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Videoconferenza: imprese, Unimpresa, Governo a confronto e ripartenza dopo l'emergenza da Covid-19
Interessante dibattito sul web mentre il Paese sta per ripartire

Italia, 18.05.2020 – Si è tenuta lo scorso 15 maggio una videoconferenza alla quale hanno partecipato alcuni imprenditori dall’Italia e dall’estero e nel corso della quale sono intervenuti anche l’on. Ettore Rosato – Vice Presidente della Camera e Presidente di Italia Viva – e il Vice Presidente Nazionale di Unimpresa, Giuseppe Spadafora. I temi trattati sono stati vari: tra questi, i decreti che si sono succeduti fin dall’inizio dello stato di emergenza determinato dal Covid-19, fino al Decreto Rilancio appena concepito dal Governo, i rapporti con le banche e l’accesso al credito, la perdita delle commesse, la cassa integrazione e le prospettive per la ripartenza dopo questa fase di blocco in tutti i settori. L’evento “in Rete” è stato organizzato da “Father & Son – Produzioni Cinematografiche” di cui è Presidente Maurizio Merli.
Queste che seguono le aziende che hanno partecipato al confronto:

1) Giuseppe Andreozzi, titolare della MGM Srl di Corridonia. Produce lamierati per auto. Lo stabilimento si estende su di una superficie di 40.000 mq ed occupa circa 45 addetti. È presente sul mercato da oltre 50 anni.
2) Fulvio Campagnuolo, professionista di lunga esperienza. La sua società di ingegneria, la "Campagnuolo & Associati" conta oltre 20 anni di attività e vanta incarichi prestigiosi, non da ultimo l'attuale realizzazione in Qatar di diverse opere per conto della Leonardo Spa. Campagnuolo è anche membro della Camera di Commercio Italiana in Qatar.
3) Maurizio Merli, attore e regista (è presidente della “Father & Son – Produzioni Cinematografiche”) oltre che proprietario di tre scuole di infanzia a Roma (le Miki House) che occupano complessivamente 22 dipendenti.
4) Matteo Mazzocco, proprietario della General Ricambi Spa, azienda del Lodigiano che produce ricambi auto tra cui pinze per freni, scatole sterzo, semiassi ed altro. Occupa circa 150 addetti, possiede 9 depositi tra Spagna e Italia ed una rete distributiva capace di servire 70 paesi in tutto il mondo.
5) Vito Colamonaco, titolare dell'azienda MediaComm che si occupa di prodotti e servizi per la comunicazione visiva, la stampa digitale e gli allestimenti fieristici. È fondatore della piattaforma di e-commerce Yesweprint.it ed ex assessore al comune di Santeramo in Colle (Ba) alle Finanze, Bilancio, Ambiente e Patrimonio. Tra le principali attività realizza tutto il materiale pubblicitario e da imballo per la filiera del salotto ( ad es. Natuzzi). È presente sul mercato da oltre 15 anni.

È emerso innanzitutto che il bonus 110 per cento «evidentemente non porterà alcun beneficio per le piccole e medie imprese, come ha sottolineato Spadafora, semplicemente perché per come è stato concepito il decreto, quest’ultimo facilita l’accesso diretto delle grandi organizzazioni imprenditoriali che hanno già la possibilità di utilizzare il credito d’imposta, pertanto, le soluzioni fin qui viste sarebbero solo sulla carta e si sapeva già che i 400 miliardi non c’erano».

