‹‹·········


Guida all'uso
Forum
La redazione
Contatti
Links
Indicazioni utili
In giro per Lucera
Le attività
Strade e contrade
Luceriae Historia
Accade in Provincia


Arte
Letteratura
Musica
Religione
Filosofia
Psicologia
Sociologia
Gestalt
Teatro
Cinema
Televisione
Scienze
Diritto
Economia
Storia
Agricoltura
Ambiente
Mestieri
Fuori orario

Barzellette, detti,
aforismi, metafore e parodie…
Raccontate la vostra
Cinema
| Vai all'argomento principale | Vai all'indice |
Meglio tardi che mai
Finalmente l’Oscar a Ennio Morricone

Varese, 19.12.2006 - Mai Oscar fu più sudato, desiderato e meritato. Ci sono volute oltre trecento colonne sonore e altrettanti film, alcuni dei quali devono la loro fortuna soprattutto alla trama musicale che li accompagnava, per far maturare il riconoscimento dell’ambita statuetta al compositore italiano più amato nel mondo del cinema e dagli spettatori di ogni sala di proiezione.
Roba da non crederci, ma Ennio Morricone non aveva mai vinto un Oscar. Con il riconoscimento ad una carriera lunga quarantacinque anni, con cinque nominations e mai un successo, oggi si pone rimedio ad uno dei paradossi più imbarazzanti per l’Academy hollywoodiana. Il suo ingresso in sala, il prossimo 25 febbraio a Los Angeles, meriterebbe lo squillo di trombe dell’Aida, ma è molto più probabile che sceglieranno uno dei temi più famosi, che meglio ha accompagnato le emozioni di ogni generazione cinematografica.
Troppo facile il ritornello delle colonne sonore per i western all’italiana di Sergio Leone, vere e proprie colonne d’Ercole per il successo del regista romano. Ci piace, invece, ricordare i commenti musicali a capolavori come “La battaglia di Algeri”, con Gillo Pontecorvo, coautore delle musiche oltre che regista d’avanguardia, “Sacco e Vanzetti”, e lo stratosferico successo di Joan Beats, “C’era una volta in America”, “Nuovo Cinema Paradiso” e “La leggenda del pianista sull’Oceano”, i veri e propri concerti sinfonici cinematografici. O ancora il magnifico e suggestivo sottofondo al kolossal televisivo “Marco Polo”.
Ma è con altri due registi, guarda caso entrambi allevati dal “nume” Sergio Leone, che la poliedricità di Ennio Morricone viene messa a dura prova, dando vita a rari esempi di fusion tra sceneggiatura e colonna sonora per fissare degli affreschi cinematografici di scuola classica-popolare con Bernardo Bertolucci e il suo “Novecento”, e di influenza meta-contemporanea con la trilogia degli animali di Dario Argento. Dove le tecniche innovative, per suscitare tensione emotiva nel pubblico, vengono esaltate in thriller-horror come “L’uccello dalle piume di cristallo”, “Il gatto a nove code” e l’indimenticabile “Quattro mosche di velluto grigio”.

Antonio V. Gelormini



Scrivete all'amico
Frizzo

Le risposte
del
Frizzo

Fedro e dintorni
Fiabe e racconti seguiti da un breve commento

…u kunde
nannurke
i ditte de
tatarusse
parle kume t'ha
fatte mammete
Altri servizi

Luoghi da visitare
Il Pensatoio
Vendo & Compro
Oggetti smarriti
Newsletter
F.A.Q.