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La cartolina del mese di agosto non poteva che essere quella dedicata alla basilica-cattedrale di Lucera e alla relativa piazza duomo, un  luogo talmente suggestivo da meritarsi l'appellativo di "Salotto di pietra" di Capitanata. E proprio in questi giorni la cattedrale si sta "svestendo" della impalcatura che per mesi ne ha avvolto il bellissimo impianto monumentale, per tornare a mostrarsi ai lucerini ed ai visitatori in tutta la sua luce, dopo essere stata ripulita dalla patina del tempo che ne nascondeva il cromatismo plastico in tutti i suoi particolari. L'occasione è quella giusta, poi, considerando l'avvicinarsi dell'appuntamento più sentito che è quello delle festività dei giorni a cavallo del ferragosto lucerino.

Dal libretto "Lucera per i giovinetti" (1908)
scritto dal maestro di Scuole Elementari "Gaetano Conte"

Monumenti

Cattedrale

Questo bellissimo monumento di architettura medievale, fatto edificare da Carlo II d’Angiò, coi materiali della moschea saracena, si cominciò verso il 1300, sotto il vescovo Aimando, e fu completato nel 1302 mentr’era vescovo Stefano I, che la consacrò la prima domenica di ottobre dello stesso anno. La Cattedrale ha tre ampie navate, divise da una doppia fila di 14 alti pilastri di travertino, ed internamente è ricca di marmi e di capolavori preziosi. Vi si ammirano: l’artistico pergamo di pietra, ch’era tomba del marchese Scassa; l’altare maggiore, la cui pietra fu presa dal palazzo che Federico II aveva a Fiorentino; l’altare di S. Rocco e quello di S. Maria Patrona, a destra del quale c’è il bellissimo sepolcro dei Mozzagrugno, nobili lucerini; l’altarino della Vergine Assunta che apparteneva ai nobili Caropresa, e quello di S. Anna, della nobile famiglia Giannini. Nella cappella dei nobili Gallucci – dov’è la statua giacente del fondatore, marchese d’Apice – fra tanti begli affreschi, s’ammira un dipinto rappresentante Gesù in Croce, che si crede di Guido Reni. Anche nella cappella dei nobili Gagliardi e nell’abside dietro l’altare maggiore ci sono dipinti di celebri autori. Presso il bellissimo battistero c’è la statua in marmo di Carlo II d’Angiò, e nella navata di destra, presso la porta d’entrata, c’è una statua giacente che si crede di Pier delle Vigne, segretario di Federico II. Sono degni di nota un organo orchestrale, acquistato dal R. Capitolo nel 1889, che, compresa la tribuna è costato circa 24 mila lire, e un’artistica balaustra in noce, pregevole lavoro della Scuola professionale di Foggia, fatta nel 1906, a spese del vescovo mons. Giuseppe Consenti, in occasione del primo centenario dell’incoronazione della Madonna. La Cattedrale fu dichiarata basilica nel 1834 dal Pontefice Gregorio XVI, mentr’era vescovo di Lucera Andrea Portanova; e nel 1875, per merito di Ruggiero Bonghi, che allora era Ministro della P. I., fu dichiarata monumento nazionale. Nel 1878 fu chiusa per ordine del Ministero della P. I., che nel 1889 fece demolire le cappelle laterali e, nell’agosto del 1892, fu riaperta al culto dei fedeli. Sul campanile, che è alto più di 60 m., vi sono sette campane, la più grande delle quali pesa circa 20 q. e fu fusa durante il sindacato del signor Antonio Granata. Nel Duomo si venera la S. Immagine della Vergine Assunta in Cielo, che gli Angioini trovarono in un tempietto, dove i lucerini l’avevano nascosta per non farla cadere nelle mani dei Saraceni. Nel 1837, la sera dei giorni 12, 13 e 14 luglio, la SS. Vergine girò gli occhi e cambiò il colore della faccia, e dopo questo miracolo cessò il colera che faceva strage della popolazione. La bellissima statua, nel 1806, dal Capitolo Vaticano, fu decorata della triplice corona d’oro.


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