tipo: "Imbecille... mo' t' pigghie a cav'c!" .
Un gentiluomo d'altri tempi, insomma.
Non c'era verso di fargli altre domande tantomeno di ottenere una risposta al quesito circa il mancato utilizzo dei fondi destinati dal Ministero della Giustizia alla ristrutturazione dei tribunali. Nella specie - pare che, almeno sino al 2015 - il Comune di Lucera avrebbe potuto tranquillamente accedere ai fondi stanziati dal ministero di via Arenula e ristrutturare il Palazzo di Giustizia a costo zero o quasi.
Di fronte alla relativa domanda il sindaco si mostrava silente, infastidito, notevolmente nervoso. 
Una conferma che sapesse qualcosa e che per questo avesse inscenato il "teatrino delle catene"? Non è dato saperlo. Certo se le cose fossero davvero andate così (ma non abbiamo elementi per dirlo) ci sarebbero molte cose da chiarire in una vicenda che è già a tinte fosche.
Come che sia oggi - con un tempismo straordinario - giunge la conferma ufficiale dell'avviso di garanzia al Sindaco.
Che dire? Che lo avevamo ipotizzato?
Che anche lui lo avesse ipotizzato? Lo si ignora.
Una cosa è certa: anche noi in tempi non sospetti lo avevamo "avvisato" mettendolo più volte in guardia sul degrado del tribunale.
Ma quegli avvisi, privi di vidimazioni e carte bollate, rimasero senza esito e oggi ci troviamo di fronte all'ennesimo caso di intervento della Magistratura per ipotesi di reato collegate a presunte inadempienze nella conservazione di beni pubblici.
In linea con le convinzioni garantiste della testata auguro al Sindaco di uscirne pulito dal punto di vista penale, anche se resterà come una macchia indelebile il degrado di un Palazzo nel quale si sono scritte pagine gloriose della storia lucerina.
Un solo consiglio vorrei rivolgere non dico al Sindaco, ma alla sua ristretta, molto ristretta ormai, cerchia di supporters (quelli che ci riempirono d'insulti dopo l'intervista): nel vostro interesse abbandonate il vittimismo e il complottismo e affidatevi serenamente e con fiducia all'azione della Magistratura. 
Soprattutto abbandonate gli insulti e le invettive nei confronti dell'inchiesta in corso. 
Il muro contro muro non paga.
Fabrizio Corona docet.

Ettore Orlando



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