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Corridoio ecologico del Cervaro: un esempio per il territorio
Successo del convegno conclusivo del progetto. Di grande interesse gli sviluppi sul piano ambientale e le ricadute economiche per il settore agricolo

Castelluccio dei Sauri, 17.01.2010 - Registra un bilancio estremamente positivo il convegno che si è concluso la mattina dello scorso 15 gennaio nell’Aula Consiliare del comune di Castelluccio dei Sauri, caratterizzato da un inaspettato successo di pubblico e partecipazione (presenti, tra gli altri, esponenti della Comunità Montana dei Monti Dauni Meridionali e dei Comuni, Consorzio di bonifica e varie Associazioni ambientaliste e professionali), sullo “Studio di fattibilità del corridoio ecologico del torrente Cervaro”, Sito di interesse comunitario (Sic), scelto dalla Regione Puglia tra quelli su cui intervenire per la riqualificazione ambientale del territorio pugliese.
«Grandissima l’importanza strategica del progetto» ha dichiarato in apertura l’arch. Gianbattista Del Rosso, dirigente dell’Ufficio Pianificazione Strategica e Ambiente del comune ospitante. D’accordo il sindaco, Antonio Del Priore, per il quale il corridoio ecologico «è un elemento caratterizzante dell’intero territorio provinciale, modello per gli altri bacini fluviali». L’assessore provinciale ai Lavori Pubblici, Vito Guerrera, ha sottolineato, invece, l’importanza dell’azione sinergica intrapresa, per questo progetto, da tutti gli attori istituzionali che governano il territorio con l’obiettivo di «recuperare l’ecosistema e contrastare lo scempio ambientale del passato». Sulla stessa linea l’intervento dell’assessore provinciale al Bilancio e Programmazione Economica e Finanziaria, Leonardo Di Gioia, che ha definito l’esperienza progettuale avviata come un «esempio di buona prassi amministrativa» che si inserisce perfettamente nei Piani della Provincia, diventando «progetto pilota e strumento di sviluppo».

«Ma si tratta di uno studio ancora aperto a contributi esterni», ha precisato l’arch. Stefano Biscotti, dirigente dell’Ufficio di Piano della Provincia di Foggia che ha colto l’occasione per precisare la portata del progetto. «Quello del corridoio ecologico del Cervaro – ha dichiarato il tecnico – non è un semplice piano di fattibilità, ma è divenuto, ormai, un vero e proprio strumento di indirizzo per la pianificazione del territorio degli Enti Locali ed è assurto a elemento strategico che si inserisce a pieno titolo nel “Piano provinciale di coordinamento” inserendosi come uno dei più importanti tra gli 11 “Piani operativi integrati”».
Dai monti al mare si incontrano risorse ambientali di straordinario valore. Ma sono collocate in una sorta di “non luogo” nel quale troppo spesso sono intervenute pesantemente le attività dell’uomo. I 100 chilometri del corso d’acqua che nasce in Irpinia, attraversa i Monti Dauni e il Bosco dell’Incoronata sfociando nel Golfo di Manfredonia, «specie nella parte finale sono caratterizzati da tratti di interruzione della connettività ecologica», ha dichiarato infatti il prof. Giuseppe Bogliani dell’Università di Pavia, coordinatore scientifico dello studio di fattibilità per la realizzazione del corridoio ecologico. «Ma si tratta di situazioni ripristinabili».

Nove le azioni di recupero e valorizzazione individuate dal gruppo di studi. Interventi tutti condivisi dai tecnici intervenuti al convegno come il Dott. Maurizio Marrese dell’Università degli Studi di Foggia, l’ing. Ettore Trulli dell’Università di Potenza, il Dott. Antonio Sigismondi dell’Ufficio Parchi e Riserve della Regione Puglia e il geologo Donato Sollitto.
Previsti, tra gli altri, interventi direttamente sugli argini e sul corso del torrente, sulla riduzione dell’immissione di nutrienti e microorganismi in prossimità degli impianti di depurazione, dotazione di attrezzature e infrastrutture per rendere fruibile o scenario naturalistico del Cervaro, realizzazione di laghetti, piccole zone boschive (di rifugio per gli animali), siepi, zone umide, vegetate e di microhabitat per la difesa della biodiversità.
Di grande importanza l’attività degli agricoltori, che presidiano il territorio con la loro attività. Per il “Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale” sono disponibili ben 327 milioni di euro che finanzieranno queste azioni: di incremento dei pascoli (mettendo a riposo i seminativi) e delle fasce inerbite, per la conservazione della fascia di vegetazione erbacea spontanea; di riduzione della bruciatura delle stoppie; attività di rimboschimento; di creazione di filari, siepi, piccoli invasi, camminamenti e torrette per l’avvistamento della fauna selvatica. Attivando i Piani per l’ambiente e i Piani Operativi Fesr 2007/2013 e i Progetti Life potranno intervenire anche gli Enti Locali.
A conclusione dei lavori la mostra di immagini, tradizioni e cultura del Torrente Cervaro è stata aperta alla cittadinanza e alle scolaresche.

Castelluccio dei Sauri
Nunzio Lops

scrivi a: info@ilfrizzo.it



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