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AGRICOLTURA
Agricoltura
«Agricoltura 2009: un anno da dimenticare»
«Impressionanti i dati registrati, quasi un bollettino di guerra che contempla riduzioni di prezzo su base annua»

Foggia, 31.12.2009 - «Imminente ormai la fine del 2009, è tempo quindi di tirare le somme, di stilare bilanci e, soprattutto d’interrogarsi circa l’immediato futuro.
Si conclude un vero e proprio anno horribilis per l’agricoltura in generale e per quella di Capitanata in particolare.
In un contesto di nefasta congiuntura, che ha colpito il mondo intero, si è anche generata, nel nostro Paese, una pesante crisi di mercato, senza precedenti, di quasi tutti i più importanti prodotti agricoli, a cui si sono aggiunti forti incrementi dei costi di produzione e, non da ultimo, numerose avversità atmosferiche.
Impressionanti i dati registrati, quasi un bollettino di guerra che contempla riduzioni di prezzo su base annua di: -40% per il grano duro e gli altri cereali, -20% per il pomodoro da industria, -25% mediamente per l’orto-frutta, l’uva da vino, le olive, il latte ed i prodotti zootecnici, ecc.
Così come i primi consuntivi che riguardano l’export dei prodotti agricoli freschi verso i paesi terzi, che contemplano una diminuzione, rispetto ai dodici mesi precedenti, di oltre il 22%.
Addirittura crollate, anche del 50%, nonostante una sensibile diminuzione dei prezzi praticati dai vivai specializzati, le vendite degli alberi di natale (abeti), su cui ha pesato, oltre che la crisi economica, anche il massiccio ricorso a piante d’importazione dall’est europeo, di scarsa qualità e praticamente impossibili da piantare dopo le feste.
Ciò, secondo le stime Eurostat elaborate da Confagricoltura, ha determinato una diminuzione secca annua di oltre il 25% del reddito medio delle imprese agricole italiane, rispetto ad una media U. E. di circa il 12%.
Ma quel che è peggio, a questa pesante crisi, nonostante mesi e mesi di denuncia, di confronto e di protesta (non unanime, a volte anche improvvisata e disperata), in un clima di mortificante indifferenza della politica, non sono giunte, da parte del Governo, adeguate risposte in merito: la Legge finanziaria 2010, infatti, recentemente varata, prevede poche ed insufficienti misure che vanno solo in parte a confermare agevolazioni che gli agricoltori già detenevano nel passato e nulla di più.
Un brodino riscaldato, quindi, niente a che vedere con farmaci specifici ed efficaci necessari a superare la crisi, ma, soprattutto, capaci di prevenire il ripetersi di simili situazioni e porre le imprese del settore nelle condizioni di guardare al futuro con più ottimismo.
A fronte di tale realtà Confagricoltura Foggia, di concerto con i vertici nazionali dell’Organizzazione, in ossequio ai doveri di rappresentanza e tutela delle migliaia di imprese agricole associate, non intende certo assistere passivamente agli eventi ed è pronta a riprendere tutte quelle iniziative di pressing politico-sindacale, ma anche d’ulteriore protesta, affinché pervengano presto, dalla Regione, dall’Esecutivo e dalla Comunità Europea, concrete risposte alle legittime istanze del mondo agricolo.».

Confagricoltura - Foggia
Antonio Poppi



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