«Agricoltura abbandonata a se stessa, premiati solo i disonesti»
Confagricoltura dichiara la mobilità nazionale. E protesterà il 22 luglio a Cremona ed il 26 luglio a Napoli
Foggia, 17.07.2010 - La Confagricoltura ha dichiarato la mobilitazione nazionale. La decisione è stata presa dall’Assemblea generale dell’organizzazione degli imprenditori agricoli, che ha fatto il punto sulla situazione in atto ed, in particolare, sulla manovra economica all’esame del Parlamento.
La prima grande manifestazione per ribadire i temi caldi che non hanno ricevuto risposta, come il rispetto del calendario di pagamento delle multe per le quote latte e la stabilizzazione della fiscalizzazione degli oneri sociali, si terrà giovedì 22 luglio a Cremona e una seconda massiccia protesta si svolgerà lunedì 26 luglio a Napoli.
La mancata proroga delle agevolazioni previdenziali, rammentiamo previste per le zone montane e svantaggiate, determinerà dal prossimo 1º di agosto, il raddoppio dei contributi previdenziali dovuti dalle imprese agricole per i propri operai: da 11% circa a giornata lavorativa, ad oltre il 22% della retribuzione, a cui corrisponde mediamente un aumento da circa 6,57 euro ad oltre 12 euro.
Aumenti previdenziali insostenibili soprattutto per le aziende agricole dell’Italia meridionale, oltre tutto vittime di una lunga e pesantissima crisi, senza precedenti, di tutto il comparto.
Facile immaginare le nefaste ricadute sull’occupazione, già di per sé in calo negli ultimi anni; in Capitanata oltre 44 mila gli operai del settore agricolo, per complessive 3.894.000 giornate lavorative annue, in gran parte afferenti alle imprese aderenti a Confagricoltura Foggia che, com’è noto, è l’Organizzazione leader delle imprese datoriali.
«Gli avvenimenti delle ultime ore rendono inevitabili le azioni di forza che ci prepariamo ad intraprendere – ha detto il presidente, Federico Vecchioni –. Sosteniamo le posizioni espresse dal ministro Giancarlo Galan: rispetto delle regole, innovazione, fondi per l’agricoltura e lo ringraziamo per come e quanto si è speso in questa vicenda che, oltre ad essere il trionfo dei “furbi”, ha del paradossale, poiché, in una finanziaria in cui non ci sono soldi per niente e nessuno, esce come dal cilindro di un prestigiatore il rinvio di un pagamento che costa parecchi milioni all’erario».
«Chiediamo – ha proseguito il presidente di Confagricoltura – che quanto atteso dal sistema agricolo in un momento tanto grave sia accolto con il rispetto dovuto ad un settore strategico per l’economia del Paese: non vogliamo sussidi, ma le stesse forme d’incentivo ottenute dalle altre Pmi. I punti chiave sono latte, fiscalizzazione, fondi per il comparto bieticolo saccarifero e fondo di solidarietà nazionale.
Ci aspettiamo che quanti nel Governo condividono queste posizioni esprimano il loro appoggio all’impegno del ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan, e che l’opposizione sappia con forza sostenere la necessità di urgenti risposte alle richieste degli agricoltori».
«La tensione tra gli imprenditori agricoli onesti e rispettosi delle leggi è allo spasimo – ha concluso Vecchioni – e la mobilitazione lanciata da Confagricoltura è aperta a tutti quelli cui sta a cuore la sopravvivenza e il futuro dell’agricoltura italiana. Noi non abbiamo la tracotanza di asserire che siamo l’agricoltura, ma certamente possiamo dire a buon titolo che non c’è agricoltura senza di noi».
Confagricoltura - Foggia
Antonio Poppi