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AMBIENTE

Non biomassa…criamo l'aria e la salute pubblica

Il resoconto in sintesi e il video integrale della manifestazione organizzata dal comitato "Lucera non tace"

Lucera, 20.09.2018 - Lo scorso 16 settembre si è svolta in Piazza Nocelli la manifestazione “Non biomassa…criamo l’aria e la salute pubblica”, organizzata dal comitato “Lucera non tace” per informare ancora relativamente alla vicenda del progetto del nuovo impianto presentato dall’azienda “Maia Rigenera srl”.
La portavoce del comitato Raffaella Gambarelli ha ribadito che non vogliono quest’impianto perché è inutile per Lucera: «Nella nostra città abbiamo un consumo di FORSU che arrotondato per eccesso sarà di circa 4.000 tonnellate, ed ora vogliono realizzarne uno di 232.000 più 31.000 di sfalci del verde: questo significa che oltre ad un aumento del traffico veicolare, avremo molto probabilmente un maggior numero di infiltrazioni malavitose». Gambarelli ha poi citato come esempio la città di Foggia, che nonostante i suoi 165.000 abitanti, ha chiesto un impianto aerobico di 50.000 tonnellate. La portavoce ha quindi spiegato che vi sono altri motivi per i quali l’impianto non serve: «A livello sanitario, molti medici sono contrari ad esso per ciò che questo tipo di impianti comporta: ci hanno detto che si tratta solo di una riconversione del precedente, ma non è vero».
Il presidente del comitato Francesco D’Angelo, invece, ha rilevato il considerevole divario esistente tra i dati reali relativi alla FORSU raccolta e la quantità trattata dalla Bioecoagrim: i primi sarebbero inferiori. «Ci accolleremo anche i rifiuti delle regioni limitrofe», ha proseguito D’Angelo, il quale ha ricordato altresì le mancate risposte in merito ai controlli fatti sulle aziende presenti nel nostro territorio e ha concluso evidenziando che le direttive europee invitano le comunità locali a dotarsi di impianti di prossimità autosufficienti.


Gli interventi della manifestazione

«Alcuni sapevano ma non parlavano – ha esordito il coordinatore di Fratelli d’Italia Ettore Orlando –, altri poi, pur sapendo, hanno invitato a non parlare, così il confronto non sempre è possibile e si crea divisione nella comunità». A parere di Orlando, questo genere di decisioni va preso dai cittadini, ma «non da quelli che cavalcano l’onda del populismo» bensì all’interno delle strutture democratiche: «Perché il Consiglio Comunale non parla di queste tematiche? Ci piacerebbe vederlo schierato dalla nostra parte e non tutelare gli interessi dei privati». Il coordinatore ha concluso dicendo che chiederà all’amministrazione di adeguarsi alle norme tecniche di attuazione del PUG «che essa stessa ha approvato».
Sono seguiti interventi di vari cittadini, i quali hanno invitato la cittadinanza intera ad informarsi sulla questione attraverso i numerosi documenti che stanno circolando relativamente a quella che è una vicenda da non sottovalutare affatto.

Greta Notarangelo

 


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