‹‹·········


Guida all'uso
Forum
La redazione
Contatti
Links
Indicazioni utili
In giro per Lucera
Le attività
Strade e contrade
Luceriae Historia
Accade in Provincia


Arte
Letteratura
Musica
Religione
Filosofia
Psicologia
Sociologia
Gestalt
Teatro
Cinema
Televisione
Scienze
Diritto
Economia
Storia
Agricoltura
Ambiente
Mestieri
Fuori orario

Barzellette, detti,
aforismi, metafore e parodie…
Raccontate la vostra

Risultati dell’indagine sul consenso sociale all’energia eolica
Primi risultati di WindIT, osservatorio nazionale del settore eolico di “NE Nomisma Energia”

Bologna, 06.10.2008 - In occasione dell’apertura della Fiera ZERO EMISSION 2008, NE Nomisma Energia annuncia i primi risultati di WindIT, Osservatorio nazionale del settore dell’energia eolica.
Dai primi dati provvisori per il 2008 è da attendersi una sostanziale riconferma delle prestazioni del settore registrate nel 2007: con un incremento del 25%, il settore eolico italiano potrebbe passare superare la soglia dei 3.400 MW a fine 2008. In termini assoluti, con un incremento di potenza installata di 650-700 MW che si andranno a sommare agli esistenti 2.727 MW, verrebbe quindi superato il record del 2007 in cui si sono installati ben 600 MW.
Secondo Giuseppe Mastropieri, responsabile dell’Osservatorio WindIT «…dalle simulazioni di NE sulla base dei progetti autorizzati, nel 2009 la crescita del settore potrebbe rivelarsi decisamente più sostenuta grazie alla realizzazione di interventi di potenziamento della rete elettrica nazionale e alla riduzione dei tempi di fornitura delle turbine: la capacità installata potrebbe infatti attestarsi in un range tra 4.100 e 4.300 MW».
Al 2012 il contributo dell’eolico potrebbe raddoppiare rispetto ai livelli attuali, in uno scenario di simulazione basato sul consolidamento dell’sistema di incentivazione la potenza eolica installata potrebbe raggiungere 6.100 MW, di cui 320 MW derivanti dal ripotenziamento degli impianti esistenti e 180 MW dai primi parchi offshore. «Sulle forti potenzialità di sviluppo dell’eolico – commenta Alessandro Bianchi, amministratore delegato di NE – pesano soprattutto le incertezze derivanti dal meccanismo di mercato dei certificati verdi e l’instabilità delle governance regionali spesso influenzate da veti locali come nel caso dell’offshore».
Dall’analisi dei tempi autorizzativi risulta che tutte le regioni sono distanti dalla previsione dell’Art. 12 del D.lgs. 387/2003 di 6 mesi come tempo massimo per il rilascio delle autorizzazioni: 16 mesi in Campania, 18 in Calabria, 23 in Sicilia, mentre in Puglia per ottenere una autorizzazione sono necessari mediamente quasi 25 mesi, senza considerare il Molise dove i tempi si allungano a 28 mesi.
In Sardegna il settore è praticamente fermo dal 2004, mentre in Basilicata nel mese di giugno sono stati emessi ben 68 dinieghi alle autorizzazioni. Esistono inoltre Regioni che non hanno ancora recepito nella propria normativa regionale l’autorizzazione unica prevista dal D.lgs. 387.
Per giunta i tempi di autorizzazione, pur nelle differenziazioni regionali, sono destinati a crescere anche a causa di un numero eccezionalmente alto di richieste per circa 40.000 MW, spesso presentate da sviluppatori locali interessati al commercio delle autorizzazioni.

Risultati dell’indagine sul consenso sociale all’energia eolica

Anche sul versante del consenso sociale degli impianti eolici, NE Nomisma Energia presenta in anteprima i risultati di un’indagine condotta insieme a Delos Ricerche che ha interessato la popolazione di 58 comuni, di cui 43% con impianti già installati, mentre 53% interessati da proposte di parchi eolici – sia onshore (47%) che offshore (10%).
Nonostante una diffusa presenza di fenomeni di contestazione rilevati sui media locali per il 50% dei comuni analizzati, il riscontro della popolazione ha evidenziato un forte consenso rispetto ai parchi eolici: 79% nella aree in cui già sono presenti impianti che sale all’87% nelle aree interessate da progetti di nuovi eolici.
Secondo Mastropieri «…a dispetto della sindrome nimby, che appare spesso mossa strumentalmente nel dibattito politico locale, l’opinione pubblica dei Comuni del vento mostra una spiccata sensibilità ambientale»: tra i maggiori benefici derivanti dagli impianti il 32,6% degli intervistati pone la riduzione delle emissioni inquinanti e dei gas serra, il 24,3% la diffusione delle tecnologie rinnovabili sul territorio e solo al terzo posto, con il 14,4%, le royalty per l’amministrazione comunale.
Tra gli aspetti che più preoccupa la popolazione locale vi è l’impatto paesaggistico (26%).
Anche l’inquinamento elettromagnetico ed acustico sono punti di attenzione, anche se la percentuale si riduce notevolmente nei comuni che già convivono con gli impianti (dal 13,8 all’8,3% per l’impatto acustico, dal 15,5 all’11,6% per l’inquinamento elettromagnetico) evidenziando la necessità di una più corretta informazione da parte delle istituzioni scientifiche, degli enti locali e delle imprese.
Infatti ben il 74% dei cittadini intervistati sostiene di non aver ricevuto sufficiente informazione in merito al parco eolico e oltre il 52% dichiara di non essere al corrente se l’amministrazione comunale riceverà o meno benefici dall’installazione degli impianti.
«Per sostenere l’intenso sviluppo dell’eolico – conclude Bianchi – nelle aree più ventose d’Italia risulta inscindibile una corretta pianificazione del territorio nell’ambito di regole certe», infatti il 42,5% del campione reputa opportuno fermarsi all’installazione di un solo impianto nel proprio comune.

NE Nomisma Energia - Bologna

scrivi a: info@ilfrizzo.it



Scrivete all'amico
Frizzo

Le risposte
del
Frizzo

Fedro e dintorni
Fiabe e racconti seguiti da un breve commento

…u kunde
nannurke
i ditte de
tatarusse
parle kume t'ha
fatte mammete
Altri servizi

Luoghi da visitare
Il Pensatoio
Vendo & Compro
Alla ricerca di…
Newsletter
F.A.Q.