In secondo luogo, come ha sottolineato Rosato in riferimento al confronto con l’approccio avuto dalla Germania rispetto all’emergenza, «il rapporto debito/PIL con l’Italia ha cinquanta punti di differenza, cioè, la prima può assumere uno straordinario debito senza accorgersene e hanno tassi negativi sul debito, mentre la seconda è in una situazione diametralmente opposta, quindi purtroppo il confronto con la Germania su queste materie è molto difficile, soprattutto considerato che questa negli ultimi anni ha fatto politiche che hanno consentito di ridurre il debito». Rosato si è detto, inoltre, molto preoccupato per una crisi economica che «si prospetta come la più grave che l’Italia abbia mai vissuto nella sua storia repubblicana», nonché degli effetti devastanti sul tessuto imprenditoriale italiano, in riferimento alle grandi imprese ma anche a tutto quel tessuto commerciale e del settore ricettivo, alberghiero e turistico, che «soffrirà una crisi che non si esaurisce nelle le prossime settimane, ma durerà a lungo, perché c’è un settore, sul quale qualcuno ha anche giocato nelle settimane passate, che si chiama “paura” e che influirà sulle scelte ed in particolare sul turismo, un pezzo importantissimo dell’economia italiana oggi messo in discussione». Considerato ciò, «ci sono stati provvedimenti che però sono cerotti sulle ferite, non lo strumento con cui far ripartire l’Italia: dobbiamo riuscire a sbloccare risorse bloccate, rinviare le tasse, fare la lotta alla burocrazia che blocca le imprese».
Agli imprenditori che per l’occasione hanno sottoposto le loro doglianze ed avanzato interessanti proposte, il Vice Presidente della Camera ha rivolto le seguenti parole: «Io penso che le vostre voci siano le più importanti per assumere decisioni, nel senso che quando uno rappresenta la difficoltà di accesso al credito e quella di rapportarsi alla burocrazia, quelli del nostro partito ne sono già consapevoli, tanto che l’ultima battaglia portata avanti nell’ultimo Consiglio dei Ministri è consistita nel convincere che le risorse non andavano messe con qualche astruso meccanismo delle imprese, ma bisognava tagliare l’IRAP, ottenendo in tal modo un risultato immediato nei conti delle aziende, altrimenti la burocrazia dell’emergenza ammazza qualsiasi velocità di riprendere». Rosato ha chiarito altresì che questi “cerotti” (dal Qatar l’ing. Fulvio Campagnuolo ha replicato che «ad un braccio amputato non si può certo porre rimedio con un cerotto») servivano unicamente a dare delle risposte a chi non aveva reddito, ma «c’è anche da dire che nord e sud non sono la stessa cosa per quanto concerne l’accesso al credito, infatti al sud è più complicato».
Nel corso della videoconferenza, tra l’altro, uno degli imprenditori ha rivolto un appello a Rosato: «Vorrei che il governo italiano si facesse promotore di un ordine del giorno monotematico presso l’UE che preveda l’utilizzo del fondo perduto: penso che possa essere una grossa spinta per far ripartire l’economia; altra proposta che potrebbe essere interessante è lo sgravio fiscale e contributivo totale per i giovani neoassunti, perché in Europa c’è una disparità fiscale incredibile: vorrei che l’onorevole prendesse a cuore la questione e ci desse delle risposte».
La replica di Rosato: «Abbiamo autorizzazioni dell’UE a fare operazioni di questo tipo, quindi sono d’accordo con questa formula: bisogna trovare la modalità per far arrivare subito le risorse alle aziende che ne hanno diritto, ma poi ci sono anche le competenze delle regioni ed accanto a queste occorrono quelle pubbliche sugli investimenti utili». Il Presidente di Italia Viva ha tenuto poi a far notare, in chiusura, che si sta assumendo un debito pubblico di una dimensione ciclopica che pagheranno coloro che verranno dopo.
Puntuale e critica la voce di Unimpresa, con il Vice Presidente Giuseppe Spadafora che ha evidenziato come il credito d’imposta «può chiederlo l’azienda, per esempio, il 16 del mese prossimo in F24, ma voglio vedere come potranno farlo le aziende che non hanno fatturato negli ultimi tre mesi». Vi è, ancora, la mannaia del CRIF sempre pronta a colpire paradossalmente anche gli imprenditori che siano nella condizione di chiedere il credito. Tra le soluzioni per far ripartire il cuore produttivo del Paese, inoltre, ha suggerito di «uscire assolutamente da “Basilea 2”».

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