Siamo in piena estate e non poteva mancare la classica cartolina dei "Saluti da Lucera". D'altra parte, con l'estate, soprattutto con l'approssimarsi del mese di agosto, a Lucera si respira aria di festa. I giorni che vanno, infatti, dal 14 al 16 agosto, sono dedicati alla solenne celebrazione di Santa Maria Patrona, una tre giorni che richiama ancora a Lucera (anche se il fenomeno in verità si è di gran lunga affievolito di intensità e quantità) tanta gente legata alla propria terra d'origine. Ma l'occasione è stata sempre tale che rivivere la passionalità ed il senso della famiglia ritrovata (anche se solo per qualche giorno) è un evento così speciale che non può essere circoscritto da poche semplici parole.
Dal
libretto "Lucera per i giovinetti" (1908)
scritto dal maestro di Scuole Elementari "Gaetano Conte"
Istituti di beneficienza
Ricovero San Giuseppe
Sorse per opera della nobile e generosa signora Maria de Peppo-Serena, presidente della Società per la repressione dell'accattonaggio. Ella fu coadiuvata efficacemente dalle gentili e caritatevoli signore Costanza Cavalli, Albina Fiore, Adelaide Carrescia, Giovannina Schiavone, Giuseppina Dandolo, Clementina Prignano, Elodia Mosca, Irene de Nicastri, Luisa Amicarelli, Carolina Frattarolo, Elisa Buccino, Marcellina Seccia, Leopoldina Napoli, dal vescovo mons. Giuseppe Consenti e dal prof. Gaetano Pitta, che scrisse sul "Foglietto" molti bellissimi articoli contro l'accattonaggio. Questo ricovero, sostenuto dalla carità cittadina e sussidiato dal Comune, dalla Provincia e dal Governo, accoglie 84 accattoni e fornisce giornalmente una buona ed abbondante minestra ad un centinaio di poveri non ricoverati. Vi è annessa una scuola di lavori donneschi, ch'è frequentata da circa 90 ragazze del popolo le quali vengono educate dalle Suore di San Vincenzo de' Paoli, addette al ricovero.
Dispensario chirurgico
Fu aperto nel 1898 dal dott. Francesco Lastaria, professore pareggiato di medicina operatoria, e v'è annesso un ambulatorio pei poveri. Ha una sala operatoria per gl'interventi di alta chirurgia, un ricco armamentario chirurgico, fornito degli strumenti di più recente invenzione, un piccolo museo, in cui si conservano i reperti anatomo-patologico più importanti, e parecchie sale per la degenza degli operati, i quali vi ricevono una cura assidua ed amorosa.
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