‹‹·········


Guida all'uso
Forum
La redazione
Contatti
Links
Indicazioni utili
In giro per Lucera
Le attività
Strade e contrade
Luceriae Historia
Accade in Provincia


Arte
Letteratura
Musica
Religione
Filosofia
Psicologia
Sociologia
Gestalt
Teatro
Cinema
Televisione
Scienze
Diritto
Economia
Storia
Agricoltura
Ambiente
Mestieri
Fuori orario

Barzellette, detti,
aforismi, metafore e parodie…
Raccontate la vostra

Futuro prossimo venturo.
Catapultiamoci all'8 gennaio 2004

Lucera - Questo il commento che sorge spontaneo dopo queste passate festività, caratterizzate quest'anno dall'inedito addobbo delle strade del nostro Centro Storico. Sì, questa volta i commercianti del Centro hanno tirato fuori le palle, che ci hanno fatto dimenticare gli orribili addobbi degli anni passati. Ve li ricordate quei babbinatali luminosi che facevano il passo dell'oca ad intermittenza? Ci mancava solo una croce uncinata rotante e sarebbe stata la parodia natalizia del Nazifascismo (Heil Babben Natalen!). Alcuni anni fa gli allora amministratori della Città, in occasione delle festività natalizie, installarono in Piazza Duomo degli alberi, di essenza indecifrabile, forse di fico, ARGENTATI, proprio come le pelate dei Rockets (on the road again) che all'epoca furoreggiavano. È proprio il caso di dire che ne abbiamo viste di tutti i colori, ma aldilà degli apprezzamenti di carattere estetico, mi pare che si debba fare qualche riflessione sul messaggio che già dal mese di novembre scorso appariva chiaro: "non se ne può più!", sembravano urlare i Commercianti con le palle appese davanti ai loro negozi. Ma entriamo nel vivo della cronaca: una cellula estremista facente capo ai N.A.P. (nuclei armati pannacciari) ha sostituito, al termine delle festività, le predette palle con dei palloncini dello stesso colore rosso per lanciare un monito palese: "adesso ci avete abbottato le palle". Non si vogliono qui legittimare tali comportamenti, ma non si può neanche bollare come sovversivo o terroristico qualsiasi atteggiamento di dissenso o di malcontento. È invece doveroso chiedersi quali sono le pulsioni che hanno spinto taluni ad intraprendere questa esecrabile azione, in modo da comprendere e capire, per meglio intraprendere la via di un dialogo costruttivo evitando di radicalizzare lo scontro. Proviamo a farlo con la massima serenità. Come noto una trentina di commercianti tra quelli che gestiscono le attività tra piazza Gramsci e Piazza Salandra, e quindi la larghissima maggioranza, chiesero al Sindaco di ordinare la chiusura di questo asse viario almeno nelle ore pomeridiane tra le 17 e le 21 in occasione delle festività. Il traffico veicolare infatti, oltre a soffocare da un punto di vista pneumologico, a loro dire aveva lo stesso effetto sulle loro attività commerciali a causa della impossibilità dei clienti di fermarsi a guardare con calma una vetrina, intrattenersi a chiacchierare o transitare con un passeggino per fare "shopping" col pupo. Il loro era, quindi, un estremo tentativo di arrestare la migrazione dei portafogli verso i lidi più accoglienti dell'Eurospar o della non lontana "Mongolfiera". Questa allegra brigata era capeggiata dal Presidente del neocostituito C.I.V. al quale, in virtù della sua argentea chioma e del suo eroismo, è stata proposta a futura memoria l'iscrizione nel Monumento ai Canuti. Ricordiamo tutti l'episodio della stampella: davanti alla emorragia di clienti si erse eroicamente davanti al suo negozio a lanciò lultima gruccia (stampella) contro un passante proferendo la famosa frase "Tieni, a me non serve più!"
Purtroppo però, come tutti sappiamo, la democrazia può essere usata anche come un'arma, pertanto quei due o tre sparuti sostenitori del traffico raccolsero firme a iosa tra i loro parenti ed amici, anche residenti in zone periferiche della Città, mettendo in serio imbarazzo il nostro amato ed incolpevole Peppino che sappiamo essere salutista fondamentalista, ma anche molto sensibile al consenso generalizzato. La decisione fu presa a maggioranza, con l'esito che tutti conosciamo. Ancora una volta si deve dare atto che la coercizione, ancorché esercitata in nome della democrazia, ha in risposta la violenza: è un fatto.
La pacifica convivenza deve basarsi sul confronto, senza ghettizzare o stringere nell'angolo chi non la pensa come noi, soprattutto quando questi non rappresenta una trascurabile minoranza, ma una qualificata schiera di interessati. Per il prossimo Natale raccomandiamo allora una particolare attenzione anche verso quegli esercenti delle varie attività commerciali che operano in Piazza del Popolo. La Piazza è rimasta spoglia di qualsiasi addobbo natalizio e di conseguenza questi concittadini, vista la scarsa illuminazione e la loro collocazione fuori le mura, sono oramai stati ribattezzati separatisti Skurdi e la Piazza, appunto, Skurdistan.

Joe Wine



Scrivete all'amico
Frizzo

Le risposte
del
Frizzo

Fedro e dintorni
Fiabe e racconti seguiti da un breve commento

…u kunde
nannurke
i ditte de
tatarusse
parle kume t'ha
fatte mammete
Altri servizi

Luoghi da visitare
Il Pensatoio
Vendo & Compro
Oggetti smarriti
Newsletter
F.A.Q.