Petizione per l'Alghisa e per il monitoraggio della qualità dell'aria a Lucera
L'iniziativa, annunciata per mezzo di un comunicato stampa che qui pubblichiamo, è organizzata dall'Associazione "Noi Donne di Capitanata" e dal "Comitato Intercomunale per la Tutela e la Salute del Territorio" che chiedono le dimissioni dell'assessore all'ambiente Francesco Antonio Forte
Lucera, 29.08.2008 - «A seguito dell’incontro-dibattito organizzato in piazza Duomo l’1-8-2008 dalla “Associazione Noi donne di Capitanata” e dal “Comitato Intercomunale Salute e Territorio”, sul tema “Gomorra lucerina e dei Monti Dauni”, ci facciamo interpreti, con la petizione popolare di domenica 31 agosto e 7 settembre prossimi, in piazza Duomo, delle sollecitazioni pervenuteci da tanti cittadini per chiedere alla Amministrazione Pubblica, per tanti versi inadempiente e sorda alle problematiche ambientali che insistono sul nostro territorio da troppo tempo a scapito della qualità della vita e della salute, di attivarsi per l’installazione della centralina fissa per il monitoraggio dell’aria come la legge prescrive.
L’assenza, infatti, di una rete di monitoraggio fissa a Lucera, secondo il rapporto di “Agenda 21” rappresenta “un’anomalia” che disattende al D.M. n. 60 del 2-4-2002.
L’installazione della centralina fissa è tanto più necessaria ed urgente in quanto dai rilievi dell’ARPA regionale, la nostra città è inserita nella fascia dei comuni che superano i valori limite per emissioni non solo da traffico ma da impianti industriali. Perché Lucera ha la stessa aria di Brindisi e Taranto pur non avendo impianti industriali? Da cosa deriva l’inquinamento?
Nel territorio di Lucera, a dispetto della cartellonistica che sbandiera la nostra “città d’arte”, insistono “altre” realtà sottaciute e coperte dal silenzio stampa ed istituzionale che, di fatto, la accerchiano con rifiuti tossico-nocivi-pericolosi. L’Alghisa, a pochi chilometri da Lucera, è un bubbone a cielo aperto, “dimenticato” da tutte le Amministrazioni ed assessori all’ambiente che si sono succeduti negli ultimi 10 anni. Ne chiediamo l’immediata messa in sicurezza con i fondi stanziati molti anni fa (50.000 euro) dalla Provincia e che, ad oggi, non sappiamo quali altre strade abbiano percorso, visto che nessuna messa in sicurezza è stata adottata.

Nel rimaneggiamento indecoroso, per contenuti e metodi, dell’attuale Amministrazione, a ragion veduta, potrebbe trovare spazio, anche, un cambio, sulla attuale poltrona assessorile dell’ambiente, di persona più qualificata a tutelare il territorio e, quindi, la nostra salute.
Infatti, è di pochi giorni fa l’indagine effettuata dall’Osservatorio epidemiologico regionale che certifica, tra l’altro, l’alta incidenza tumorale nel Sub Appennino Dauno e nella Provincia di Foggia che si caratterizza per l’alta percentuale di leucemie e tumori al fegato (23 Comuni sono al di là del 40% della media regionale!).
Chiediamo, perciò, nella nostra petizione popolare, un’indagine epidemiologica accurata da parte di Istituti qualificati e super partes (le indagini “alla Lachimer”, come è avvenuto per Giardinetto, non ci interessano, specie se controllati e controllori possono insistere negli stessi organismi di mutuo soccorso tra di loro).
Scoraggiare gli inquinatori o “gli untori”, come efficacemente sono stati definiti nel Consiglio Comunale di Troia, significa, anche, costituirsi parte civile nei processi che interessano il continuo inquinamento del territorio in cui è collocata la nostra Città.
Un deterrente, questo, efficace a scoraggiare l’assalto delle ecomafie, perché verrebbero colpite nell’unico valore in cui credono: il danaro.
Pertanto chiediamo, nella nostra petizione, che l’Amministrazione si costituisca parte civile nel processo avviato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere sull’indagine “Chernobyl” che riguarda, anche, il nostro territorio nelle contrade Sequestro-De Iulio e Vado-Leone.
Ai cittadini di Lucera chiediamo di sottoscrivere numerosi la nostra petizione per rendersi attivi difensori del nostro territorio e della nostra salute».
Associazione "Noi Donne di Capitanata"
"Comitato Intercomunale Tutela e Salute del Territorio"
scrivi a: info@ilfrizzo.it
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