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Il presidente di Cia Puglia, Antonio Barile: «L’annata agraria 2008 è stata un vero disastro!»
Il 26 febbraio manifestazione nazionale della Cia a Roma

Bari, 16.02.2009 - «L’annata agraria 2008 è stata un vero disastro: tra le peggiori dell’ultimo decennio (leggi il rapporto completo). E il 2009 inizia con il segno negativo a causa dei danni provocati dalle piogge persistenti che hanno impedito circa il 40% delle semine. Di fronte alla crisi grave del settore la politica agricola del governo non solo è totalmente inadeguata, ma è soprattutto dannosa. Il decreto quote latte che favorisce gli splafonatori del nord, l’incertezza sulla proroga della scadenza del 31marzo 2008 della fiscalizzazione dei contributi Inps, l’assenza di qualsiasi intervento per la crisi dell’olio e grano duro e il mancato finanziamento del Fondo per le calamità sono i regali del Ministro Zaia all’agricoltura pugliese e meridionale. Per queste ragioni il 26 febbraio la Cia ha organizzato una manifestazione nazionale a Roma davanti al Parlamento.
La Plv (produzione lorda vendibile) dell’agricoltura pugliese nel 2008 si è attestata intorno ai 2.464 milioni di euro, rispetto ai 2.850 del 2007, i 2.350 milioni del 2006 ed ai 2.700 milioni del 2005.
Sette settori produttivi (olio d’oliva, ortofrutta, grano duro e zootecnia, uva da tavola e agrumi) degli undici più importanti dell’agricoltura pugliese registrano risultati economici molto negativi. Il comparto del vino pur avendo aumentato la produzione e la qualità registra una Plv stazionaria a causa del calo dei prezzi. Anche l’agrituristismo e il florovivaismo restano al palo. Buona annata per il pomodoro da industria.
I bassissimi prezzi ottenuti dagli agricoltori e gli alti costi di produzione sono i fattori che hanno messo in crisi il reddito degli agricoltori nel 2008 e i risultati economici delle colture. I prezzi del gasolio agricolo, energia, concimi, mangimi e fitofarmaci sono schizzati alle stelle. Ci sono stati costi di produzione che sono aumentati di 2-3 volte. Ancora una volta la speculazione sulla pelle dei nostri agricoltori, il dumpig alla rovescia, le importazioni di prodotti agricoli spacciate per produzione italiana, costituiscono l’elemento essenziale della fragilità della nostra agricoltura.
La Cia Puglia esprime soddisfazione per il lasciapassare a Bruxelles del decreto dell’ex Ministro delle Politiche Agricole De Castro sull’obbligo di indicare in etichetta la provenienza delle olive impiegate nell’olio vergine ed extravergine – più volte sollecitato dalla Cia Puglia – che tutela maggiormente dalle falsificazioni e dalle sofisticazioni l’olio di oliva “made in Italy” e pugliese. In ogni caso sono i controlli mirati alle bottiglie di olio sugli scaffali la soluzione più incisiva.
Alla Regione Puglia chiediamo di accelerare l’attuazione del Psr (Piano di sviluppo rurale) 2007-2013 e la semplificazione della burocrazia in agricoltura. Per gli agricoltori è ancora un percorso ad ostacoli il rilascio del libretto Uma per beneficiare dell’agevolazione sui carburanti agricoli».

Confederazione Italiana Agricoltori Puglia
Il presidente: Antonio Barile



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