Libera Associazione Agricoltori della Capitanata: accolte le prime proposte da portare in commissione agricoltura
«L’agricoltura italiana continua ad essere penalizzata anche in un contesto in cui si parla di recessione globale e di aiuti a tutti i settori tranne che a quello agricolo»
Lucera, 10.03.2009 - «Parere favorevole da Roma, in merito alla proposta della Libera Associazione Agricoltori della Capitanata di rivedere i criteri di assegnazione dell’aiuto comunitario accoppiato sul pomodoro da industria.
L’aiuto comunitario sul pomodoro da industria è erogato sotto forma di aiuto disaccoppiato ed accoppiato. Mentre l’aiuto disaccoppiato è stato calcolato sulla scorta delle medie produttive di ogni singola azienda in un determinato periodo storico di riferimento, l’aiuto accoppiato è stato fissato ad una somma uguale per tutto il territorio nazionale.
Tale scelta, da parte della commissione agricoltura, ha penalizzato le aziende del sud Italia e in particolare della Capitanata, che sono quelle più produttive poiché più vocate alla produzione del pomodoro da industria.
Il regolamento comunitario 73/2009 riserva, agli stati membri, la facoltà di applicare il regime di pagamento unico a livello regionale.
Ciò vuol dire che lo stato può distribuire i fondi a disposizione in base alle medie produttive per ogni singola regione sia come già succede per l’aiuto disaccoppiato che per l’aiuto accoppiato.
La nostra proposta in commissione agricoltura prevede proprio il ricalcolo dell’aiuto accoppiato, che effettuato sulla scorta delle medie produttive di ogni singola regione porterebbe nelle casse degli agricoltori della provincia di Foggia circa 15 milioni di euro in più.
Crediamo che questo sia un modo sano di fare sindacato, entrare cioè nei meriti delle decisioni che riguardano il nostro settore, anziché solo autopenalizzarci con manifesti pubblici che ci dicono che siamo perdenti in partenza. Dobbiamo lottare per difendere le nostre produzioni di eccellenza, una delle quali riguarda proprio il pomodoro da industria.
Gli ultimi sequestri di ingenti quantità di pomodoro in scatola di dubbia provenienza operati dai funzionari dell’ICQ di Napoli e della Dogana di Salerno, sono sintomo del fatto che di scorte nelle industrie non ce ne siano poi tante.
Lo stesso Ministro Zaia ha dichiarato che il pomodoro è uno dei biglietti da visita per quel che riguarda i prodotti del nostro paese ed è parte essenziale di un settore e di un indotto che in Italia vale 24 miliardi di Euro. A chi dice che l’agricoltura italiana genera poco PIL, la LAAC risponde che il dato del Ministro indica chiaramente che l’agroalimentare in Italia vale più di una finanziaria e che l’agroalimenare italiano senza l’agricoltura italiana, non potrebbe esistere.
L’agricoltura italiana continua ad essere penalizzata anche in un contesto in cui si parla di recessione globale e di aiuti a tutti i settori tranne che a quello agricolo, un comparto che impiega, a livello nazionale 1.300.000 addetti».
Libera Associazione Agricoltori di Capitanata
Lucera