Emergenza rifiuti, bloccato l’ingresso all’impianto per carenza di autorizzazione
Valentino: «Attendiamo una deroga dalla Regione e garanzie finanziarie dai debitori»
Cerignola, 24.10.2008 - «Non siamo in grado di applicare l’ordinanza con cui l’Amministrazione provinciale autorizza lo smaltimento dei rifiuti di Foggia, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Rignano Garganico, San Giovanni Rotondo e Zapponeta nella discarica di Cerignola-Forcone Cafiero, perché non è compatibile con l’autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Regione Puglia».
Per questa ragione, il presidente del Consorzio di Bacino Fg/4, Matteo Valentino, ha inviato una comunicazione agli uffici dell’assessorato regionale all’Ecologia e dell’assessorato provinciale alle Risorse Ambientali per segnalare che «…non è tecnicamente possibile provvedere al trattamento preventivo (biostabilizzazione) allo smaltimento in discarica dei rifiuti oggetto di ordinanza, né tantomeno accantonare provvisoriamente gli stessi rifiuti per poi destinarli al trattamento in quanto non si avrebbe mai la possibilità di trattare successivamente i rifiuti dato che il conferimento da parte dei Comuni dell’ATO FG/4 è giornaliero, ed in secondo luogo, l’impianto di Cerignola non dispone di aree di stoccaggio autorizzate per l’accantonamento provvisorio».
Detto in altri termini, «…se facessi entrare il camion di uno dei Comuni in emergenza – esemplifica Valentino – i NOE potrebbero sequestrare la discarica e, per davvero, la Capitanata precipiterebbe nell’emergenza».

Alle motivazioni tecnico-legali, di carattere generale, si aggiungono quelle finanziarie relative ai rapporti tra il Consorzio e alcuni dei soggetti autorizzati allo sversamento nella discarica di Cerignola. «Per far fronte all’emergenza – spiega il presidente del Consorzio – la società SIA deve raddoppiare il personale, garantire un ciclo di lavorazione 24 ore su 24, utilizzare le macchine per un numero doppio di ore lavoro. Avendo alle spalle l’esperienza del 2007, sarà consentito l’accesso ai camion provenienti dai Comuni che hanno pagato il dovuto». Vale a dire, tutti ad eccezione di Foggia, perché il Consorzio attende ancora il pagamento di 1,2 milioni dal Comune capoluogo e 666.000 euro dalla società Amica. Tra i morosi rientra anche l’Amministrazione comunale di Zapponeta, con un debito di 46.000 euro, ma «…il sindaco mi ha personalmente garantito il pagamento immediato del 50% della somma e non ho motivo di dubitarne».
«Per evitare tutta questa confusione e questi problemi sarebbe bastata una consultazione preventiva tra la Provincia e il Consorzio – conclude Matteo Valentino – ma a Palazzo Dogana hanno preferito operare in assoluta solitudine; commettendo un grave errore tecnico-amministrativo che sta provocando non pochi problemi a noi e ai Comuni già penalizzati dall’emergenza».
S.I.A Società Centro di recupero
Igiene Ambientate e smaltimento
Consorzio Bacino FG/4 a r.l. rifiuti “Le Cicogne”
Azienda certificata ISO 9001 – 14001
Cerignola (Fg)
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