Pastai sotto inchiesta
La Cia Puglia chiede a Vendola e a Stefano di superare ogni comportamento omissivo rispetto alla istituzione della cabina di regia sui controlli. Dichiarazione del Presidente della Cia Puglia Antonio Barile
Bari, 17.12.2009 - «Quando i controlli cominciano ad attivarsi qualcosa viene fuori. Importanti marchi sono sotto inchiesta per verificare se gli aumenti del prezzo della pasta siano da ricondurre a un accordo restrittivo tra le aziende del settore.
La pasta, infatti, si vende a più di un euro al chilo mentre il grano duro viene pagato agli agricoltori a meno di 18 centesimi.
Finalmente l’attenzione degli organismi preposti sta dando i suoi frutti.
A questo proposito va ricordato anche l’importante processo presso il Tribunale di Trani a carico del più grande importatore di grano duro a livello europeo, che sarebbe invischiato in importazioni di grani contaminati dalle ocratossine, sostanze cancerogene.
È da anni che abbiamo chiesto come Cia Puglia maggiori controlli in materia di frodi alimentari e di controllo dei prezzi dalla campagna agli scaffali della grande distribuzione. I controlli, comunque, non devono solo scaturire dalle inchieste ma devono essere sistematici e mirati, tesi a colpire il malaffare e l’economia dell’inganno.
Occorre andare ancora a fondo e colpire le importazioni illegittime, il falso “Made in Itay” che ormai danneggia ogni comparto dell’agricoltura pugliese (grano duro, olio, vino, ortofrutta, latte, uva da tavola, ciliegie).
Di fronte a questi fatti è assolutamente ingiustificato il ritardo dell’assessore regionale all’agricoltura Stefano nella istituzione della cabina di regia sui controlli. Chiediamo al presidente Vendola di assumersi in prima persona la responsabilità di convocare la cabina di regia con Nas, Repressioni frodi, Osservatorio fitopatologico, Sanità marittima, Dogane, Guardia di Finanza e le organizzazioni professionali agricole».
Confederazione Italiana Agricoltori Puglia
Il presidente: Antonio Barile
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