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CRONACA

Autista del TPL incatenato presso Comune di Lucera: ancora nulla di fatto
Intervenuti i Carabinieri con il Comandante M.llo Massimiliano Martino che sta conducendo le indagini sui trasporti, il lavoratore – «devo sfamare due figli e pagare affitti e bollette arretrati» ha detto – è stato convinto a desistere in via provvisoria

Lucera, 19.08.2017 - Lo scorso 17 di agosto abbiamo anticipato sulla pagina facebook "Il Frizzo Lucera - On Line" la notizia di un autista del servizio TPL (Trasporto Pubblico Locale) che, preso dalla disperazione perché non riscuoteva lo stipendio da alcuni mesi, decideva di ricorrere all'azione forte di incatenarsi al cancello di accesso alla scalinata che porta agli uffici comunali di Palazzo Mozzagrugno. Non ha voluto farlo nei giorni delle festività patronali per non essere "di disturbo", ma finita la festa ha atteso il pomeriggio del giorno successivo per l'esemplare protesta il cui metodo è abbastanza familiare al sindaco di Lucera.
Bollette da pagare, affitto dell'abitazione arretrato, due figli piccoli, il ricorso spesso a qualche parroco per avere un pacco di pasta o comunque un pezzo di pane per sé, sua moglie e i due bambini.
Ad Enrico si sono avvicinati gli assessori Carolina Favilla e Giovanni Di Croce che si trovavano a scendere dai piani superiori. Si sono fermati qualche istante con il dipendente della Lucera Service – l'azienda che gestisce i due appalti del TPL e dell'Idrico-Disabili-Scuolabus con tanti quesiti ancora irrisolti). La signora Favilla "invita" a non pubblicare la foto che la ritrae con il suo collega: tentativo vano e miseramente destinato a cadere nel vuoto, come il vuoto creato nella vicenda trasporti dall'attuale amministrazione.
Dopo un po' arrivano a sirene spiegate tre auto dei Carabinieri. Da una di esse scende il Maresciallo Massimiliano Martino, il Comandante di Stazione della Compagnia locale che proprio sui trasporti (ma non solo sui trasporti) sta conducendo una approfondita indagine colma di intrecci e di stranezze e di un corposo fascicolo. Il dipendente della ditta dei trasporti viene finalmente convinto dal Comandante Martino a desistere, per il momento, dal proseguire l'azione di protesta, dopodiché si portano presso gli uffici del municipio al primo piano nel tentativo di capire perché l'azienda subappaltatrice non paghi gli stipendi ai lavoratori. Le rassicurazioni del segretario comunale circa una imminente determina di liquidazione da parte del comune alla ditta però non convincono granché, ma nonostante ciò viene deciso di attendere qualche giorno per gli sviluppi. In realtà si tratterebbe solo di una tregua il cui film sembra già scritto, perché il padre di famiglia che si era incatenato avrebbe riferito allo stesso maresciallo Martino che – evidentemente data la situazione di ristrettezze vissuta dall'uomo, contesto certamente condiviso da altri suoi colleghi che stanno vivendo più o meno lo stesso dramma – se entro lunedì prossimo non riscuoterà non ha affatto escluso il ritorno alle catene, e questa volta senza ripensamenti temporanei.
Si diceva delle "rassicurazioni" da parte del segretario comunale. Ebbene a voler riflettere su quello che sta accadendo sull'altro versante rispetto al TPL, specie in quello degli ex lavoratori del servizio scuolabus (fermato inspiegabilmente per un intero anno scolastico) e sulle determinazioni di liquidazioni emesse di recente, si evince come di speranze per quelli del TPL non ve ne siano poi molte, anzi sono talmente ridotte al lumicino che solo un reset della vicenda (leggi rescissione definitiva del rapporto con l'azienda) ed una ripartenza credibile potrebbe ridare serenità ai dipendenti e alla città se non alla stessa politica (se di questa ve ne è ancora un briciolo). Infatti le somme impegnate e liquidate con determinazione del IV settore, vale a dire le ultime equivalenti a circa 33mila euro, nello stesso atto sono state già sottratte alla Lucera Service e destinate a soddisfare le richieste di pignoramenti verso terzi operati dai legali degli ex dipendenti dello scuolabus. La Regione Puglia avrebbe, poi, riconosciuto somme sul servizio per circa 61mila euro che dovrebbero andare a coprire servizi come quello del TPL da giugno a dicembre di quest'anno, ma l'irregolarità del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) lascia ben comprendere come quelle somme risulterebbero pignorate già in partenza dall'ente di riscossione terza, vale a dire Equitalia. Ecco sarà difficile che possa seguire un atto di liquidazione. Primo perché se non sei a posto con il DURC non posso pagarti. Secondo perché pure se lo facessi quelle somme non le vedresti nemmeno. E figurati se quel lavoratore che si è incatenato ed i suoi colleghi che attendono come lui possano mai godere almeno di sfuggita della visione di un centesimo. A meno che non intervengano supreme decisioni che dissuadano Equitalia dall'intervenire. Cosa alquanto difficile se non impossibile.
In tutto questo panorama desolante la politica ha senz'altro le sue colpe, perché non può dire, come spesso fa il sindaco vestendo i panni di Ponzio Pilato, che nelle questioni gestionali non vuole entrarci. Vero, ma nessuno gli ha detto di farlo. Però l'esercizio o il potere del controllo ce l'ha eccome! Perché non l'ha esercitato né l'hanno esercitato l'assessore (soprattutto l'assessore che si è dimesso lasciando il posto a Michele Marucci, vale a dire Francesco Di Battista)? Perché non hanno mai chiesto agli uffici come mai i cittadini (i Suoi cittadini, sindaco) venissero malmenati e fatti scendere dalla circolare? Perché molte richieste sono rimaste inascoltate?
Se si è giunti al punto che anche i lavoratori del TPL, seguendo l'esempio dei dirimpettai (Scuolabus) pare abbiano cominciato a denunciare ogni cosa (anche quelle che fino a prima non erano sapute, come la ricezione di SMS con tanto minacce di licenziamento se non avessero filato dritto, come pure sarebbe accaduto durante alcuni interrogatori presso la caserma dei Carabinieri, addirittura alla presenza di chi sta svolgendo indagini), vuol dire che la misura è colma. Altrimenti tutto finirà in una grande bolla di sapone e tutto sarà stato solo uno scherzo.
intanto a casa di Enrico i due bambini vogliono mangiare. La famiglia di Enrico è isolata dal mondo perché non può permettersi nemmeno una connessione a 56k e la politica continua a dire che non sono fatti suoi.

Roberto Notarangelo



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