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“Glicemia299, la dolcezza può uccidere”
L’associazione culturale Neart presenta una personale di Gianni Pitta

Lucera, 11.03.2010 - “Glicemia 299, la dolcezza può uccidere”. È il titolo della personale d’arte contemporanea dell’artista lucerino Gianni Pitta che si terrà da sabato 20 (alle ore 20:00 l’inaugurazione) a lunedì 29 marzo nella location di Piazza Mercato n. 24 a Foggia (orari: h. 10:00-12:00, h. 18:00-22:00) e curata da Valentina Maria Cianci. La mostra, patrocinata dalla Regione Puglia, dalla Provincia di Foggia e dal Comune di Foggia, conta sui contributi critici di Chiara Canali, Dario Damato e Mario Corfiati.

«Si tratta della collezione delle opere più recenti dell’artista, realizzata graffiando i pannelli e i colori con folti intrecci di rovi e ramoscelli secchi. La tecnica non lascia tregua al piano, che si impregna di acrilici accesi ed intensi. È carica di segni, densa negli spazi ed egemonica nelle figure. Lo spettatore stesso è presto immerso nell’opera, ne vive la natura espressiva e di volta in volta è contagiato dal carattere dei soggetti o della scena. È sottile l’equilibrio tra i tratti onirici di questa pittura spontanea, illustrativa ed il senso del reale e del materico che trasmette. La dolcezza dei temi è inconscia e fatica a manifestarsi. Si percepisce sotto la corteccia. Scorre nelle vene, ma si nega in superficie. Glicemia è un’installazione aggressiva e allo stesso tempo timida. Intima, ma anche urlata, esaltata, rivoltosa. È indipendente, ma anche fortemente legata all’animo e agli occhi di chi la guarda. L’osservatore può scegliere l’autonomia del significante o il significato, può vivere la dimensione teatrale di queste opere o la malinconia, l’euforia, le sensazioni sotto pelle».

Valentina Maria Cianci, curatrice

 

«Le turbolenze espressive di strani personaggi dai volti contorti e dai denti digrigni, le primitivistiche immagini di facce animalesche e selvagge richiamano una vena infantile attraverso la quale la natura produce visioni magiche e tradisce i profondi e primigeni istinti dell’artista.
In questa pittura spontanea e aggressiva, che conserva un’impronta figurativa carica di spunti ironici, grotteschi ed infantili, Gianni Pitta esprime la violenza del colore e l’emotività di un gesto edonistico. In questa pittura impulsiva e diretta dove la forma del gesto rimane fresca e incorruttibile per lo spettatore, Gianni Pitta dà sfogo alla sua glicemia di colori voluttuosi e vibranti».

Chiara Canali

«Pitta nell’esecuzione delle sue ultime opere è stato capace di costruirle, coniugando in un solo impianto artistico, in un unico percorso e teorema pittorico, i capitoli della grande astrazione con le lezioni del grande superrealismo. È quindi capace di tracciare ancora una nuova via di ricerca, dando impulso e speranza alle generazioni artistiche più giovani, dimostrando, di fatto, che la ricerca può continuare e che la via da lui percorsa può essere ancora l’inizio di un nuovo tracciato artistico e ciò non è poca cosa».
Dario Damato
«Nelle immagini che Gianni Pitta ci offre si percepisce chiaramente la prorompente vitalità espressiva di un artista che ha scelto di farsi invocare, è il caso di dirlo, dalle forze schiette dell’invenzione immediata di forme nate dal suo immaginifico universo, aperto alla condivisione di quelle emozioni così rare oggi, fatte di ostinata e disarmante comunicativa, immerse nello spazio fantasioso di un mondo intimo che aspira alla bellezza della passione».

Mario Corfiati

Gianni Pitta è nato a Lucera il 2 agosto del 1963. Si laurea in architettura al Politecnico di Milano. Studioso del colore si dedica con passione alla pittura, alla fotografia e al design industriale. Alla metà degli anni novanta vince alcuni concorsi di pittura e si mette in mostra come un sicuro talento del panorama artistico italiano. Fonda con altri giovani l’associazione “Alternativa Arte” ed aderisce al gruppo sinestetico internazionale.

near.contemporary.art@gmail.com



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