Un bel territorio da promuovere? Mah!
E intanto nei luoghi "salottieri" si continua a decantare la "cultura" come elemento caratterizzante dei nostri luoghi (Lucera è un esempio eloquente di questa pia illusione)
Lucera, 29.12.2008 - Un lettore ha scritto al Frizzo allegando delle fotografie che riproducono uno "spettacolo" degno della miglior cultura offerta spesso da certa nostra gente. Mentre parliamo di promozione del territorio e di turismo paesaggistico, nella convinzione che tanto belli siano questi nostri luoghi, viene da chiedersi in che modo lo si voglia fare se ad "offrirsi" agli occhi dei nostri potenziali visitatori sono spesso brutture come quelle segnalateci e che infestano ormai l'intera provincia di Foggia. Probabilmente sono i veri "prodotti tipici" della nostra area turistica.
«Questa è parte della situazione attuale della Strada Statale 16 nei pressi di Foggia – fa rilevare l'attento osservatore –, è una discarica abusiva “autorizzata”. Io dico “autorizzata” perché quando percorro quella strada spesso vedo gente (delinquenti) che con camioncini vari scaricano sulle piazzole di sosta. Ora mi chiedo: se io li vedo, perché non vengono “visti” anche dalle AUTORITÀ (Polizia Stradale, Carabinieri e quant’altro) che spesso percorrono quella strada? Pensate che sia una cosa normale? Io credo proprio di no. Voi cosa ne pensate? Mi piacerebbe che queste foto le vedessero gli enti di controllo preposti come l’ANAS a tutti gli altri. Che immagine diamo di noi e della nostra società a eventuali turisti che circolano sulle nostre strade?».

Infatti. È un'immagine piuttosto distorta rispetto a quanto l'epoca dei POR, dei progetti e delle grandi ambizioni riesce a garantire. Continuiamo ad essere "ciechi" e presi dalla illusione di sentirsi nobili nell'animo e forti di una cultura ormai utile solo a riempirsi la bocca. Ma nei fatti…
Non c'è un solo luogo delle periferie che circondano i centri abitati (ma anche nel cuore di questi succede di tutto senza che nessuno, istituzioni comprese, sembra accorgersi di quel che accade) esente da paesaggi o panorami deturpati da discariche d'ogni genere. Basta farsi un giro per le zone rurali di Lucera per rendersi conto di quali scempi offendono le nostre terre. Oppure basta affacciarsi dalle parti del ponte di raccordo in prossimità di Foggia, dove tornando indietro ed imboccando la doppia corsia per Lucera, guardando a destra, sulla complanare, troviamo un cocktail di rifiuti lungo circa un chilometro che fa veramente vomitare.
E poi ci si povoneggia con la "Cultura"!
Altro che "Area Vasta"! Altro che mediterraneo da godere! Altro che turismo paesaggistico! Al pubblicitario a cui viene commissionato un depliant illustrato che metta in evidenza le bellezze del nostro territorio toccherà compiere sforzi enormi nell'uso dei programmi di fotoritocco. Dovrà eliminare tutto lo schifo che gli si para davanti per restituire all'osservatore (ingannato!) una immagine "pulita" dei nostri siti, della nostra natura. Dovrà eliminare non poche torri eoliche dalle foto per presentare un paesaggio degno di entrare a far parte di un percorso turistico. Ha ragione anche un altro lettore, a questo punto, che scrive: «Esimio Direttore, ho letto con attenzione la risposta data dal Sig. Pasquale Trivisonne al Geom. Lanfranco Damiani (leggi i contenuti), nonchè la Sua opinione in merito ai contenuti di detti interventi. È mia opinione e convinzione, che in luogo delle pale eoliche sarebbe meglio ed opportuno dirottare gli interventi verso l'installazione di pannelli solari nei terreni di proprietà del Comune di Lucera. Così operando, si creerebbero molteplici posti di lavoro per i disoccupati di Lucera; non ci sarebbe scompiglio né danno all'ambiente e al panorama ecc. Inoltre il Comune, quale unico gestore degli impianti e della distribuzione dell'energia elettrica così prodotta, vedrebbe incrementate le proprie entrate, senza dover essere soggetto elemosinante, presso gli eventuali gestori dell'energia prodotta con le pale eoliche. Non le pare??? La ringrazio per l'ospitalità ed invio ad Ella ai Suoi Collaboratori, felicissimi auguri di Buon 2009».
Eppure basterebbe aprire un po' di più gli occhi per rendersi conto che con questi presupposti parlare di turismo diventa veramente un modo come un altro per vendere un prodotto scaduto o decadente.

Eppure il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di sforzi non si può certo dire che non ne faccia per combattere fenomeni non solo di questo tipo. Si pensi che questo è solo quel che è sotto gli occhi del cittadino in maniera più lampante. La Capitanata nell'ultimo ventennio è stata presa letteralmente d'assalto da affaristi senza scrupoli che hanno sversato di tutto nel sottosuolo impunemente, spesso contando addirittura sulla "indifferenza" di diversi strati e gerarchie istituzionali che avrebbero dovuto garantire il controllo e la prevenzione per il tanto conclamato "bene comune". E i risultati negativi li si può riscontrare nei numerosi tumori provocati probabilmente da questa incuria nata spesso dalla più inspiegabile ed assurda complicità.

E intanto nei luoghi "salottieri" si continua a decantare la "cultura" come elemento caratterizzante dei nostri luoghi (Lucera è un esempio eloquente di questa pia illusione). Una decantazione che funge quasi da morfina, da effetto ipnotico affinché gli occhi non vedano la nuda e cruda realtà di certe scene riluttanti (campagne-pattumiera, abusivismi d'ogni genere fuori e dentro le città…). Sembra quasi un voler indurre i cervelli ad un letargo senza fine, durante il quale a prendere forma sono soltanto le cose più belle.
Eppure quelle brutte e numerosissime sono sempre lì.
Ma chi dorme non vede. Sogna.
Per la gioia di chi non vuol essere disturbato.
Roberto Notarangelo
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