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Timori e dubbi del WWF crescono a dismisura a proposito della discarica di rifiuti speciali da impiantare a Lucera
Nella lettera inviata al sindaco, al presidente del consiglio ed ai consiglieri comunali il WWF chiede: «Quali sono gli interessi per dire sì alla discarica? Non, certamente, quelle poche centinaia di euro che si risparmierebbero per eliminare un contenzioso su un piccolo tratto di recinzione»

Lucera, 27.10.2005 - «La locale sezione del WWF è già intervenuta, con lettera del 12 ottobre 2005, in merito alla discarica per rifiuti speciali, che si vorrebbe impiantare nel Comune di Lucera in contrada Del Sordo Sequestro, manifestando totale dissenso che, alla luce di quanto di seguito riportato, si è, se possibile, ulteriormente rafforzato.
Dalla lettura di un’altra piccola parte di documentazione nel frattempo pervenuta, infatti, alle forti preoccupazioni espresse in quella nostra comunicazione, se ne deve aggiungere un’altra proprio sul sito prescelto.

1. Fin dal 1994 il Comune di Lucera, in una comunicazione al Presidente della Commissione Provinciale di Individuazione dei siti di discarica, si opponeva alla ubicazione di una discarica in contrada Del Sordo Sequestro perché:

- “al di sotto dello strato sabbioso vi è uno strato di transizione che appare fratturato e stratificato, con probabili problemi di tenuta idraulica che potrebbero riguardare anche il fondo”;
- è necessario “porre in opera strati di impermeabilizzazione artificiale con problemi di efficienza della medesima nel tempo”;
- “a valle del sito si rinviene la presenza di un pozzo perenne, che, essendo sottoposto altimetricamente allo stesso, rappresenta un forte rischio di inquinamento in caso di rottura dell'impermeabilizzazione con paventato scorrimento del percolato sul tetto delle argille”;
- “la L.R. 17/93 non consente l’ubicazione di nuove discariche sul sito di quelle esistenti ed incontrollate”
, discarica effettivamente esistente in adiacenza

2. inoltre dalla determinazione del dirigente del settore ecologia dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Puglia si legge:

- “come più volte evidenziato, a destare maggiore preoccupazione erano le caratteristiche idrogeologiche dell'area in esame e le soluzioni tecniche proposte per drenare la falda superficiale, sicuramente intercettata dalle operazioni di scavo per la realizzazione del catino della discarica”.

Tutto il parere ruota intorno alla descrizione dei sistemi di protezione che, solo sulla carta, possono sembrare sufficienti, ma che sono di difficile realizzazione e, soprattutto, di quasi impossibile manutenzione per il lunghissimo periodo per il quale devono funzionare. La discarica verrà riempita in cinque anni, ma i rifiuti rimarranno… per sempre e per sempre devono funzionare i sistemi di protezione della falda.
Quali garanzie ci sono che un sistema di protezione della falda possa durare per lo stesso periodo?
Chi può garantire che nel corso dei prossimi decenni l’argilla non si comporti, come normalmente fa, in presenza di oramai frequenti e continue variazioni igrometriche, muovendosi e tranciando tutti i sistemi di protezione previsti e provocando l’inquinamento della falda?
Chi si è ricordato del pozzo perenne presente a valle e dei due torrenti vicini al sito, il Triolo ed il Salsola che sfociano nel Candelaro, e che rischiano di rimanere irrimediabilmente inquinati con un danno enorme per le vastissime aree agricole interessate?
Chi garantirà sulla sicurezza dei prodotti alimentari che verranno sulle nostre tavole?
Chi garantirà per la nostra salute e per quella dei nostri figli?
Una volta riempita la discarica e scaduta la convenzione, chi farà i controlli periodici e dovrà intervenire a fare manutenzione, che si preannuncia costosissima, sarà sicuramente il Comune.
E con quali soldi, visto che la miseria che otterrà in base agli accordi di convenzione non sarà sufficiente neanche a pagare i monitoraggi?

3. Quanto, poi, ai rifiuti che dovremmo portare noi Lucerini con tariffa di favore, si sottolinea che, sempre dalla determinazione dell’Assessorato all'Ambiente, si apprende che la ditta proponente “rinuncia a realizzare alcune delle opere previste: impianto di frantumazione (degli inerti provenienti dalle demolizioni), impianto di biostabilizzazione, impianto di stoccaggio (dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata). Praticamente da Lucera non arriverà nessun tipo di rifiuto.

Chiediamo:

- Perché dovremmo accettare un sacrificio ecologico per ricevere nel nostro territorio rifiuti prodotti da altri?
- Perché accettare una discarica in un sito ad altissimo rischio idrogeologico e di inquinamento delle falde di una vastissima zona?
- Perché non sono state richieste garanzie serie e sostanziose, con fidejussione, non solo per il periodo di riempimento della discarica, ma anche e soprattutto per il dopo?
- Quali saranno realmente i rifiuti che saranno accettati e chi sarà in grado di controllare seriamente e continuamente ciò che verrà portato in discarica?
- Chi garantirà per la salute di tutti?
- Quali sono gli interessi per dire sì alla discarica? Non, certamente, quelle poche centinaia di euro che si risparmierebbero per eliminare un contenzioso su un piccolo tratto di recinzione. In un Comune che ha un contenzioso altissimo e costosissimo, una giustificazione del genere è addirittura offensiva per l’intelligenza di tutti i Lucerini.

Noi del WWF abbiamo già detto che in materie delicate come questa, che incidono direttamente ed in maniera invasiva non solo sull’ambiente ma direttamente sulla salute dei cittadini, non sono assolutamente possibili decisioni di vertice, né si può sperare nell’apatia e nella rassegnazione della città.
Non stiamo parlando, questa volta, di decisioni che promuovono solo gli interessi di qualcuno o che autorizzano sperperi di denaro pubblico.
Questa volta si parla di salute.
Tutti, questa volta, si ricorderanno i nomi dei singoli Consiglieri Comunali che avranno votato a favore della discarica e che saranno responsabili, non solo moralmente, di tutti i danni che deriveranno alla città».

Il Responsabile della Sezione WWF di Lucera
Mauro Cutone

info@ilfrizzo.it



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