Crisi del grano duro: considerazioni e proposte dalla LAAC
«Noi di Lucera, stiamo valutando l’opportunità di investire nel settore delle energie alternative provenienti da biomassa vegetale. A tal proposito abbiamo già preso contatti con alcune aziende che si stanno insediando nel nostro territorio»
Lucera, 21.03.2009 - «Gli ultimi aumenti che hanno contraddistinto il mercato della pasta, sono stati giustificati dall’incremento del prezzo del grano avuto della campagna cerealicola 2007/2008 che ha superato i 50 euro a quintale.
Tale aumento dei prezzi, in realtà, non ha inciso fortemente sui redditi delle famiglie in quanto, dai dati emerge che una famiglia media di cinque persone consuma 1 euro al giorno di pasta, pari al costo di un caffè consumato al bar.
Il prezzo attuale del grano, nel mentre, che si attesta intorno ai 20-21 euro/quintale, ha fatto registrare alle aziende agricole una perdita netta di Euro 150,00 per ettaro e non certo solo per via della sovrapproduzione registrata nella scorsa annata agraria. Infatti, nonostante il prezzo del nostro grano duro sia caduto così in basso, i mulini continuano a comprare grano estero a prezzi più alti e a tenere basso il prezzo del grano nazionale. Questo ci porta a non poter più coltivare il grano duro, con conseguenti danni al made in Italy della nostra pasta.

La Libera Associazione Agricoltori della Capitanata (UCI) sta valutando l’ipotesi di trovare produzioni alternative che possano scongiurare il pericolo di fallimento delle aziende. In particolare noi di Lucera, stiamo valutando l’opportunità di investire nel settore delle energie alternative provenienti da biomassa vegetale. A tal proposito abbiamo già preso contatti con alcune aziende che si stanno insediando nel nostro territorio per diventare parte attiva dei loro progetti essendone i potenziali fornitori di materia prima.
Chiediamo intanto al mondo Politico lucerino di abbandonare le logiche delle proprie tasche e del clientelismo inutile, di pensare allo sviluppo della città (a vocazione prevalentemente agricola), favorendo gli insediamenti produttivi atti alla riqualificazione del comparto agricolo locale. Ciò genererebbe nuova occupazione per il territorio e, soprattutto, la ripresa economica dell’intera città».
Libera Associazione Agricoltori di Capitanata
Lucera