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In sala da venerdì 7 aprile con “Il grande silenzio”, di Philip Groning
Cinema d'Essai "Falso Movimento". Spettacoli alle ore 18:00 e alle ore 21:00

Foggia, 04.04.2006 - «Un film che coglie uno dei più grandi misteri terreni: la vita quotidiana in un monastero, seguendo lo scorrere delle stagioni.
Oggi cartolina dalla Germania. In termini di ambientazione sarebbe dalla Francia, ma lo sguardo autoriale è tedesco, la produzione pura, seppur in coproduzione con la Svizzera.
Con il suo Into Great Silence (Verso il grande silenzio), presentato in Orizzonti, l’autore Philip Groning mette lo spettatore di fronte alla voglia di scalare una montagna splendida e suggestiva, che una volta giunti sulla vetta rivela tutta la sua maestosa verità.
Quasi tre ore di film per cogliere uno dei più grandi misteri terreni: la vita quotidiana in un monastero, seguendo lo scorrere delle stagioni. Groning ci conferma lo stato di rinnovata buona salute del cinema tedesco (anche se da noi, come spesso accade, non è arrivato quasi nulla di questo rinnovamento) e del genere documentario, sempre più sinonimo di esplorazione poetica del mondo e di sperimentazione artistica e non più “soltanto” di registrazione del reale.
Se si ha il senso della poesia e la voglia di sperimentare, si possono raggiungere risultati notevoli di suggestione ed evocazione, come avevano già dimostrato grandi maestri del documentario come Flaherty o Joris Ivens e come dimostra oggi anche il lavoro di Groning. Certamente non rivoluzionario come quello dei suoi due illustri predecessori, ma certamente di rara potenza e rigore.
Per accedervi, bisogna saper resistere. Nel tempo e nel silenzio. Per meglio contemplare lo spazio. Piccolo o grande che sia. La sua incommensurabile bellezza.
Per sei mesi Gorin, vivendo da solo come un monaco in una cella e facendo quasi tutto da solo per quanto riguarda la realizzazione del documentario (sceneggiatura, fotografia, montaggio, parte del sonoro), ha cercato di cogliere questo mistero, riuscendo a penetrare la vita dei monaci di uno dei monasteri più famosi ed austeri al mondo: la “Grande Chartreuse”, che sulle Alpi francesi ospita uno degli ordini monacali più antichi, quello dei certosini.
Una fotografia classica, limpida e cristallina, che a momenti si alterna a una fotografia dall’immagine sgranata, talvolta ai limiti dell’astrazione, con qualche punto di contatto con le sperimentazioni visive del maestro russo Alexander Sokurov, più con quelle di “Madre e figlio” che “L’arca russa” (sebbene per Sokurov la natura è sì maestosa e splendida, ma anche immanente e indifferente al dolore umano, l’opposto cioè di quel che appare in questo documentario).
Il procedimento di sgranare l’immagine, come se si volesse far cogliere l’invisibile che ci sta sotto gli occhi, ci sembra la metafora plastica di chi riesce a vedere quel che è invisibile (astratto) agli altri e lo contempla: nel piccolo e nel grande, dall’alto verso il basso. Dalla brocca sul davanzale alla montagna innevata, dalla polvere che galleggia tra i raggi del sole e gli antichi mobili del monastero, al cielo in movimento. E così via.
La contemplazione della bellezza, della grandiosità, dell’armonia presente in tutte le cose e in tutti i momenti della vita, anche un’eventuale cecità: un monaco molto anziano ringrazia Dio per questa esperienza e lo fa con disarmante dolcezza nel monologo che quasi chiude questa lunga esplorazione dei sussurri nascosti tra le pieghe del silenzio, della sua contemplazione.
Un film che parla del sentimento religioso, che esula dalla Chiesa, intesa in quanto struttura di potere: Federico Fellini, che tanto attaccò la Chiesa in quanto tale, spesso parlava della necessità della religiosità personale, intesa nel senso più lato, cioè di viaggio interiore, di riflessione.
Oggi, al di là di tutte le polemiche sul ruolo sempre più invasivo della Chiesa nei confronti della società laica, possiamo dire che una delle cose di “sinistra” che oggi può dire ad un mondo sempre più chiassoso e antiriflessivo è proprio quello di tornare a saper fare le proprie “contemplazioni” e saper “aspettare”. Proprio come il regista di Into Great Silence che, attendendo dal 1984 la risposta dei monaci, alla fine si è visto premiare per questa lunga, ostinata attesa, con un: “siamo pronti”».

Mauro Palma

Per le rassegne in programma la programmazione dei films del week-end sarà sospesa il lunedì non festivo alle ore 20:00, il martedì non festivo alle ore 18:00, 20:00, 22:00 e il giovedì non festivo alle ore 22:00 per le rassegne.
Per maggiori informazioni: Falso  Movimento - Il Cinema - Via  Campanile, 10 Foggia 71100 (Italy) - Tel. 0881/720143 – Telefax: 0881/721112 - www.falsomovimentoilcinema.it - e-mail: falsomovimento@isnet.it

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