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I 100 anni di Roberto Rossellini
Breve rassegna in omaggio a Roberto Rossellini, nel centenario della nascita, al “Falso Movimento”

Foggia, 04.05.2006 - Lunedì 8 maggio si terrà un breve ciclo di film del regista Roberto Rossellini, in programma al cinema d’essai “Falso Movimento” di Foggia, organizzato dal cinema d’essai Falso Movimento e dalla Biblioteca Provinciale di Foggia “La Magna Capitana” Sezioni Immagini & Suoni, nella ricorrenza del centenario della nascita. Il programma della giornata prevede: alle ore 16:00 “Roma città aperta”, alle ore 17:30 “Paisà”, alle ore 19:30 “L’amore”, alle ore 21:00 “Europa ‘51” e infine alle ore 23:00 “Anno uno”.
Roberto Rossellini, sceneggiatore-cinematografico, nato a Roma l’8 maggio 1906 e ivi morto il 6 giugno 1977. Il suo contributo al linguaggio cinematografico è risultato fondamentale per l’elaborazione del cinema moderno, segnando in modo esemplare la stagione neorealista, ma evitando sempre gli equivoci di un realismo banalizzante. Rossellini voleva raggiungere con la macchina da presa gli stessi risultati, la stessa libertà narrativa ottenuti nella storia della letteratura o della pittura.
Libertà espressa in modi diversi: girare per la strada, uso dell’improvvisazione nella recitazione, rifiuto della bella forma per quanto riguarda le immagini, certo – in parte – dettati dalla mancanza di mezzi, ma coerenti con gli scopi da raggiungere.
Cineasta proveniente dalla cinematografia fascista, con un “Un pilota ritorna” (1941), Rossellini riuscì a portare ad un incredibile grado d’incandescenza espressiva la materia della storia recente, il dramma dell’occupazione e della resistenza, l’orrore della guerra.
«La tragicità scaturisce dal modo in cui la spontaneità, ed il libero divenire di una persona, entra in collisione con qualcosa che lo nega». Il nostro programma prevede la proiezione di alcuni tra i suoi capolavori.
“Roma città aperta” (1945), considerato l’iniziatore del Neorealismo, che venne subito acclamato in tutto il mondo e premiato al Festival di Cannes nel 1946 e che rappresentò la messa in crisi del realismo tradizionale e la nascita di un nuovo cinema; mentre il successivo “Paisà” (1946), che ottenne nel 1950 una nomination all’Oscar per il soggetto e la sceneggiatura (scritti dallo stesso Rossellini con la collaborazione di Victor Haines, Marcello Pagliero, Sergio Amidei, Federico Fellini, Vasco Pratolini), costituì l’anticipazione di una visione diretta, quasi “televisiva”, della storia, dove finzione e realtà interagiscono continuamente.
“L’amore” (1948), interpretato dalla Magnani e composto di due episodi (“Una voce umana”, dal monologo di Jean Cocteau, e “Il miracolo”, su soggetto di Fellini), come pure “La macchina ammazzacattivi” (iniziato nel 1948, terminato nel 1951, è uscito solo nel 1952) da un soggetto di Eduardo De Filippo, inaugurano l’approdo a un cinema metafisico, «…dove l’ordine simbolico ha una sua insistenza primaria e si fa oggetto-soggetto di un tempo logico, dove si realizzano pensiero e pensato».
In “Europa ‘51” la profonda crisi di una donna (la Bergman), il suo incontro con il dolore e la solitudine sostanziano con acuta precisione la condizione umana di tutta un’epoca con i suoi interrogativi filosofici.
“Anno uno” (1974). In particolare quest’ultimo è incentrato sui giorni della ricostruzione, con A. De Gasperi lacerato e assediato dalla stessa Democrazia Cristiana.

Falso Movimento – L’Ufficio Stampa
Via Campanile, 10 - Foggia
Tel. 0881.720143 – Fax: 721112
www.falsomovimentoilcinema.it



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